per fendi, il futuro è nelle mani di artisti e creativi

Letteralmente.

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12 febbraio 2018, 1:40pm

"L'individualismo della moda è superato" dichiara nel 2015 la guru della moda e trend forecaster Li Edelkoort nel suo Anti-Fashion Manifesto, in cui racconta di una società affamata di consenso e altruismo, in netto contrasto con un mondo della moda egocentrico e fuori dalla realtà.

A distanza di tre anni sembra che le sue previsioni si siano avverate: oggi il sistema moda sta ritrovando i valori di condivisione, scambio ed appartenenza. Proprio dalla voglia di comunicare in maniera libera e trasversale, attraverso un uso consapevole e dinamico del mezzo digitale nasce F is For..., piattaforma online dedicata ai nativi digitali, dove condividere parole, immagini e video legati ai progetti più giovani e sperimentali di Fendi. Non solo la storica maison, ma la stessa città di Roma viene raccontata evitando cliché e stereotipi, concentrandosi invece sulle vibrazioni più metropolitane e cosmopolite percepite da artisti, instagrammer e creativi.

Lo stesso quartier generale Fendi, l'iconico Palazzo delle Civiltà italiana, diventa qui il luogo ideale da cui lanciare nuove sfide che coinvolgono giovani realtà e subcuture internazionali. Dopo l'intervento del visionario artista Pokras Lampas—che ha sfocato le frontiere con il suo pennello giallo e ha realizzato il più grande "calligraffito" d'Italia sul tetto di Maison Fendi—F is For... ha coinvolto sei giovani street artist da tutto il mondo, che insieme hanno dato vita a un'opera d'arte a 12 mani, The Ring of The Future. Gary Stranger dall'Inghilterra, Cave dall'Iran, Hillel Smith dagli Stati Uniti, Roes da Hong Kong, Casper dal Giappone e Jodae dalla Corea del Sud hanno scritto nelle loro lingua la parola FUTURE in un enorme anello giallo che copre l'intera superficie del Palazzo della Civiltà Italiana.

La creazione vuole essere un segno che possa unire le frontiere e trasmette un'idea di abbraccio visivo, in un ciclo vorticoso e ipnotico. Alla base del progetto l'affermazione di un'idea di futuro che superi le differenze e le discriminazioni, un segno che incarni la speranza di condivisione delle nuove generazioni. Il punto più alto della zona sud di Roma, il rooftop del “colosseo quadrato”, diventa il luogo dove linguaggi e culture si mescolano, dove le mani e le menti dei diversi artisti hanno lavorato tutte insieme al grande graffito-installazione. Dall'ebraico all'arabo, fino al mandarino e al coreano per trasmettere un solo messaggio positivo, superando tutte le barriere verso un futuro avvolgente senza paura.

Crediti


Testo Alessio de Navasques
Immagini su gentile concessione dell'Ufficio Stampa