"più berghain che vecchio céline": il debutto di daniel lee x bottega veneta ha sorpreso tutti

Era la sfilata più attesa alla Fashion Week di Milano, ma è stata totalmente diversa da ciò che ci aspettavamo.

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25 febbraio 2019, 10:55am

Dopo aver presentato uno dei debutti più chiacchierati degli ultimi tempi con la sua collezione pre-fall 18, l'ex designer di Céline Daniel Lee ha usato la sua prima vera passerella per allontanarsi dal suo ingombrante passato. Benvenuti nell'alba del nuovo Bottega Veneta, diverso da tutto quello che ci aspettavamo.

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"Vi manca céline? Per fortuna Bottega Veneta vuole prendere il suo posto" scrivevamo a fine gennaio quando è uscita la campagna pubblicitaria di Bottega Veneta firmata da Daniel Lee. Il curriculum del 32enne inglese è incredibile: ex direttore del ready-to-wear di Céline, ha lavorato in precedenza anche da Maison Margiela, Balenciaga e Donna Karan. Dalla sua nomina come Creative Director di Bottega Veneta, però, si è parlato soprattutto dei suoi sette anni nel team di Phoebe Philo.

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Ed è comprensibile. Sullo sfondo del Celine senza accento e completamente rinnovato di Hedi Slimane, orde di donne e uomini sentivano il bisogno di un'estetica discreta, chic, disegnata con maestria, elegante e "brutta" nel miglior senso del termine. La pre-fall di Bottega Veneta ha risposto con precisione a questa esigenza. Ma ci siamo sbagliati: non era il ritorno del vecchio Céline, ma un nuovo Bottega Veneta. Sensuale, affusolato, semplice nelle line e proprio per questo sexy. Sabato c'è stato il debutto ufficiale in passerella, e Lee lo ha sfruttato per portare il brand nel futuro.

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In una serra inondata dal sole eretta per l'occasione di fronte all'Arco della Pace, Lee ha presentato una collezione che ricordava più il Berghain che il vecchio Céline. La sua pre-fall ha attirato l'attenzione dell'industria sul brand, ma solo per farci ammirare la sua evoluzione. In un'intervista rilasciata a Vogue lo scorso anno, il Direttore Creativo descriveva Bottega Veneta come un "gigante addormentato." Beh, ora quel gigante si è svegliato.

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E se la sensibilità per un tipo di artigianato silenzioso è da lungo tempo al centro dell'identità della maison, Lee ha sfruttato questa opportunità a suo favore aggiungendo energia, modernità e tecnologia alle tecniche sartoriali della tradizione. Volume e attitude, perché "l'obiettivo di questa collezione è semplice: far provare emozioni come piacere, gioia, desiderio e bellezza," come si leggeva nella nota introduttiva alla sfilata. Di capi di cui innamorarsi ce n'erano a bizzeffe: completi scolpiti e indossati con bluse in seta, piccole clutch, cappotti in lana e kitten heel. Dall'abito che ha aperto la sfilata, un tubino nero con scollo quadrato completamente in pelle, al completo da motociclista, Lee ha giocato con le proporzioni, ma anche con le aspettative del pubblico. Da quando lo streetwear è entrato nell'altra moda, ci si chiede cosa possa (e debba essere) il lusso moderno oggi. Una risposta potrebbe essere quella di Bottega Veneta, che ha saputo unire la tensione tra moderno e tradizionale, natura e tecnologia, edonismo e intellettualità. È il momento di dimenticare il vecchio Céline e appropriarci del nuovo Bottega Veneta.

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Altra sfilata di cui si sta parlando moltissimo, ovviamente, è quella di Gucci:

Questo articolo è originariamente apparso su i-D UK