il trionfante debutto in passerella di dilara findikoglu per la s/s 18

La prima sfilata della collaboratrice di Kanye West e Marilyn Manson non assomigliava a niente di quanto visto durante le altre sfilate della stagione.

di Felix Petty
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20 settembre 2017, 9:31am

Mentre le modelle sfilavano attraverso la chiesa di St. Andrew, nel quartiere londinese di Holborn, nel finale della sfilata di debutto firmata Dilara Findikoglu, non c'era uno spettatore che non sorridesse. La giovane stilista turca ha stupito tutti con abiti artigianali dal taglio hardcore e punk.

L'energia e il design di Dilara non assomigliano a nient'altro di ciò che abbiamo visto durante le sfilate della stagione primavera/estate 18. C'è una forza risoluta nel suo talento; una forza che si sposa perfettamente alle decorazioni e al complicato design degli abiti stessi; una forza che appare del tutto naturale vista la sua personalità.

Dilara è una ribelle. Ha rifiutato la cultura fortemente tradizionale tipica della Turchia, trasferendosi a Londra e iniziando a lavorare nella moda. Ha dato vita alla sua sfilata post-laurea fuori dall'Università Central Saint Martins quando non l'hanno scelta per l'evento ufficiale. Negli ultimi anni, si è fatta notare lavorando per Yeezy, Selfridges e Marilyn Manson, e la sua sfilata di debutto è sembrata la prova finale da superare. Appena finita, la sensazione era quella che non ci fosse mai neanche stata una prova, perché Dilara si è dimostrata la ventata di novità più interessante della LFW.

Il punto di partenza tematico per la collezione era rappresentato dai sette strati di un'immaginaria società. Una parata di archetipi in pompa magna: credenti, ribelli, pensatori, politici, guide religiose, regnanti, dio. "I personaggi rappresentano l'illusione," ha spiegato Dilara nel backstage. "Volevo raccontare cosa succede quando si prova a cercare qualcosa in più nella vita, affrontando difficoltà e sentendosi completamente persa."

I primi a sfilare sono stati i credenti, in abiti bianchi e con i visi decorati da simboli occulti. I ribelli sono arrivati nei panni di goth e punk, tra loro Grace Neutral con un abito nero riccamente decorato. Una delle modelle ribelli indossava un vestito rosa acceso coperto di patch, una sorta di nuova versione della giacca in pelle di un fan degli Slayer. E poi Jazelle, con intimo in PVC e felpa nera che recitava "liberty or death". Brooke Candy era invece una visione diabolica del Primo Ministro in completo giacca e pantalone quadrettato. Sussi, guida religiosa truccata in modo da ricordare uno dei vampiri di Buffy, ha sfilato indossando PVC e tessuti lucidi. Ma il finale mozzafiato è stato riservato a Lily McMenamy: abito rosso con strascico, la dea di tutti gli dei.

"Abbiamo scelto i modelli in base ai vari personaggi," ha dichiarato Dilara. "Per l'emblema della giustizia, abbiamo scelto Sophie, che è un'attivista. Grace Neutral è la strega. Brooke Candy il Primo Ministro. Lily, ovviamente, rappresenta il dio, il capo supremo, colei che regna su tutte le altre divinità." E se tutto questo vi sembra un po' troppo, dal vivo nulla ha dato l'impressione di essere una forzatura, anzi: i personaggi hanno indossato una varietà eterogenea di abiti, portandoli in vita e conferendo loro ancora più potere di quello che la stilista aveva saputo cucire su vestiti, gonne e felpe.

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