l'iphone riconosce i tuoi selfie in reggiseno e li ordina in una cartella a parte

Ah, ma non è Black Mirror.

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02 novembre 2017, 12:21pm

Immagine via Wikipedia Commons

Per farla breve, la Apple usa un qualche strano metodo di riconoscimento di immagini per taggare, tenere traccia e raggruppare tutti i tuoi selfie senza maglietta in una cartella chiamata reggiseno. No, non è uno scherzo di Halloween in tremendo ritardo, in cui Charlie Brooker emerge dall'etere pixelato per dar vita a quello che sembra un nuovo e interessante trailer di Black Mirror.

Seriamente: aprite la galleria immagini del vostro iPhone, cliccate su cerca e digitate "reggiseno" (o "brassiere" se la lingua impostata è l'inglese) e voilà! Ecco apparire in ordine cronologico tutti i vostri selfie in cui si vede il seno, a vostro uso e consumo per scegliere dove sembrate più carine e dove meno. No, forse il vostro ex non meritava quella foto in cui siete venute così bene. Decisamente no.

La notizia è diventata virale dopo un tweet dell'utente @ellieeewbu, ma non dovrebbe in realtà sorprenderci: la tecnologia di riconoscimento delle immagini è stata introdotta sull'iPhone con l'aggiornamento di software iOS 10 nel giugno 2016. Allora, Medium aveva già riassunto una bella lista di termini con cui l'applicazione categorizza le immagini che scattate, ma forse eravamo troppo impegnati a scattarci selfie con il nostro gatto per accorgercene (sì, se digitate "pussy" escono tutte le super cute foto di felini che avete collezionato negli anni).

Pensavamo però che—visto quanto la Apple ci tiene a farsi gli affari nostri—i termini usati per le nuove cartelle facessero uso di un vocabolario leggermente più moderno. Digitando (in italiano) nella sezione cerca, troviamo infatti: "abito nunziale" ed "equipaggiamenti". Nel primo trovo una foto del mio cane (e va bene che è bianco e peloso, ma vi assicuro che non assomiglia per niente a un abito da sposa), mentre il secondo raggruppa ben 673 immagini diverse che non capisco bene cosa abbiano a che fare con attrezzi e affini. C'è anche "efflorescenza", termine che credo neanche Boccaccio ai tempi usasse, e concludo con "i miei soffici amici". Ripeto: i-miei-soffici-amici.

Abbiamo sempre immaginato Siri come una giovane donna tecnologicamente avanzata dallo spiccato senso dell'ironia, ma forse dovremmo iniziare a pensarla come un'87enne che passa i suoi giorni osservando efflorescenze e sfogliando immagini di altre donne in reggiseno.

Che onore vivere in un'epoca simile. Che onore.