Fotografia di Devyn Galindo

Ho attraversato gli Stati Uniti in un caravan e questo è quello che ho visto

Prendendo ispirazione da una comunità nomade di donne gay degli anni ’70, la fotografa Devyn Galindo e la sua fidanzata hanno intrapreso un viaggio selvaggio, libero e doloroso.

di Ryan White
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10 dicembre 2019, 12:12pm

Fotografia di Devyn Galindo

Le Van Dykes, così si racconta, erano un gruppo di donne gay che negli anni ’70 viaggiavano in lungo e in largo tra gli Stati Uniti e il Messico. Vivendo alla giornata, erano in cerca di una vita di “radicale ribellione e una presa di coscienza femminista,” lontano dalla cupa monotonia della normalità e dalle costrizioni etero-normative della società americana. “Sono diventate una specie di leggenda urbana,” afferma la fotografa Devyn Galindo, che ha sentito parlare per la prima volta del collettivo attraverso l’articolo del New Yorker del 2009 Nazione Lesbica: Quando donne gay hanno conquistato le strade, che si è trovata per caso a leggere solamente l’anno scorso. “Mi stavo preparando per intraprendere prima gita in furgone insieme alla mia ragazza, quando lei mi ha mandato la storia di Ariel Levy. Mi sono completamente innamorata dell'immagine di questo caravan e venire a conoscenza di documenti che provassero di fatto la sua esistenza è stato quasi surreale. Quasi come se fossimo in due universi paralleli, noi non sapevamo ancora che stavamo per intraprendere un viaggio simile. Mi è sembrato come se tutto quanto fosse una specie di staffetta spirituale.”

Nata in California, Devyn è cresciuta in parte a Garden Grove, una piccola città nel nord dell’Orange County e in parte spostandosi per l’America del Sud e nel Midwest assieme a sua madre. “Sono state due delle esperienze più formative della mia vita. Mi hanno permesso di sperimentare l’immensità dell’esperienza americana,” ricorda. A 13 anni ha iniziato a scattare fotografie e a sviluppare le proprie pellicole, un’esperienza che -- come per molti fotografi prima di lei -- le ha offerto un’assoluta libertà di espressione creativa, diventando un luogo di rifugio dai momenti difficili. “Ero assolutamente attirata dal concetto di camera oscura. Vedere le immagini apparire per magia sulla carta, mischiare gli agenti chimici, e organizzare il tempo soddisfava sia la parte artistica che analitica del mio cervello. Potevo perdermi dentro a quel mondo per intere ore.”

VAN DYKES by devyn galindo

Prendendo ispirazione dal lavoro di Catherine Opie -- “Lo scambio tra lei e i suoi soggetti è intimo e puro” -- Devyn esprime sia un'intensa vulnerabilità che un profondo rispetto attraverso i suoi soggetti e in tutto il suo lavoro; creando bellissimi ritratti di comunità storicamente ignorate dalla fotografia mainstream. “Prendo ispirazione dalle comunità a cui sono più legata: storie queer, storie delle persone di colore, e mi concentro sopratutto sulle donne. La cultura visuale è stata dettata dagli uomini e dai loro desideri per troppo tempo. Il mio lavoro è qui per rompere questa monotonia. Il mio lavoro vuole mettere alla prova la tua percezione della realtà nei campi del genere, della sessualità e del colore della pelle.”

La sua nuova zine, a cui deve sia l'ispirazione iniziale sia il nome alle Van Dykes, è un diario di bordo del viaggio di tre mesi intrapreso da Devyn e la sua fidanzata attraverso l’America più profonda, e delle storie che hanno recuperato sulla strada. “Volevo approcciarmi a questo progetto con grazia, non volevo presentarmi con un programma e una macchina fotografica in faccia alle persone,” racconta. “Volevo essere quasi invisibile. L’arte era già presente nella storia e nella condivisione. Volevo che la parte visiva fosse naturale e per nulla ‘glamour’. Voglio mostrare il potere degli individui, delle loro identità, e della loro bellezza: sono convinta che si meritino il nostro sguardo e la nostra totale attenzione come società, specialmente se ci sono così tante comunità che sono state rese invisibili.”

VAN DYKES by devyn galindo

Le immagini, combinate con le interviste ai suoi soggetti e alle parole che la sua partner Hope si appuntava sul suo block notes, creano una meravigliosa ode alla vita 'on the road' e a quelle emozionanti storie che puoi trovare sulla strada, se ti fermi a guardare. “Lavorare con la mia partner su progetti artistici è stata una nuova avventura — abbiamo imparato a puntare sui nostri punti di forza e a migliorare le nostre debolezze. C’è stato bisogno di un nuovo tipo di vulnerabilità. È stato divertente esplorarci l’un l’altra attraverso le lenti della macchina fotografica, vedere le visioni di entrambe manifestarsi nel nostro lavoro. Alla fine, è stato davvero appagante essere capaci di creare qualcosa di simile insieme.”

Devyn al momento sta raccogliendo contributi per chi voglia essere incluso nel progetto.

VAN DYKES by devyn galindo
VAN DYKES by devyn galindo
VAN DYKES by devyn galindo
VAN DYKES by devyn galindo
VAN DYKES by devyn galindo

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Questo articolo è apparso originariamente su i-D UK.

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