documentario di mtv o campagna pubblicitaria di acne studios?

A giudicare dallo stile incredibilmente anni '90 del video, il dubbio sorge.

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ago 27 2018, 11:05am

Grace Ahlbom sta giudicando le tue scarpe. L'artista di base a Brooklyn vede qualcosa di sé negli skater un po' trasandati che immortala, e se ne frega se i loro jeans si stanno scucendo, o se le magliette che indossano risalgono al millennio scorso. Basta che questi ragazzi abbiano una personalità forte. Lei stessa preferisce mettere cose vintage. Come le sue sneaker, trovate su eBay e prodotte negli anni '80 o '90, quando Ahlbom stava crescendo nei sobborghi che circondano San Francisco. "Ciò che immagino potresti capire di me, guardando le mie scarpe," ci dice, "è che sono attenta all'ambiente, made in America e unica."

Per l'ultimo drop di Acne Studios—e in particolare per la nuova sneaker Manhattan ispirata allo sportswear anni ’90—Ahlbom ha però fatto un’eccezione alla sua regola sull'usare solo cose vintage. Per presentare la linea di scarpe Acne Studios autunno/inverno 18, la Ahlbom ha deciso di girare un cortometraggio in VHS, ambientato in tutti i suoi luoghi preferiti di NYC, tra cui il cortile di Do The Right Thing di Spike Lee e l’iconico Tompkins Square Park dell’East Village. È un’ode allo spirito incosciente della generazione MTV, un collage nostalgico, pieno zeppo di neon e BMX, basket e cancelli da scavalcare.

Abbiamo fatto quattro chiacchiere con Ahlbom per parlare di scarpe da ginnastica storiche, negozi di skateboard, e di quella volta in cui suo padre le ha spedito una scatola piena di videocassette di cartoni per bambini al suo dormitorio universitario.

Secondo te, perché le scarpe sono tra le prime cose a cui facciamo attenzione quando incontriamo qualcuno?
Perché ci aiuta a crearci un'immagine più precisa di quella persona e di ciò che la influenza. È per questo che ci facciamo caso appena dopo avergli stretto la mano.

Su Instagram sei bravissima nei #TBT sull'abbigliamento. Ci sono abiti o scarpe di quando eri bambina che vorresti ti andassero ancora bene?
La maggior parte delle cose che indossavo da bambina, all'epoca non erano nulla di straordinario. Credo che oggi funzionino così bene perché sono invecchiate alla perfezione, un po' come il vino. Crescendo sono sempre stata circondata da Nike, perché mia mamma negli anni '80 lavorava nel dipartimento delle Air Jordan. Il primo paio che mi ha portato a casa erano delle Air 11, quelle del film Space Jam. Ero anche in fissa con lo skateboard, quindi la maggior parte dei miei vestiti arrivavano dal negozio per skater del centro commerciale vicino casa. Adoravo brand vome Blind, Shorty's e World Industries, a volte indossavo collane di conchiglie e cappelli da pescatore. Tutti quegli outfit ora li tengo per i #TBT, perché preferisco vestirmi con ciò che credo sia cool oggi.

Parliamo un po' delle location che hai scelto. Perché questi posti di NYC sono così speciali per te?
Abbiamo girato il video per Acne Studios in diversi luoghi che per me hanno un significato essenziale. Una di queste è il cortile in cui giravo tutti i miei cortometraggi al college, e dove ho girato anche quello per il New York Times, quindi per me è un posto davvero significativo. Anche Spike Lee ha lavorato lì, per Do the Right Thing. L'estate prima di trasferirmi a New York avrò riguardato quel film almeno dieci volte. Abbiamo anche girato a Tompkins Square Park, che ancora oggi è un punto d'incontro per giovani skater.

Le cassette in VHS hanno avuto un significato importante durante l'adolescenza, per te?
Tutto è iniziato quando mio padre mi ha fatto arrivare al dormitorio del college uno scatolone pieno di video su cassetta che aveva girato lui quando io ero piccolina. Così gli ho chiesto di mandarmi anche la videocamera Panasonic che aveva usato per farli. Era da qualche parte sepolta in cantina, e con quella ho iniziato a filmare i miei amici mentre skateavano per New York. Durante l'università ho girato alcuni cortometraggi, e mi sono serviti moltissimo per questo progetto con Acne Studios.

Qual è il tuo video preferito, tra quelli che ti ha spedito tuo padre?
Oh, sicuramente quello in cui ballo e canto in mutande sul piano da lavoro della cucina. Era il mio palco, e il pubblico era composto dal mio cane. Riguardarlo oggi è un'esperienza bellissima.

Che cosa ti ha spinto a spostarti poi dietro la macchina da presa?
Avevo circa dieci anni quando ho chiesto a mio padre di comprarmi una macchina fotografica usa e getta. Volevo fotografare un mio amico mentre era sulla sua BMX. Poi alle medie ho iniziato ad andare a dei campi estivi di skateboard, e lì ho iniziato a immortalare gli altri ragazzi mentre skateavano. Ho capito abbastanza velocemente che volevo stare dietro la macchina da presa, e questo mi ha dato un motivo in più per circondarmi di persone con cui altrimenti difficilmente mi sarei sentita a mio agio. Da allora, cerco sempre di mantenere una prospettiva cruda e vera, perché è questo che mi ha attirato verso cinema e fotografia.

Se la tua vita fosse un vecchio documentario o video di MTV, quale sarebbe?
Oh, ottima domanda! Ultimamente sono ossessionata dai video musicali che MTV passava negli anni '80 e '90. Specialmente tutti quelli dei Sonic Youth, perché nei loro video si vedono sempre ragazzi che escono, stanno in giro, fanno cose normali insomma. Il mio preferito? Quello di 100%, che Spike Jonze ha in parte girato con una Bolex 16mm mentre faceva skateboard giù da una collina. Ecco, è esattamente quel tipo di menefreghismo e incoscienza che volevo ricreare nel mio video per Acne Studios.

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Questo articolo è originariamente apparso su i-D US.