com'è essere musulmano a natale?

Abbiamo parlato con Wiwid Howat, un'australiana di fede musulmana, di com'è vivere questa festività cristiana.

di i-D Staff
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23 dicembre 2015, 10:10am

Ogni anno, verso la fine di ottobre, Jingle Bells si insinua nelle playlist dei supermercati, si appendono finti fiocchi di neve alle finestre e i meme di Mamma, ho perso l'aereo iniziano a circolare sui social media. Il Natale ci piomba addosso e questo pilastro fondamentale della nostra cultura non può essere evitato.

Stando alle statistiche del 2010, circa un terzo dei 6.9 miliardi di persone nel mondo sono cristiane e, anche se i cristiani saranno sempre in numero maggiore rispetto ai musulmani per le prossime decadi, una ricerca del Pew Research Centre condotta all'inizio di quest'anno fa presupporre che il numero di musulmani nel mondo nel 2050 raggiungerà il numero dei cristiani. Negli Stati Uniti l'islamismo supererà l'ebraismo e diventerà la seconda religione più diffusa. In Europa il 10% della popolazione si identificherà in questa religione. Come ci si dovrà comportare quindi con le festività?

i-D ha deciso di scoprirlo, chiedendo alla fashion blogger e stilista indonesiana ventiseienne, Wiwid Howat, come si sente nei confronti del Natale. Howat è musulmana, ma le è sempre piaciuto il Natale, sin da quando era piccola. Dopo essersi trasferita a Sydney con suo marito Sam tre anni fa, lo spirito natalizio di Wiwid ha solo avuto modo di crescere, nonostante non faccia parte della sua religione. E qui ci rivela il perché.

Com'era il Natale per te quando eri piccola e vivevi in Indonesia?
In Indonesia il Natale è una festa collettiva, non importa se sei musulmano, cristiano, buddista o induista, tutti stanno a casa dal lavoro - lo dice anche la legge. Anche se la maggior parte delle persone sono musulmane, il Natale è molto importante in Indonesia. Tutti i supermercati e i negozi si decorano con addobbi, i programmi TV si concentrano sul Natale, ci sono i canti natalizi e tutte queste cose.

Tu sei musulmana, hai festeggiato questo giorno o l'hai semplicemente ignorato?
I miei nonni sono cristiani cattolici, quindi da quando ero piccola volevo celebrare il Natale con loro, anche se i musulmani non festeggiano mai questo giorno. Facevo una smorfia ogni volta che tornavo a scuola e tutti mi chiedevano 'Hey, come sono andate le tue vacanze... di Dicembre?" E io dicevo 'Oh si, ho festeggiato il Natale con i miei nonni!' C'era qualcosa di molto strano in tutto questo, perché non era per niente comune, ma invece era così nella nostra famiglia.

Poi ho sposato Sam e ci siamo trasferiti in Australia, ho avuto l'opportunità di decorare un albero di Natale per la prima vola, il che è stato grandioso! Mi sono svegliata alle 5 di mattina perché ero davvero eccitata. Perché anche se ho celebrato il Natale con i miei nonni sin da quando ero piccola non ho mai avuto la possibilità di decorare un albero di Natale. Loro sono cattolici, impegnati in chiesa dal 24, quindi tornavano a casa il pomeriggio del 25 in modo che potessi pranzare con loro, e l'albero di Natale era già lì. Quindi ho avuto quell'ambizione sin da quando ero piccola, arrivavo al punto di dire 'Oddio, vorrei poter toccarlo!' Si, ero parecchio strana su questo.

Quindi il Natale è sempre stato una parte della tua vita, è diventato ancora di più così da quando ti sei trasferita in Australia?
Sì. Ho scoperto che il Natale non riguarda solo la religione cristiana, ma anche la cultura. I membri della famiglia di Sam continuano a celebrare il Natale anche se non sono cristiani - lo erano, ma ora non sono più credenti. Ma continuano a celebrare il Natale perché è parte della loro cultura.

Si suppone ci sia una divisione tra chiesa e governo, ma in Australia il Natale è in molti modi una festività sponsorizzata dallo Stato. Cosa ne pensi?
Concordo pienamente, credo che la religione dovrebbe rimanere separata dalle politiche del governo. Perché alla fine non importa chi sei e in cosa credi. Se hai il diritto di vivere in un Paese il governo dovrebbe provvedere a fare gli interessi di tutti.

Credi che le vacanze musulmane dovrebbero essere più riconosciute in Australia? O pensi basti il fatto che le riconosca la tua comunità?
Mi piacerebbe dire che dovrebbero essere più riconosciute perché, ad essere onesta, è molto difficile. Abbiamo due Eid [Eid Al-Fitr e Eid Al-Adha, festività musulmane che accompagnano il Ramadan] all'anno, la preghiera è alle 7:30 e poi bisogna correre al lavoro, mentre in Indonesia hai il giorno libero per poter festeggiare. Quindi mi piacerebbe dire che sì, dovrebbero essere riconosciute, ma allo stesso tempo la popolazione musulmana in Australia è molto ridotta, circa il 2% della popolazione, quindi alcune persone dicono che non dovrebbe essere così. Ma sarebbe bello se potessimo avere un giorno libero. Potremmo pregare al tempio e poi andare al mare!

Cosa farai a Natale quest'anno?
La mia matrigna è tornata dopo aver vissuto in Inghilterra, il che è molto bello. È stato molto difficile per noi qui a Sydney, perché eravamo da soli. Lei vive sulle Blue Mountains. Anche la mia sorellastra verrà in Australia dall'Inghilterra, quindi celebreremo il Natale insieme e faremo un bel pranzo o una cena. Sarà divertente perché tutti saranno presenti.

@thegirlbeneaththeheadscarf

Crediti


Testo Sarah Gooding
Foto Sam Howat

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