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      fotografia i-D Staff 23 febbraio 2016

      esploriamo l'erotismo femminile con skin tales di lady tarin

      Abbiamo parlato con la fotografa italiana di erotismo, sensualità femminile e cinema.

      esploriamo l'erotismo femminile con skin tales di lady tarin esploriamo l'erotismo femminile con skin tales di lady tarin esploriamo l'erotismo femminile con skin tales di lady tarin

      Ci sono storie che si leggono nelle parole, negli occhi e nei gesti. In questo caso sono storie raccontate sulla pelle. Si chiama Skin Tales infatti la prima personale di Lady Tarin curata da Rossella Farinotti, in mostra presso la Galleria Beat Tricks di Milano fino a venerdì 22 aprile. Una selezione di scatti che marcia nella vita quotidiana di alcune donne che Lady Tarin ha scelto di fotografare, custodendone un complesso e riservato rapporto con il corpo femminile, perché cosa c'è di più intimo e personale della pelle stessa?
      Così, sotto l'occhio invisibile ma ben presente di Lady Tarin, si scopre una sensibilità pura, quasi morbida ed avvolgente che mostra in un gioco di velato voyerismo una forte fusione erotica. Esplora e ritrae le donne, le priva di inutili camuffamenti e le riporta ad essere naturali e preziose al tempo stesso, le fa interamente sue identificandone la loro vera natura. Le fa riconoscere a se stesse e abbatte il comune immaginario che spesso viene alimentato dagli uomini, in cui la donna viene rappresentata attraverso uno stereotipo. La potenza delle sue fotografie sta proprio nella forte complicità che nasce e può avvenire soltanto tra donne, senza più giochi di ruoli o messinscene. Riesce ad attraversare e si muove nel mondo dell'eros, circondandolo a suo piacimento senza mai essere però volgare, creando una relazione molto forte ed empatica con ogni sua ragazza.
      Abbiamo chiacchierato con la fotografa in un'atmosfera molto piacevole e soffusa, proprio come nelle sue fotografie.

      L'erotismo è il tuo mondo. Puoi parlarci di come è nato l'interesse verso questa tematica?
      Il mio progetto è nato perché continuavo a notare l'assenza di erotismo in molte foto di nudo. In queste immagini l'eccesso di ostentazione dell'attitudine della donna mi suonava falsa, provavo un senso di estraneità. Inoltre anche le donne che mi circondavano le vedevo diverse. Analizzando in profondità mi sono accorta che, semplicemente, lo stereotipo aveva sostituito la donna. Allora ho iniziato a togliere gli elementi distonici e a lavorare sull'autenticità della persona che avevo di fronte. Questo passaggio è stato possibile attraverso l'empatia, alla capacità di riconoscermi nell'altra. La fluidità di questo passaggio mi ha permesso di rendere erotiche le mie immagini. Erotismo nell'accezione di forza vitale.

      Questa grande capacità di esplorare il corpo femminile è probabilmente dovuta alla tua formazione, allo studio di arti figurative che hai fatto all'Accademia di Belle Arti.
      Il disegno dal vero del nudo femminile mi ha sicuramente aiutato a cogliere l'armonia del corpo anche quando è ritenuto imperfetto a livello sociale. Studiare la storia dell'arte mi ha fatto comprendere come l'immagine della donna è cambiata nel corso degli anni. Perdendo a tratti nel contemporaneo potenza e valore.

      Ho letto che ami scattare in pellicola, Skin Tales segue la regola dell'analogico quindi?
      Sì, la ricerca personale è scattata in analogico. La delicatezza della pelle necessita a mio avviso di un supporto fisico che possa rendere le sue caratteristiche più naturali e avvolgenti. Inoltre l'utilizzo della tecnica analogica focalizza quello che per me è il momento più importante, la ripresa. Crea una maggior concentrazione e intensità. Il digitale ha inevitabilmente bisogno di post-produzione, contrariamente alla pellicola e alle polaroid.

      Detto così suona molto sensuale.
      L'utilizzo della pellicola avvicina, in questo senso è erotica.

      Quindi nelle tue immagini non utilizzi la post-produzione?
      No, nella mia ricerca personale non è necessario.

      Come capisci chi è la ragazza giusta per i tuoi scatti?
      È una questione di empatia. Cerco di riconoscere nella donna che incontro un potenziale che posso tradurre in immagine.

      Hai lavorato maggiormente a Milano, è stata una coincidenza o hai scelto questa città?
      La chiamerei coincidenza.

      Chi ha ispirato il tuo lavoro?
      Amo molto il cinema. Penso a Teorema di Pasolini. L'angelo sterminatore di Buñuel, Il piacere di Ophuls e molti altri… I ritratti di Man Ray. L'energia che si sprigiona dalle foto di Helmut Newton. I disegni di Hans Bellmer…

      Quali sono i tuoi progetti futuri?
      Continuare a fotografare le persone a cui sono più legata e che mi hanno trasmesso maggior consapevolezza.

      ladytarin.com

      Crediti

      Testo Megan Stoianova 

      Foto Lady Tarin

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      Tematiche:fotografia, cultura, lady tarin, donne, erotismo, megan k stoianova

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