Fotografia di Rosario Rex di Salvo

club to club è il festival dove scoprire l'avant-pop del futuro

James Blake, Nu Guinea, Floating Points, Comet Is Coming. Siamo stati al C2C insieme a Diadora, e abbiamo capito che la mecca della club culture Italiana è proprio lì.

di Creato con Diadora; foto di Rosario Rex Di Salvo
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07 novembre 2019, 11:20am

Fotografia di Rosario Rex di Salvo

Questo contenuto fa parte del progetto #shapedbymusic in collaborazione con Diadora, in cui noi di i-D esploriamo la festival culture europea insieme a sei artisti internazionali che per l’occasione sono stati selezionati come Ambassador Diadora. Ad accompagnarci in questo viaggio ci saranno anche l’apparel e le sneaker del brand, ovviamente, che potete scoprire nel dettaglio qui.

Se siete appassionati di musica elettronica e non vedete l'ora di scoprire i progetti più innovativi del momento, sapete bene che il primo weekend di novembre è una data da cerchiare in rosso sul calendario. Perché significa solo una cosa: Club to Club. Dal 2002 Torino attira ogni anno in città un pubblico sempre più numeroso di fan sfegatati, gente del settore o semplici curiosi, attratti da una combinazione audace di nuove sperimentazioni e performance spettacolari, il tutto con un obiettivo primario: rompere gli schemi e celebrare la libertà d'espressione più assoluta. E quale città migliore se non una delle capitali italiane del punk, il genere rivoluzionario per eccellenza?

Ecco che allora quel weekend si trasforma in un vero e proprio ponte fra tradizione e modernità, non solo a livello musicale ma anche architettonico, stimolando la riqualificazione di spazi ex industriali ora parte integrante del tessuto urbano, e persino geografico, proiettando l'Italia direttamente nel panorama europeo. Possiamo infatti vantarci di avere noi il C2C, una sorta di vetrina di idee e progetti all'avanguardia che ci invidiano tutti all'estero. Techno, house, funk e disco, live act, talk: una line up multiforme ed equilibrata che si districa tra nomi che sono ormai una certezza nel panorama musicale internazionale e giovani talenti sulla cresta dell'hype su cui C2C decidere di scommettere. E possiamo dire con certezza che non ne sbaglia una.

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L'edizione di quest'anno è partita subito ad alta temperatura. Eravamo negli immensi locali in ferro battuto delle Officine Grandi Riparazioni (OGR), ma ci sentivamo a Northampton, Inghilterra: l'infuocato rap di Slowthai - venticinquenne nominato ai Mercury Prize di quest'anno - ha sferzato la notte con le sue rime affilate e il suo flow tagliente, analizzando con uno sguardo estremamente lucido i paradossi della politica britannica attuale, mentre la folla in delirio non ha mai smesso di saltare. Più intimo e delicato lo scenario del giovedì, che era tutto nelle mani del raffinatissimo Spencer Doran (Visible Cloaks), con il suo progetto di ambient nipponica Kankyo Ongaku. Come trasportati da un flusso di emozioni, siamo passati al live di Holly Herndon, che giusto quest'anno ha presentato il suo nuovo album PROTO e ha deciso di portarlo per la prima volta in Italia in occasione del C2C: un connubio di suoni, composizioni e intelligenza artificiale - proprio così! È stato incredibile: Holly ha suonato live il disco per intero, accompagnata da un coro limpidissimo mentre sullo sfondo si stagliavano visual glitchati a tema naturale. Inutile dire che ha conquistato la sala.

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Come in ogni festival che si rispetti, i primi due giorni sono giusto di riscaldamento, una sorta di preparazione catartica al ritmo intensissimo del weekend, tanto cool quanto fondamentale per riuscire a dosare adeguatamente le energie fino alla fine. Si sa, il venerdì segna l’inizio della fase più movimentata di ogni festival, e il C2C non fa eccezione e persino si ingigantisce, estendendosi alle due grandi sale del Lingotto. Questo il nostro dancefloor. Fra le mura del colosso architettonico torinese si sono esibite vere e proprie leggende e immensi mostri sacri della musica, da Aphex Twin agli Autechre, da Laurent Garnier a Thom Yorke (e l’elenco potrebbe proseguire per giorni, ma potete immaginarvelo). Ora il testimone passa a maestri di cerimonia altrettanto illustri, a partire dalle cristalline atmosfere evocate dal piano di James Blake: genio musicale istrionico, porta live il suo ultimo LP Assume Form. Ancora carichi delle sue vibe sognanti e intime, ci abbandoniamo alla notte, decollando insieme a Skee Mask, fenomeno esploso lo scorso anno con la label Ilian Tape: tutto idm, drum n bass e breakbeat, seguito dal set del producer kenyota Slikback, fatto di bassi scuri tipici della grime UK e ritmi tribali africani.

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Al C2C non c'è mai tempo di fermarsi, anche perché chi lo fa è perduto. La lineup è intensissima e scegliere implica sempre una rinuncia dolorosissima, ma bisogna pur farlo. Di fronte a una lista di artisti pazzeschi, non c'è scelta: dal primo all'ultimo concerto, fino alle prime luci dell'alba, e il giorno dopo ancora così, e finché le nostre gambe ci terranno in piedi continueremo. Questo è il mantra che abbiamo continuato a ripeterci sabato, il giorno più impegnativo di tutti, ma anche il più bello. Le porte del Lingotto si sono schiuse al calore funk e neomelodico dei Nu Guinea, superstar degli ultimi due anni con il disco-capolavoro Nuova Napoli. E poi, finalmente, le esibizioni più attese: i The Comet Is Coming, con il loro personalissimo jazz psichedelico dal sapore anni Settanta, e Floating Points, che ci ha regalato anche qualche traccia del nuovo album Crush. La chiusura tutta al femminile ci ha tenuti in pista fino al mattino, con la PC Music sintetizzata di SOPHIE e il set di Romy dei The XX, che ci hanno trascinati in uno dei momenti di clubbing più coinvolgenti dell'intero festival.

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Solo i raver irriducibili, quelli che quando non vedi altro che il tuo letto hanno ancora voglia di scatenarsi in pista, hanno trovato inspiegabilmente le forze per godersi l'afterparty esclusivo di prima mattina alla Nuvola Lavazza. Noi ci siamo riusciti, ed è stato pazzesco. Ma il C2C sa benissimo che non tutti sono allineati su questa wave e non lascia mai nessuno solo: chi ha deciso di riposare la mattina per arrivare nel pomeriggio è stato accolto dalle note degli Stump Valley e di Napoli Segreta nella folkloristica scenografia di Porta Palazzo nel cuore del Balon, lo storico mercato cittadino di antiquariato.

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Anche quest'anno il C2C è finito, ma una parte del nostro cuore è rimasta a Torino, a passeggiare tra gli alberi del parco del Valentino e l'ombra della Mole Antonelliana. Perché il Club to Club non è solo un festival, è la mecca della club culture in Italia, è "la luce al buio" che trasforma la Torino invernale in un dancefloor fatto di neon, fumi e voglia di divertirsi. Ogni anno, appena dopo le vacanze estive ma prima di capodanno, risuona ovunque la domanda “ma tu ci vai a C2C?” e non è difficile indovinare la risposta.

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Crediti

Testo di Laura Caprino
Fotografia di Rosario Rex di Salvo

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