il collaboratore di björk james merry ci parla di realtà virtuale e dell'incanto del giappone

Ora che la fantastica mostra in realtà virtuale 'Björk: Digital' è approdata a Londra, abbiamo fatto due chiacchiere con il suo amico e fedele collaboratore, James.

di Frankie Dunn
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03 ottobre 2016, 10:00am

Trovare un partner artistico è una delle cose migliori che ti possano capitare. Danno slancio alle tue idee, ti permettono di lasciare libera la tua creatività aiutandoti a concretizzarla e finiscono le tue frasi sia in senso letterale che figurativo. James Merry ha incontrato Björk sette anni fa, quando ha sentito che la leggendaria musicista stava cercando un assistente e lui si è candidato via mail. Uniti da un interesse comune per i misteriosi globster - masse di materia organica arenate sulla spiaggia - hanno subito stretto amicizia, iniziando a collaborare anche creativamente.

La cosa che più li accomuna è l'amore per la natura che entrambi nutrono, oltre ai bellissimi ricami di James che decorano la collezione di maschere di Björk ispirate alle falene, gli stessi che applica ai suoi capi sportswear, abbellendo i loghi più conosciuti con fiori selvatici e muschio islandese. Vulnicura, il commovente album di Björk è stato accompagnato da meravigliose vedute naturali scattate su distese di lava e cave; un'omaggio all'immensa bellezza naturale della sua terra d'origine. Per dare una dimora questi video in realtà virtuale, lei e Merry hanno unito le forze per dare vita alla mostra di Björk ospitata alla Somerset House di Londra. Si sono presentati alla conferenza stampa via live stream dall'Islanda in versione avatar motion capture, indossando una versione CGI di una delle sue note maschere.

Björk ha parlato di come la tecnologia permetta alle donne di trovare la propria via fuori dal sistema gerarchico. "Il computer portatile del 1999 mi ha dato la possibilità di avere uno studio personale in cui produrre Vespertine," racconta, "il touchscreen del 2006 mi ha aiutato a dare vita alla mia musicologia idiosincratica andando oltre ai canoni classici e riconnettermi alla natura per creare Biophilia. La realtà virtuale mi sta aiutando a creare una nuova piattaforma libera da qualsiasi genere di politica, un palco dove i suoni e le immagini sono libere di vorticare a 360°, completamente libere." La mostra inizia con l'opera commissionata dal MoMa e diretta da Andrew Thomas Huang, Black Lake, prima che gli spettatori vengano invitati a muoversi nello spazio per unirsi a Björk nelle remota spiaggia di Stonemilker e, come in Alice nel Paese delle Meraviglie, rimpicciolirsi fino a riuscire ad esplorare il Mouthmantra della cantante. In Notget, diretto da Warren Du Preez e Nick Thornton Jones, si tramuta in una falena gigante e l'atmosfera diventa subito magica. Sotto l'effetto di questo incantesimo collettivo, abbiamo incontrato il fantastico James Merry.

Ciao James. Come hai conosciuto Björk? Ricordi ancora la prima conversazione tra di voi?
Björk ed io abbiamo iniziato a scambiarci email nel 2009. A quel tempo vivevo a Londra e sono entrato in contatto con lei proprio quando stava iniziando a fare ricerche per Biophilia e aveva bisogno di un assistente. Ricordo di averle mandato dei link davvero strani di cose che mi affascinavano all'epoca: l'ornitomanzia e i globsters, se ricordo bene. Dopo una manciata di email di questo genere, ho volato fino a New York per incontrarla e abbiamo fatto colazione insieme. Ero molto nervoso durante il viaggio, ma nell'esatto istante in cui ci siamo visti ho sentito una sensazione familiare, era tutto così naturale. Abbiamo speso il resto della giornata a chiacchierare e a guardare video su YouTube. Dopo quell'incontro sono tornato a Londra e due settimane dopo mi sono trasferito per poter lavorare con lei a tempo pieno... e non ho mai smesso!

Da dov'è nata l'idea per Björk: Digital?
La mostra Björk: Digital è stata inizialmente pensata per avere un ambiente in cui proiettare i suoi video in realtà virtuale per Vulnicura. La maggioranza delle persone non ha ancora accesso ai visori e all'hardware necessario per avere questo tipo di esperienza, quindi volevamo offrire uno spazio in cui provarla - insieme all'opportunità di vedere gli altri elementi della mostra (la app di Biophilia, il cinema e l'installazione Black Lake). Per molti visitatori è stato il primo incontro con la realtà virtuale ed è stato bellissimo trovarsi lì con loro.

Quale tra i video in realtà virtuale è stato il più divertente da realizzare?
Stonemilker, perché è stata la prima volta che abbiamo girato a 360° e stavamo ancora scoprendo come funzionava: i lati positivi e quelli negativi. Tutti sul set erano costretti a nascondersi dietro a delle grandi rocce sulla spiaggia mentre Björk s'esibiva, visto che la camera puntava in ogni direzione. Alla fine è stato strano, tutti applaudivamo entusiasti, anche se Björk era stata l'unica ad assistere davvero all'esibizione.

Qual è l'esperienza che hai preferito?
Una delle mie parti preferite di Vulnicura VR è l'area del menu principale, quello dove puoi scegliere i vari video. Non è stata utilizzata per la mostra, ma adoro il setting (una distesa di lava in Islanda) ed è davvero un luogo bello e tranquillo in cui rilassarsi tra un video e l'altro. 

La scelta di aggiungere un video per ogni tappa è stata una scelta pratica o creativa? 
Probabilmente un po' entrambe - aveva senso sia in senso pratico che creativo. Questo aspetto della mostra è uno dei più esaltanti a mio parere - le persone possono vedere il processo e assistere al work in progress mentre la mostra si sposta e la tecnologia evolve. È un riflesso del punto a cui è arrivata la realtà virtuale ora -  si sta evolvendo molto rapidamente. Ogni video che realizziamo finisce per servirsi delle nuove tecnolgie che non erano disponibili per quello precedente. Inoltre dà a ogni luogo in cui visitiamo una premiere personalizzata e mantiene i contenuti sempre nuovi.

Cosa ci puoi raccontare del prossimo video, Family?
È diretto da Andrew Thomas Huang e Björk ed io siamo i direttori creativi. Non sono sicuro di quanto io possa sbilanciarmi al momento, ma sveleremo i dettagli molto presto! 

Mentre la tecnologia per la realtà virtuale continua ad evolversi, in che modo credi che s'integrerà nel mondo dell'arte e della musica? 
La possibilità di collocare i suoni nello spazio è davvero esaltante e il potenziale delle performance è pressoché infinito. In quanto gamer, non vedo l'ora che escano nuovi giochi (mi sono appena perso a giocare a Longbow per mezz'ora). Però anche i film - sto aspettando che qualcuno realizzi un bellissimo film horror in realtà virtuale.

Come si puà mantenere le cose semplici e naturali pur utilizzando questo tipo di tecnologie? 
Proprio come con qualsiasi altro medium, la vera qualità dell'esperienza sarà data dalla componente emotiva del pezzo. L'artista e il regista devono infondere spontaneità e fertilità in queste tecniche, non il contrario. Io sono convinto del fatto che ci saranno sempre delle persone in grado di realizzare dei lavori interessanti e naturali, indipendentemente dal medium o dalla tecnologia della quale si serviranno.

Realizzi la tua arte servendoti sia di mezzi molto tradizionali che delle ultime tecnologie. Ti preoccupa il fatto che forse un giorno le tecniche artitgianali tradizionali come il ricamo cadranno nel dimenticatioio e verranno sostituite dalla tecnologia?
Non ho mai pensato che le tecniche artigianali e le nuove tecnologie fossero una minaccia l'uno per l'altra, anzi. Le nuove tecnologie mi hanno permesso di vivere fuori dalla città e concentrarmi sul lavoro manuale - una cosa che non avrei mai potuto fare 10 anni fa. Posso vivere e lavorare quasi sul picco di su una montagna in Islanda e caricare i miei lavori su Instagram in un secondo. Il ricamo è un'arte quasi primitiva e questo significa che non si estinguerà mai - non dovremmo avere paura di rivisitarla man mano che la tecnologia avanza. Ho provato ad applicare questa arte a materiali moderni, visto che io, personalmente, adoro il contrasto che nasce quando accosti qualcosa di tanto antico e domestico con qualcosa di più futuristico ed urbano. Non mi è sfuggito che parole tradizionalmente associate all'arte del ricamo ora vengono riutilizzate per parlare del mondo digitale e online - email threads, il web, il net... Questi due mondi si possono influenzare e sostenere a vicenda in un modo davvero sano e innovativo.

Sei stato in Giappone recentemente. Cosa hai scoperto durante questo viaggio?
Sì, abbiamo avuto la fortuna di passare un intero mese in Giappone quando abbiamo lanciato Björk: Digital a Tokyo e abbiamo girato un nuovo video in realtà virtuale per Quicksand. Andare a Yakushima per la prima volta è stato fantastico (l'isola pluviale in cui è stato ambientato Princess Mononoke). Ho fatto un'escursione di 10 ore nella foresta per visitare l'albero più antico del Giappone (Jomonsugi - 7,200 anni!). Oltre a questo sono rimasto ossessionato da un personaggio dalle sembianze di un uovo, Gudetama, che ora si contende le mie attenzioni con una mia altra passione: Kobito Dukan. Ah, e il shiso, il shiso con tutto.

Qual è la colonna sonora per i tuoi viaggi?
Il mio ragazzo ci ha accompagnati in questo viaggio e mi ha fatto una playlist di synth pop giapponese degli anni '80. L'abbiamo ascoltata spesso mentre ci trovavamo a Yakushima, che nostalgia. Alcuni tra i brani che mi sono rimasti impressi sono: Miharu Koshi - Scandal Night, Kikuchi Momoko - Good Friend, Ayumi Ishida - Kosame No Omoide.

Se dovessi scegliere di indossare una tua maschera per il resto della tua vita, quale sarebbe?
Probabilmente quella da falena per Notget realizzata con fil di ferro e perle. Mi piace come le perle ti cadono sugli occhi, ti permettono instaurare un contatto visivo in un modo che non avevo mai provato prima. Indossarla al supermercato potrà anche sembrare un po' strano, ma posso conviverci. 

Hai nuovi progetti di cui ti stai occupando?
Sto realizzando altre maschere per Björk e altri capi sportswear. Stanno per uscire altre cose davvero interessanti, ma non credo di potermi sbilanciare al momento, sarà una sorpresa.

Dove possiamo comprare i tuoi fantastici lavori di ricamo?
Ho appena rinnovato il mio sito e sarà possibile acquistarle da lì molto presto! Per me è molto importante che rimanga una cosa in piccolo, divertente. Molte persone dicono che dovrei iniziare a produrre in serie, ma io voglio che rimangano pezzi unici, fatti rigorosamente a mano. è il punto del mio lavoro con lo sportswear: enfatizzare il contrasto tra l'unicità del ricamo e i loghi prodotti in massa.

Crediti


Testo Frankie Dunn 
Foto Andrew Thomas Huang

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