perché ho deciso di fondare una rivista stampata nell'era digitale

Il co-fondatore della nuova rivista di moda e cultura ALL-IN ci parla di come la carta stampata sia oggi più importante che mai.

di Benjamin Barron
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07 settembre 2015, 3:33pm

Photography Logan Jackson

Mentre ogni mese una rivista chiude i battenti, moltissimi scrittori si scontrano per lavorare per i media digitali, e i giovani passano sempre più tempo a vivere le loro realtà online, c'è ancora spazio per la carta stampata? Ed è una cosa tanto folle aprire un una nuova rivista?

Posso parlare soltanto in base alle mie esperienze, da giovane 22enne che ha appena fondato il suo primo magazine, ALL-IN, con Allison Littrell. Quando abbiamo deciso di lanciare il progetto un anno fa, non c'era nessun motivo pratico per dare vita ad una rivista su carta. Abbiamo iniziato con ALL-IN perché sentivamo che avevamo qualcosa da dire, e un giornale ci sembrava l'unico modo di esprimere il nostro messaggio. 

Tutti hanno sentito dire che la carta stampata è morta. I giornali hanno tutti rafforzato la propria presenza digitale, e alcuni stampano meno o hanno totalmente eliminato il cartaceo. Le pubblicazioni in rete hanno dei loro specifici modelli di business - costi di produzione bassi e altissimo potenziale pubblicitario. Non hanno un costo per i lettori, così chiunque potenzialmente può raggiungere miliardi di persone in tutto il mondo e in un solo istante. Se stai leggendo questo articolo, ti sei imbattuto in una pubblicazione digitale e sai bene di cosa sto parlando. Crescendo nel XXI secolo, mi sono sempre sentito estraneo alla cultura digitale. Rappresentare i miei pensieri ed essere costantemente online mi ha fatto sentire già così vicino alla vita reale, da cui avevo preso precedentemente le distante. Masahiro Mori descrive questa sensazione nel suo saggio "The Uncanny Valley," secondo cui la risposta di ciascun uomo al mondo virtuale dipende da come vive la sua vita. La "valle perturbante" è il luogo in cui si appare umani ma non lo si è, e questo causa il rifiuto. 

L'intervista da copertina con Willem Dafoe, fotografato da Alex Da Corte

In The Travel Almanac 9, Collier Schorr parla di fotografia, "Quale sarà il prossimo passo? Lo farà CGI? Qualcosa come un libro di Harry Potter, in cui apri il magazine e all'improvviso ti ritrovi un ologramma? … Dopo aver trascorso tutto il proprio tempo e speso tutti i propri soldi, e aver viaggiato dappertutto, alla fine l'unica cosa che vuoi fare è andare a casa e mangiare un sandwich. Quindi qui è dove entro in gioco io." Ci sono riviste che cercano di predire la loro versione del futuro -  AnOther ha pubblicato la prima copertina digitale quest'anno - e noi rappresentiamo ciò che pensiamo significhi vivere oggi. Penso che per guardare avanti sia necessario spesso volgersi al passato. 

Abbiamo cominciato con ALL-IN su carta per questa ragione. Se è fantastico riuscire a rivolgersi alle persone di tutto il mondo in ogni singolo momento, abbiamo voluto instaurare una connessione diretta col nostro pubblico - per fare un passo indietro.

Viviamo in un'era di gratificazione istantanea. Appartengo a una generazione che passa la propria vita per la maggior parte aspettandosi tutto e subito. Personalmente, penso che questo sia un problema. Niente è gratis - tutto ha un costo, nascosto o evidente che sia. I siti camuffano questa realtà più facilmente dei magazine stampati; puoi vedere ed essere consapevole del prezzo di una rivista, mentre siamo stati condizionati a credere che la realtà online sia gratuita. Secondo i dati dei siti, e il consumo passivo di contenuti e di pubblicità subliminale, i browser online inconsapevolmente fanno parte del mercato e ne diventano merce senza che venga chiesto il consenso.

Una serie del designer di Memphis George Sowden

Un oggetto fotografato e stampato su carta acquista maggior solidità di un contenuto online. Crediamo che tutto ciò che troviamo su Internet esisterà per sempre. Ma non è così. Cory Arcangel ha parlato di questo in ALL-IN riflettendo sui primi siti, "è divertente vedere siti di quell'epoca perché sembrano così piccoli oggi date le dimensioni degli schermi di quel periodo. Ora i siti sono veramente grandi ma oggi stanno anche scomparendo da Internet." La costruzione del mondo digitale diventerà presto decadente e datata. 

Questi riferimenti alla nostra personale esperienza di visitatori online, che scollano la rete in cerca di qualcosa di valore. Spesso, questo contenuto non esiste o non è immediatamente reperibile, perso in un mare di informazioni inutili - ci siamo sentiti insoddisfatti. Quando si tiene in mano una copia stampata, ci sono alcuni parametri da considerare: tempo, spazio fisico e fini. C'è la percezione di un valore immediato.

Vogliamo creare una pubblicazione con questo intento. Mentre ci sono numerose riviste stampate che non hanno niente da dire, e molte digitali che invece qualcosa da dire ce l'hanno (vedi i-D ad esempio), vogliamo esprimere la nostra missione nel modo più semplice secondo noi. Come due giovani ventenni, con lavori e istruzione alle spalle, non saremmo in grado di produrre contenuti di valore ogni giorno, ora o settimana. Ciò che ci sembrava genuino era cominciare con una pubblicazione bi-annuale. Così è come abbiamo iniziato ALL-IN - con l'idea che avendo qualcosa da dire e un modo per dirlo, possiamo fare la differenza.

all-in-studio.com
@allinmagazine

Crediti


Testo Benjamin Barron
Ritratto Logan Jackson
Immagini su cortese concessione di Benjamin Barron

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