giovani, gay, efebici: perché perché si sta parlando così tanto dei twink?

Storia dello stereotipo più longevo della cultura gay, dalla pederastia dell'Antica Grecia al personaggio di Timothée Chalamet in 'Chiamami Col Tuo Nome'.

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mag 22 2018, 1:56pm

La scorsa settimana il New York Times ci ha spiegato che l'umanità sarebbe entrata in una nuova epoca culturale, quella del twink. Giovane, effeminato, bianco e gracilino, quello del twink è uno degli stereotipi più duri a morire della gay culture. A sostegno della sua tesi, il pezzo cita diversi attori che corrispondono a questa descrizione e che nell'ultimo periodo affollano la cultura pop. Tra questi, Timothée Chalamet in Call Me By Your Name, Olly Alexander (che i più vecchi di noi ricorderanno nei panni dello stalker di Cassie in Skins) e Troye Sivan (cantante, attore e youtuber idolatrato dagli adolescenti della nuova MTV generation).

La cosa più interessante è la distinzione che il NYT fa tra twink gay e altri twink, tra i quali rientrerebbero gli attori etero di Dunkirk. Peccato si tratti di una dicotomia senza alcuna base storica, perché la figura twink è sempre stata parte integrante ed esclusiva del mondo gay. Fa parte del nostro lessico tanto quanto bottoming o cruising ed è un termine sconosciuto a gran parte degli etero. Eppure questo pezzo non fa accapponare la pelle solo per la componente di revisionismo storico. È la sua semplicità il vero problema, perché elimina in un sol colpo non solo la complessità della figura twink all'interno del mondo gay, ma anche il dolore che questo termine porta con sé.

L'origine del termine twink è indissolubilmente legata alla cultura americana e, in particolare, a queste merendine di pan di spagna ripiene di crema chiamate Twinkies. Non credo ci sia bisogno di spiegare il riferimento diretto allo stereotipo del ragazzo gay giovane ed effeminato che a letto fa sempre il passivo ed è quindi quello che viene "riempito". L'assimilazione del concetto di twink nella lingua comune è quindi recente, ma le relazioni sociali a cui fa riferimento sono molto più antiche dell'America stessa.

Tutto nasce nell'Antica Grecia, quando la relazione didattica e sessuale tra uomo adulto e adolescente aveva una rilevanza sociale maggiore anche dell'unione meramente riproduttiva tra uomo e donna. Ad Atene, la pederastia era formalmente riconosciuta e veniva celebrata a livello artistico, ma era anche strettamente regolata: l'uomo poteva scoparsi il ragazzo solo tra le cosce, senza penetrazione anale. Ricevere sesso anale era una pratica fortemente stigmatizzata, che si pensava inibisse la virilità. L'adolescente impegnato in un rapporto veniva chiamato eromenos, ed è lui, probabilmente, la prima testimonianza storica del tropo twink. Ancora oggi, non è raro vedere in musei e libri di storia dell'arte affreschi e vasi risalenti all'Antica Grecia che ritraggono scene di sesso omosessuale.

Da allora la dicotomia greca uomo vs ragazzo si è evoluta, ma proprio come i reperti storici risalenti a quel periodo, anche lo stigma che la circonda è ancora ben radicato nel mondo contemporaneo. Arriva fino al 2018, dove può essere facilmente individuato su Grindr. "Sei un twink o sei un daddy?" ti viene chiesto. Il fatto che l'app di dating online per gay più conosciuta al mondo voglia farti scegliere tra due alternative precise dice molto sulla società in cui viviamo. Ancora oggi, questa categorizzazione così severa sui possibili modi di essere gay influenza fortemente le vite degli uomini queer.

"Il fatto che l'app di dating online per gay più conosciuta al mondo voglia farti scegliere tra due alternative precise dice molto sulla società in cui viviamo. Ed è per questo che, ancora oggi, questa categorizzazione così severa sui possibili modi di essere gay influenza fortemente le vite degli uomini queer."

Sin dalla prima volta in cui da adolescenti abbiamo aperto un sito porno, le caselline in cui il mondo gay si divide hanno iniziato a definire irrimediabilmente la nostra sessualità. Prendiamo Pornhub, dove tra le categorie troviamo Bear, Daddy, Muscolosi e Twink, tutte riconducibili alla vecchia dicotomia tra muscoli + mascolinità + peli + attivo + daddy vs fisico magrolino + effeminatezza + zero peli + passivo + twink.

In altre parole, chi è mascolino domina, chi è effeminato fa il sottomesso. Questo è il messaggio che ci pompano nel cervello.

I giovani gay effeminati vengono spinti a credere di dover essere percepiti come oggetti sessuali, sempre se sono fortunati abbastanza da essere voluti da qualcuno. Su Grindr è facile trovare uomini che sul loro profilo scrivono "Masc4Masc" per indicare che cercano solo sesso con "veri uomini". Leggi: grossi, muscolosi, pelosi ed eteronormativi. Non è difficile neanche trovare uomini orgogliosi di dichiararsi "masch top", come se essere un passivo effeminato fosse qualcosa di grottesco o annichilente. Le vecchie convinzioni greche perdurano. Questa deumanizzazione e discriminazione interna alla comunità gay non fa altro che esacerbare l'idea che il corpo twink abbia meno valore all'interno della società tutta. I twink sono indissolubilmente legati allo stereotipo che li vuole effeminati, e quindi vittime di violenze di matrice omofoba; sono le prede perfette, basti pensare a Matthew Shepard, che durante l'infanzia è stato spesso "la vittima designata dal gruppo perché basso e poco atletico." La brutalità delle torture che ha subito e del suo omicidio per mano di criminali omofobi segna uno dei momenti più bui nella storia gay contemporanea.

I giovani gay effeminati non possono fare altro che cercare conforto nei tropi riduzionisti che vengono offerti loro, sperando di trovare uno spazio all'interno della comunità LGBTQ in cui non si sentiranno fuori posto. Anche a costo di essere ridicolizzati e oggettificati. Soffrono, perché la glorificazione degli attivi dall'aspetto etero all'interno di questa comunità altro non fa che incancrenire le loro ferite di giovani discriminati.

Negli ultimi anni, role model twink come Olly Alexander e Troye Sivan hanno parlato senza peli sulla lingua della loro femminilità, aiutando a ridurre la cosiddetta femmefobia. È da poco uscito il singolo Bloom di Sivan, celebrato dal pubblico come inno del bottoming, mentre Sanctify di Alexander fa l'occhiolino alla sottomissione nel mondo BDSM: "You don’t have to be straight with me / I see what’s underneath your masc" (Non devi fare l'etero con me / vedo cosa c'è sotto la tua mascolinità). Storicamente, il corpo twink è stato a lungo ricettacolo di oppressione e violenza. Grazie ai nuovi role model, si è avviato oggi un processo di accettazione di questa figura nel mondo mainstream; forse è questo che il Times ha cercato di sottolineare parlando di Epoca del Twink. Ma quell'articolo ha lasciato l'amaro in bocca a gran parte degli uomini gay che l'hanno letto, perché se da un lato riconosce l'esistenza di alcune dinamiche del mondo gay, dall'altro tralascia grossolanamente buona parte della struttura estremamente complessa e stratificata che è il corpo twink.

Il problema va oltre il passivo effeminato che viene preso in giro a causa della misoginia insita nel patriarcato. Il problema è, innanzitutto, dare per scontato che tutti gli uomini effeminati siano passivi. Il bisogno di conformarsi agli archetipi colpisce tutti gli uomini gay: perché, migliaia di anni dopo la caduta dell'Antica Grecia, ci ritroviamo a cedere all'ideale eteronormativo di attivi mascolini e passivi effeminati? È un'imitazione del determinismo biologico che nel passato ha avuto la meglio in ambito accademico, oggi totalmente confutato dalle nuove teorie queer. La sua presenza è tuttavia ancora ingombrante, difficile da ignorare. I ruoli sessuali non vanno collegati alla fisionomia. Perché dovremmo dare per scontato che un ragazzo giovane e gracile il cazzo voglia prenderlo? Supporre che a qualcuno piaccia una determinata cosa a letto solo perché il suo corpo ha determinate caratteristiche è tossico, oltre che assurdo. Non dobbiamo pensare in maniera binaria. La dicotomia daddy vs twink non è unidirezionale neanche nel modo in cui opprime, perché anche chi si ritrova incasellato nello spazietto di attivo mascolino soffre, e non poco, per questa categorizzazione.

"I ruoli sessuali non vanno collegati alla fisionomia. Perché dovremmo dare per scontato che un ragazzo giovane e gracile il cazzo voglia prenderlo?"

Ancora più importante è sottolineare il fatto che questa dicotomia dà per scontata l'esistenza di due soli tipi di corpo. Quello magrolino, femminile e bianco da un lato; quello tutto muscoli, barba e pelle comunque bianca dall'altro. Tutti gli altri corpi sono esclusi dal pantheon del sesso. Come sottolineano un sacco di persone su Twitter: "abbiamo sempre vissuto nell'epoca del twink," intendendo dire che sì, il corpo twink è stato oppresso per la sua femminilità, ma almeno è stato riconosciuto, mentre molti altri no. Mi riferisco ai corpi grassi, ai corpi neri e ai corpi vecchi, ad esempio. Se davvero stiamo vivendo un'epoca di liberalizzazione nei confronti del tropo twink, questa improvvisa accelerazione altro non è che un uragano che prendendo forza e velocità travolge tutto ciò che gli sta intorno, fisicità "diverse" comprese.

Su Grindr ancor più diffusi della femmefobia sono razzismo, grassofobia e ageismo. Lì non si legge solo “no fem”, ma “no grassi, no fem, no asiatici, no over 30”. Del resto, su Grindr è possibile filtrare i risultati per etnia, peso e tipo di corpo. Il risultato? Moltissimi uomini gay si sentono inadeguati perché non solo non sono twink, ma non rispondono a nessuna delle fisicità stereotipate e celebrate. Le conseguenze di questo processo sono enormi e sono estremamente visibili nei numeri riguardanti disordini alimentari, abuso di sostanze proibite e tasso di suicidio tra gli uomini gay. Anche chi in quello stereotipo ci si riconosce non ha vita facile, perché prima o poi invecchierà, ma nel paradigma del twink anche gli esseri umani hanno una data di scadenza.

Il filosofo Michel Foucault ha teorizzato che l’oppressione della sessualità non morirà mai. Finita l’Epoca Vittoriana e giunta l’alba di una nuova cultura dai costumi sessuali più liberi, tutto sembrava volgere per il meglio. Ma non è così, perché gli stereotipi di bellezza che caratterizzano il mondo di oggi altro non sono che un’evoluzione di quei vecchi codici. L’oppressione, diceva Focault, sa nascondersi bene. E questo non è mai stato più evidente che nell’arrivo di questa fantomatica Epoca del Twink, in cui si glorifica uno stereotipo che riesce a opprimere non solo chi ne fa parte, ma anche tutto il resto della comunità gay.

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Altra riflessione sull'evoluzione della gay culture nel mondo contemporaneo:

Questo articolo è originariamente apparso su i-D US