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vivienne westwood è l’ultima vera ribelle della moda

Dalle sue radici punk al successo planetario, storia di una grande designer, donna e attivista.

di Lynette Nylander
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17 luglio 2015, 1:05pm

Pochi sono veri ribelli. La maggior parte delle persone sono semplicemente troppo spaventate per esserlo. Commenti inaspettati e irriverenti non sono abbastanza per essere definiti anticonformisti. I veri ribelli rifiutano costantemente lo status quo, in qualunque forma si manifesti. Il loro spirito indipendente e la loro visione della vita dettano le loro azioni. La loro mera esistenza fa vibrare la terra per l'impatto, ed ecco che il mondo si trasforma subito in un posto più interessante. L'8 aprile 1942, è nata una delle ultime vere ribelli dei nostri tempi, Vivienne Westwood. Da allora, la moda non è più stata la stessa.

Muovendosi per il suo elegante quartier generale londinese è facile dimenticare i primi anni del suo omonimo brand, quando la Westwood creava abiti per veri outsider. La sua storia si può però osservare su tutti i muri dell'ufficio, sui suoi manifesti, mantra e i libri che coprono le scrivanie. "Mi è capitato di avere questo sul tavolo," dice mentre spinge una mappa del mondo nella mia direzione. "Il rosso è inabitabile, il verde è tutto ciò rimarrà quando la temperatura salirà di 5 gradi. Immagini la sofferenza?" Westwood sta parlando ovviamente di cambiamenti climatici e riscaldamento globale, una delle tante cause green che le stanno a cuore e per cui lotta strenuamente. Questa ragazzina di 74 anni è esattamente come me la immaginavo: parla piano, con un accento poco londinese e vagamente rurale, indossa una sua creazione e si muove con sicurezza. Parla con la passione di un dissidente devoto. La sua arte e l'attivismo vanno mano nella mano, l'uno informando l'altro, e una vena politica è sempre presente.

Nata nel Derbyshire, Vivienne Isabel Swire conduce una vita piuttosto normale (prendendo il cognome da un matrimonio di breve durata con il suo primo marito Derek) fino all'incontro con Malcolm McLaren, il futuro manager dei Sex Pistols. Lavorano insieme al 430 di Kings Road, che presto si trasforma in un vero santuario della moda punk, un luogo di riferimento per LA sottocultura emergente degli anni '70. I suoi seguaci, come la generazione-affitto di oggi, sono una gioventù senza diritti e disimpegnata, delusa da un governo che pensa incapace e corrotto. La moda, o meglio l'anti-moda, è un modo come un altro per esprimere il proprio dissenso nei confronti della classe dirigente. Prendono forma così i primi tentativi della Westwood di cimentarsi con ago e filo: nel 1981 c'è la sua collezione Pirate insieme a McLaren nel 1981 e l'anno successivo è il momento di Buffalo Girls (sì, quella che ha dato origine a #Pharrellhat) e nell'83-84 della collezione autunno/inverno Witches, ispirata a Keith Haring e alla scena underground emergente dell'hip-hop newyorkese. Pochi anni, ma decisivi nel dare vita al DNA del marchio Vivienne Westwood e che rendono la stilista famosa in tutto il mondo.

Perché ancora oggi celebriamo il suo genio creativo? Perché ha influenzato la generazione dei suoi contemporanei, introducendo forme innovative e tagli mai visti prima in passerella. Le sue ideologie, anche se nate in un terroir punk, trovano il favore del grande pubblico e sosterranno il suo omonimo marchio per i successivi 30 anni.

"Puoi indossare qualsiasi cosa oggi. Ai miei tempi non potevi. Se camminavi per strada vestita completamente punk, le persone si giravano e ti fissavamo. Quando ho iniziato con Malcom, le idee che avevamo erano ancora intonse," ci racconta, ricordando i primi anni nell'industria della moda. "Era come camminare completamente ricoperti di glitter, oppure con il viso completamente dipinto, o ancora indossando solo un impermeabile trasparente! Ora non c'è nulla che non sia stato già fatto. Non c'è nulla di nuovo da scoprire, ora è come fai qualcosa. Direi che la mia influenza ha avuto un sacco a che fare con i tagli dei vestiti. Andreas [Kronthaler, marito di Westwood e co-designer] e io, il modo in cui tagliamo i vestiti ha influenzato tutto. Non saresti sorpreso di vedere un vestito senza orlo, o un bordo sbrindellato, quindi penso abbia molto a che fare con il modo in cui tagliamo gli abiti."

Dalle sfilate innovative con modelli differenti sulla passerella al suo instancabile lavoro come attivista, l'impatto di Westwood sulla cultura è smisurato. Obbliga chi entra in contatto con lei e il suo brand a mettere in discussione lo status quo e a informarsi il più possibile - un lusso facilitato dai nuovi media e un'opportunità che secondo lei questa generazione non sta dando per scontata.

"Sono impressionata dai giovani e di come sappiano cosa stia succedendo oggi nel mondo. Sembrava esserci un grande vuoto tra gli anni '80 e '90 quando si pensava che la gente non sapesse nulla," dice. "Erano così apolitici. Dicevo a Terry [Jones], dovresti usare il tuo giornale come piattaforma, lo sai che dovresti dare informazioni alle persone."

Nel 2017, Vivienne Westwood è un colosso della moda simbolo della Britishness quanto la regina Elisabetta o il tè delle cinque. È una delle stiliste più iconiche del pianeta ed è più irriverente che mai. Il suo approccio DIY sostiene la convinzione che ognuno possa fare la differenza. Chiamarla una dilettante non le rende giustizia, crede nelle sue cause e le sostiene come una vera attivista, esortandoti a fare qualcosa: "Dobbiamo credere di avere ancora la possibilità di salvare il mondo. Ma è urgente, dobbiamo farlo ora."

La signora Vivienne Westwood è una donna che ha incitato alla rivoluzione climatica, a diventare ecologisti, a mettere fine alla fratturazione idraulica, e crede fortemente nel "comprare meno, scegliere bene e farlo durare". "Ho capito che la mia azienda si è espansa troppo rapidamente, è troppo grande per me e i nostri prodotti sono troppi, sto cercando di ridurre le cose," dice. "Faccio vestiti che mi piacciono, e se al pubblico piacciono, allora continuo, ed è il motivo per cui ho continuato. Ma non c'è motivo per me di fare cose che non mi piacciono. Non sto cercando di fare solo vestiti, credo di dare una bellissima opportunità alle persone di esprimere la propria personalità. E ciò ha a che fare con la ribellione, è qualità non quantità. Questa è la vera ribellione per me."

Crediti


Testo Lynette Nylander

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