100 ragazze si spogliano per jessica yatrofsky

L'ultima opera dell'artista femminista 'I Heart Girl - Screen Test' esplora la femminilità che la mascolinità attraverso il corpo nudo delle donne.

di i-D Staff
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01 marzo 2016, 10:29am

L'artista e regista Jessica Yatrofsky vive a New York e ha passato la sua intera carriera esplorando gli sfuggenti confini dell'identità di genere. Nell'acclamatissimo seguito di I Heart Boy, I Heart Girl, l'artista ha fotografato 100 donne nell'arco di qualche anno. Sfidando la tradizionale rappresentazione delle donne nei mass media, il suo ultimo progetto è costituito da immagini in movimento che include una serie di screen test in cui compaiono tutte le donne che ha immortalato per la sua monografia. Nude, ma senza diventare oggetti sessuali, o vestite in modo androgino, I Heart Girl - Sceen Test smantella la classica nozione di femminilità e ci ricorda di come la bellezza si possa trovare in ogni taglia, forma e colore. Ora Yatrofsky si trova a Londra per tenere una serie di conferenze, Beauty, Gender and The Camera, con la modella e musa androgina Dana Caputo. Noi l'abbiamo incontrata per farci raccontare delle sue opere e dei numerosi progetti che ha in cantiere.

Da dove nasce questo interesse verso la femminilità?
Con la serie I Heart Girl ho tratto ispirazione dalla bellezza, dalla forza. Entrambe sono due caratteristiche insite nella forma femminile. Lavorare con donne per creare immagini che esplorino sia la femminilità che la mascolinità mi ha affascinata molto. Sono intrigata da come scegliamo di definirci in quanto donne ma, soprattutto, come individui.

Qual è l'idea alla base di I Heart Girl - Screen Tests?
Questi screen test in realtà sono solo un'estensione dei miei ritratti. Li faccio sempre, semplicemente perché è diverso vedere dei soggetti in movimento rispetto al vederli "a tutto tondo". È una cosa forte il poter vedere come ogni persona si muove, quelle espressioni quasi impercettibili, le pose che i modelli assumono. Avere l'opportunità di indugiare e analizzare questi soggetti in tutte le loro sfumature permette di raggiungere livelli di espressione e rappresentazione che vanno oltre i fermo immagine.

Con gli screen test bisogna esibirsi, la maggior parte delle volte per un osservatore ignoto, tipicamente un uomo. Questo gioco di potere che ruolo ha in ciò che desideri ottenere?
Com'è quando le donne si esibiscono per una donna? Per me elimina questo tradizionale gioco di potere perché, appunto, sia il soggetto che il fotografo sono donne e sono pari. Certo, entrambe hanno dei ruoli definiti ai quali si attengono, quello di fotografo e soggetto, ma mentre scattavo queste donne mi sembrava di rappresentare me stessa ed è questo il modo in cui mi sono vicina ad ognuna di loro.

Che effetto ha un'immagine in movimento sugli elementi di nudità nel film? Secondo me aggiunge un tocco di forza, veridicità e immediatezza rispetto agli scatti. Le tue modelle erano a suo agio come lo erano durante le fotografie?
Il video permette allo spettatore di partecipare attivamente, di inserirsi nell'immagine che si muove. Le immagini in movimento catturano la tua attenzione in un modo completamente inedito. Tutti sembrano avere familiarità con il concetto di video al giorno d'oggi, quindi quando ho realizzato questi screen test non ho percepito nessun imbarazzo, nessun cambiamento nel modo in cui i soggetti si presentavano.

C'è un chiaro elemento voyeuristico nell'intera opera. Quali emozioni volevi trasmettere allo spettatore?
Tengo molto all'idea di varietà e ripetizione allo stesso tempo. Mi piace l'idea di vedere lo stesso soggetto sotto luci diverse e catturare minimi cambiamenti ripetendo le stesse pose. Con I Heart Girl - Screen Tests, la mia intenzione era quella di catturare e comunicare il processo dietro ai miei lavori di ritrattistica e, forse, esprimere anche un altro lato dei soggetti rappresentati.

Parlami un po' delle tue conferenze, Gender Beauty & The Camera.
Gender Beauty & the Camera è una sorta di conversazione itinerante moderata dalla mia amica di vecchia data e collaboratrice Dana Caputo. Il dialogo va oltre I Heart Girl e prende in esame argomenti più ampi, tra cui le politiche del corpo, e ci permette di confrontarci sulla nostra concezione di bellezza e su come essa plasmi il modo in cui esprimiamo e definiamo l'identità di genere.

Cosa significano per te la bellezza e l'identità di genere?
La bellezza è sia effimera che durevole. Per me la bellezza è un'energia, allo stesso modo in cui il genere sessuale è un'espressione e un'esperienza di carattere spiccatamente individuale.

Ci puoi parlare dei tuoi prossimi progetti?
Attualmente sto lavorando a un'altra serie monografica di fotografie che include una varietà di soggetti e, ovviamente, si concentra sui ritratti e sul corpo. Accoppio soggetti e li inserisco nella natura, affiancando quelle immagini a intimi ritratti scattati al chiuso. Mi dedico anche alla post-produzione di un film che ho diretto e che esplora le dinamiche di una relazione tra due uomini e affronta temi come l'identità, la sessualità e l'intimità.

Oltre ai progetti cinematografici e fotografici, darò vita a una serie di podcast come parte del progetto della New York Fem Factory in cui parlerò con degli ospiti straordinari toccando temi come identità di genere, politiche del corpo, identità e censura. Tutti argomenti in accordo con la missione che il movimento si è proposto di perseguire. Sarà un'opportunità per esplorare ed esaminare l'attuale panorama culturale attraverso un dialogo costruttivo.

iheartgirl.com

jessicayatrofsky.com

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