Fotografia di Mitchell Sams

la prima, vera collezione genderless di maison margiela e john galliano

"Non ci sono regole. Sei tu a scrivere la tua storia", ha dichiarato Galliano al termine della sfilata s/s 19 di Margiela, proprio dopo aver scritto un nuovo capitolo nella storia del brand.

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27 settembre 2018, 1:59pm

Fotografia di Mitchell Sams

La parola chiave per capire la prima collezione davvero unisex di Maison Margiela ready-to-wear è mutiny, ammutinamento. Insieme alla sfilata primavera/estate 19, il Direttore Creativo del brand John Galliano ha lanciato la sua prima fragranza, chiamata proprio Mutiny. Lo ha fatto proiettando un cortometraggio diretto da Fabien Baron su enormi schermi sia fuori sia dentro la location, ma anche su monitor attaccati alle borse in passerella. A raccontare questo nuovo capitolo nella storia di Margiela sono state sei guerriere contemporanee: l'attrice, cantante e ballerina Willow Smith, la cantante Princess Nokia, la modella Molly Bair, la modella Hanne Gabi Odiele, l'attrice Sasha Lane e la modella Teddy Quinlivan. Nel video, le sei hanno parlato di diversi temi, dalla sicurezza in se stessi al bullismo, dai giovani transgender ai valori di una nuova generazione. Ispirato, Galliano ha fatto lo stesso attraverso i suoi abiti.

Poco prima che uno dei talenti più controversi e creativi dell'industria entrasse a far parte di Maison Margiela nel 2014, il suo misterioso fondatore lasciò a Galliano istruzioni tanto semplici quanto sibilline: "Prendi ciò che vuoi dal DNA della maison, proteggiti, e fallo tuo." Dal momento in cui mise piede per la prima volta nel brand fondato da Martin, Galliano ha sempre seguito questo mantra. Nel corso dei tre anni successivi ha sapientemente tagliato, copiato e incollato i codici preesistenti, introducendo contemporaneamente una serie di nuovi elementi. Il risultato è un'affascinante conversazione tra due veri maestri della moda dalle voci tanto diverse quanto complementari. E che voce, quella di Galliano! C'è persino un podcast di Margiela stesso, The Memory of... With John Galliano. In questa primavera/estate 19, il Direttore Creativo ha nello specifico proseguito il percorso iniziato con la sfilata Artisanal di giugno, riducendo sempre di più il confine tra generi fino ad annullarlo, creando così la prima collezione unisex di Maison Margiela.

"Non sto cercando far sembrare i ragazzi delle ragazze, o le ragazze dei ragazzi. Non è questa la mia intenzione," ha spiegato nell'ultima puntata del suddetto podcast, "ma credo che questa nuova generazione metta in discussione i valori tradizionali e tutto quello che rappresentano. È questo ciò che sta succedendo, e mi sta davvero ispirando." Il risultato è invece una libertà creativa che apre nuove possibilità d'espressione, proprio perché gender fluid. Un collage di mantelle, il ricordo di abiti che non erano dove avrebbero dovuto essere, pantaloni in vinile lucidissimi, accessori tecnologici e chi più ne ha più ne metta.

"L'idea è quella di incorporare il concetto stesso di trasformazione attraverso il cutting," ha spiegato Galliano.

Il look d'apertura è stata una gonna grigio chiaro in tessuto spigato indossata come mantello e tagliata come fosse una giacca, abbinata poi a stivali décortiqué in pelle nera. E poi abbiamo visto un abito a tubino in jersey tagliato a corpetto con orlo bianco a vista. Calze e sandali in silicone blu elettrico. In linea generale, Galliano ha esplorato in questa collezione i limiti di taglio e uso degli abiti stessi, fregandosene totalmente delle leggi basilari dell'abbigliamento femminile e maschile. "Mi sento a disagio anche solo usando le espressioni 'linea uomo' e 'linea donna', preferendo invece un qualcosa in evoluzione," ha aggiunto.

Questo nuovo approccio genderless al processo creativo ha liberato Galliano dai limiti imposti dal mondo sartoriale, aprendo strade virtualmente infinite di trasformazione e innovazione. Finalmente, è l'abito a vincere.

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Completamente diversa, ma altrettanto affascinante è stata la sfilata di Saint Laurent creata da Anthony Vaccarello:

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Fotografia di Mitchell Sams

Questo articolo è originariamente apparso su i-D UK.