Rick Owens primavera/estate 18. Fotografia di Mitchell Sams.

dieci domande che hai sempre voluto fare a un casting director

“Non ho mai guardato Zoolander. Credo mi farebbe troppo schifo.”

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dic 8 2017, 8:30am

Rick Owens primavera/estate 18. Fotografia di Mitchell Sams.

"TRAILER TRASH, CRACKHEAD GEEKS X 40 PLEASE." [40 tizi drogati, poveri e strani per favore, ndt] Questa succinta eppure complessa descrizione è stato uno dei primi brief che Angus Munro—Direttore di Casting di i-D e AM Casting—ha ricevuto da Rick Owens. Così è iniziata la collaborazione tra i due, che prosegue tutt'ora e ha trasformato il brand in una sorta di tribù, famiglia, o mondo che si voglia. Il compito di Munro, specialmente nelle settimane che precedono il Fashion Month, è quello di tradurre questi enigmatici brief in realtà, scegliendo i volti che dovranno rappresentare la visione di questo o quello stilista sulle loro passerelle. Dal trovare i corpi perfetti per trasmettere il messaggio di speranza di Owens al far chiudere la sfilata Off-White da Naomi Campbell in persona, l'importanza di AM Casting e del suo Direttore nell'industria della moda è difficile da sopravvalutare.

Avendo ricoperto diverse posizioni all'interno dell'industria—ha iniziato come agente di modelle negli anni delle top model, lavorando con David Sims negli anni '00 e fondando poi AM Casting—Angus Munro sa meglio di chiunque altro quanto è importante trovare il volto giusto per il cliente giusto: solo durante l'ultimo Fashion Month, Munro ha organizzato e gestito i casting di oltre venti sfilate. Noi di i-D l'abbiamo incontrato per chiedergli se basta essere davvero, davvero belli per essere presi e se crede che il suo lavoro abbia cambiato i suoi stessi standard di bellezza.

Off-White spring/summer 18. Photography Mitchell Sams.

Chi o cosa ti ha fatto interessare al mondo della moda?
Penserai che me lo sto inventando sul momento… ma è stato i-D. All'università cercavo sempre di risparmiare qualche sterlina per poter comprare ogni numero. Le immagini erano sempre stupende.

Ti crediamo, perché anche per noi è andata così. Oltre ad i-D, chi ha avuto la maggior influenza sul tuo lavoro?
David Sims e Rick Owens.

Cosa ti ha spinto a interessarti specificatamente a modelli e casting?
Sinceramente, è iniziato tutto per caso. Avevo appena lasciato l'università, non avevo superato l'esame per fare un anno di servizio civile e lavoravo come barista. La mia ragazza di allora era un'agente per Select e portava spesso a casa le polaroid delle ragazze che aveva scoperto durante la giornata. Ogni sera puntualmente ci ritrovavamo a commentarle insieme. Non appena si liberò una posizione simile in un'altra agenzia, lei fece il mio nome e così iniziò tutto. Fu un passaggio naturale, perché capii subito che era questo ciò che ero destinato a fare. Detto questo, fui comunque un agente abbastanza mediocre, anche quando assunsi una posizione di rilievo da Elite Premier. Ho iniziato a lavorare con Lara Stone quando lei aveva 15 anni, ricordo che si lamentava continuamente del fatto che io non riuscissi a trovarle abbastanza ingaggi. Devo ammettere che è stato imbarazzante vederla scomparire dai radar della moda mentre io ero il suo agente, per vederla poi spuntare due anni dopo sulla copertina di Vogue Francia.

Rick Owens primavera/estate 17. Fotografia di Piczo.

Ricordi la prima ragazza che hai scoperto?
Sì. Incredibile ma vero, 22 anni dopo le ho scritto un'email proprio questa settimana. Stavo facendo un viaggio in moto, quando ho visto una ragazza camminare sul marciapiede di questo paesino in Francia. Avrò visto la sua faccia per sì e no mezzo secondo, ma ho inchiodato di colpo rischiando di far cadere il mio amico che viaggiava con me. Era di una bellezza mozzafiato e ha avuto una buona carriera. Probabilmente, se non avesse avuto me come agente, sarebbe diventata la nuova Kate Moss!

Credi che i tuoi occhi cerchino istintivamente il bello, anche nel tempo libero?
Assolutamente, è un gesto naturale per me. Forse sono sempre stato così, faccio fatica a ricordare un momento della mia vita in cui non mi sono sentito affascinato dalla bellezza umana. Definirei il mio gusto come abbastanza tradizionale: mi piacciono le bellezze naturali e decise, non i volti eterei e adolescenziali che ciclicamente tornano di moda. Questo non mi impedisce tuttavia di lavorare per clienti che hanno un'estetica totalmente diversa dalla mia; è una delle sfide del mio lavoro, allenare l'occhio a cogliere quello che per me non corrisponde al bello, ma per altri sì.

Quale credi che sia il pregiudizio più diffuso sul mondo della moda?
Facile: nessuno crede davvero che sia un lavoro duro, ma lo è. Ho un enorme rispetto per queste ragazzine che si ritrovano a dover gestire una pressione infinitamente più grande di loro; sanno di essere meri burattini nelle mani di un'industria multimiliardaria, non è tutto rose e fiori come spesso crede la gente. Molti pensano anche che sia un lavoro futile, ma ci sono università che ti insegnano a viaggiare per il mondo, a gestire più e più colloqui di lavoro al giorno, a parlare fluentemente più lingue straniere e, se tutto va bene, a comprare la tua prima casa a meno di 25 anni?


Diventare una modella o un modello è uno dei sogni che tutti abbiamo da bambini, ma qual è davvero l'elemento per avere successo?
Simmetria, proporzioni perfette, altezza, una bella pelle e dei bei capelli. E ovviamente una forte personalità. Una top model ha quel qualcosa in più che spesso rimane indefinibile, è impossibile sapere in anticipo quale sarà la prossima Modella dell'Anno, perché ci sono troppi fattori in gioco.

Quali sono gli aspetti positivi e negativi del tuo lavoro durante il Fashion Month?
Ciò che più mi piace del mio lavoro è aiutare il cliente a realizzare concretamente quello che ha in testa. È una droga per me, non me ne stancherò mai. Ma ci sono anche alcune cose che mi fanno storcere il naso, come il fatto che spesso le agenzie mentono sfacciatamente. Come dicevo, anche io sono stato un agente, quindi so perfettamente come funzionano le cose e mi accorgo prima di tanti altri se qualcuno mi sta raccontando delle cazzate. Trovo incredibile che l'industria ancora tolleri questo comportamento. Ovviamente, ci sono delle eccezioni, ma la maggior parte delle agenzie non sono così professionali, si comportano in modo irrispettoso nei confronti sia dei clienti, sia delle modelle.

Hai una sfilata preferita?
Senza dubbio la sfilata Steppers di Rick Owens.

Rick Owens spring/summer 14. Photography Mitchell Sams.

La salute e il benessere delle modelle sono temi di cui si discute da molto tempo. Credi sia ancora un problema largamente diffuso? Oppure ci sono stati dei miglioramenti?
Innanzitutto, il fatto che le condizioni lavorative siano ancora qualcosa di cui parlare in un'industria generatrice di miliardi e miliardi di profitti è offensivo. Le modelle dovrebbero essere protette dai loro agenti, che dovrebbero quindi prendere posizione e iniziare ad agire in modo più concreto. Non credo che molte delle abitudini così negative che esistono nella moda oggi sopravviverebbero se gli agenti smettessero di tollerare i comportamenti di alcuni direttori di casting, stylist e via dicendo.

Vorrei però aggiungere che quando si trattano questi temi spesso si parla esclusivamente delle modelle di sesso femminile, ma credo che anche gli uomini in quest'industria subiscano abusi non indifferenti.

Wales Bonner spring/summer 18. Photography Mitchell Sams.

Quanto sono importanti per te e la tua agenzia di casting questi temi?
Le sfilate sono un ambiente difficile, in cui tutti lavorano sotto un'incredibile pressione. Specialmente modelle e modelli, perché non è per niente facile essere impeccabili e sorridenti per 20 ore al giorno, 30 giorni di fila! Nonostante questo, siamo orgogliosi della nostra etica lavorativa, così come riconosciamo quella di tanti altri professionisti del settore. Credo sia davvero importante avere questo tipo di conversazioni oggi, e spero che in futuro la situazione continuerà a migliorare. Il personaggio della diva un po' antipatica funziona sempre meno, fortunatamente.

Cosa pensi dell'insaziabile appetito della moda per le novità?
Questo desiderio di nuovo, nuovo, nuovo a tutti i costi è semplicemente ridicolo. Non solo perché non è sostenibile da un punto di vista economico o professionale, ma anche perché lavorare in questo modo significa muovere al ribasso gli standard di modelli e modelle. È il sintomo definitivo di una società usa-e-getta. Personalmente, cerco di comportarmi in modo onesto con le mie modelle e lavorare con loro stagione dopo stagione, così da creare casting omogenei e in cui le diverse ragazze si trovano a loro agio.

Ultima domanda: come ti ha cambiato questo lavoro?
Mi ha reso molto, molto critico nei confronti di me stesso!