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celebriamo peggy guggenheim, leggendaria collezionista d'arte

La nuova mostra 'Peggy Guggenheim in Photographs' cattura l'essenza della pioniera del mondo dell'arte attraverso scatti di Man Ray ed altri in cui la collezionista posa insieme a leggende come Jackson Pollock.

di Nadja Sayej
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23 novembre 2016, 11:55am

La collezionista d'arte Peggy Guggenheim sarà protagonista della mostra all'Ikona Gallery di Venezia, dove saranno esposte 21 immagini della collezione Peggy Guggenheim in Photographs. La mostra, che sarà aperta sino al 27 novembre, cattura lo spirito di Guggenheim - la collezionista che è diventata musa. La leggendaria intenditrice d'arte ha scritto la storia artistica del XX secolo grazie alla sua vastissima collezione, che comprende opere europee ed americane. La sua vita personale è spesso stata soggetto di speculazione, ma, nonostante questo, Peggy Guggenheim passerà alla storia come la prima delle poche collezioniste d'arte donne della storia.

Guggenheim era figlia di Benjamin Guggenheim, e quando suo padre morì durante la tragedia del Titanic, ereditò 34 milioni di dollari a soli 21 anni. Cresciuta a New York, Peggy si è sempre sentita la pecora nera della famiglia fino a che, nel 1920, si trasferì a Parigi dove per la prima volta entrò in contatto con il mondo dell'arte grazie al suo primo marito, Laurence Vail. Cresciuta in un ambiente borghese, si è sempre sentita esclusa dall'ambiente bohémien finchè non è venuta a contatto con quella che lei chiamava "la sua gente".

Dino Jarach

Ha utilizzato la sua cospicua eredità per dare vita ad una collezione d'arte che comprende lavori dal 1938 al 1946, tra i quali opere di Pablo Picasso, Joan Miró e René Magritte. Fino al 1960 (quando smise di collezionare opere) l'obiettivo di Guggenheim era riuscire a comprare almeno un'opera d'arte al giorno.

Nel 1938 Guggenheim aprì la sua prima galleria a Londra, seguita da un'altro spazio a New York, dove espose per la prima volta la sua collezione di dipinti appartenenti alle correnti del Cubismo, Astrattismo e Surrealismo. Anche se ora siamo abituati a considerare certi artisti del passato delle leggende, guardandoli con ammirazione e riconoscendo il loro valore, non sempre questi creativi sono stati considerati tali. Guggenheim aiutò a lanciare e consolidare la carriera di artisti come Clyfford Still e Jackson Pollock, al quale nel 1943 diede la possibilità di organizzare la sua prima personale (all'epoca Pollock faceva ancora il carpentiere).

A rendere Peggy Guggenheim tanto unica fu il suo modo di collezionare l'arte, una modalità senza precedenti -- comprò l'arte surrealista di Yves Tanguy, Jean Arp e Andre Breton prima che le loro opere raggiungessero prezzi esorbitanti; lavori di Man Ray e Salvador Dali quando i due erano semplicemente artisti underground, conosciuti quasi esclusivamente in Europa. In questo modo riusciva a promuovere artisti emergenti e la sua collezione ha contribuito a determinare l'ascesa dell'avant-garde prima che diventasse una tendenza a livello globale. Guggenheim era conosciuta per il suo gusto eccentrico e le opere che comprava erano un riflesso della sua personalità misteriosa e una delle tante cose che ha contribuito a renderla tanto speciale è che riusciva a promuovere sia l'arte moderna americana che quella europea allo stesso tempo.

Dino Jarach

Alcuni dei suoi successi, però, venivano screditati a causa del suo modo di gestire sua vita sessuale - era molto aperta a riguardo. Anche sei i suoi partner erano promiscui almeno quanto lo era lei, spesso la sua reputazione ne ha risentito. Guggenheim ha sempre combattuto per ottenere credibilità da parte dei suoi colleghi uomini. Nonostante i pettegolezzi sulla sua vita personale, la collezionista è stata una fonte d'ispirazione per molte donne, che ne ammiravano il carattere indipendente e la tenacia con la quale seguiva i propri sogni, che fossero di natura imprenditoriale o artistica.

Le immagini di questa mostra hanno lo scopo di mostrare la vera Guggenheim al di là del nome che, negli anni, ha acquisito tanto prestigio. In una delle fotografie presenti alla mostra la si può vedere a Parigi nel 1924. Lo scatto è opera di Man Ray e, come disse l'editore Sylvia Beach, se sei stato ritratto da Man Ray, allora "sei qualcuno". L'immagine è stata scattata dopo la nascita del primo figlio, Sindbad, avuto con Vail. Guggenheim ha sempre definito questo scatto "sensazionale" per la forza e l'intensità del suo sguardo mentre guarda nell'obiettivo.

I fotografi che circondavano Peggy Guggenheim volevano catturare la sua sicurezza, il suo candore e la sua personalità forte, che si trovasse a una mostra, in giro per il mondo, oppure tra le mura di casa con gli artisti e scrittori che poi sarebbero diventati amici e compagni di vita.

Man Ray

La mostra è curata dalla fondatrice e curatrice dell'Ikona Gallery, Ziva Kraus, un'artista croata che ha lavorato per Guggenheim nel 1973. "Quando l'ho incontrata per la prima volta nel 1966, era seduta nella sua galleria, circondata da dipinti di Pollock," racconta Kraus. "Mi riporta alla mente le origini ebree di Peggy, il suo viaggio fino in Europa che l'ha portata a lasciare la sua gloriosa famiglia a New York, che aveva abbandonato la Svizzera in favore degli Stati Uniti durante il XIX secolo. Nessuno può amare l'arte oggi senza pensare immediatamente ai Musei Guggenheim."

Un'altra foto di spicco della mostra ritrae Guggenheim in compagnia di Pollock, in uno scatto di George Karger del 1946. Posa con i cani in braccio a New York, nell'atrio dell'appartamento in cui, nel 1943, l'artista ha dipinto il murales più grande che abbia mai realizzato.

Oltre ad essere una finestra sulla vita privata della collezionista, le immagini catturano anche l'essenza di Peggy a livello professionale. Nella mostra è presente uno scatto del 1948 di Dino Jarach, in cui Guggenheim sta montando un'opera di Alexander Calder alla Biennale di Venezia. Un'altra fotografia di Ida Kar, invece, la ritrae sicura in sé stessa, mentre posa di fronte al suo museo a Venezia dopo aver aperto la sua prima mostra nel 1951.

Crediti


Testo Nadja Sayej