Uno spazio di rappresentazione, libertà e orgoglio: foto dalla Ballroom Scene di Firenze

La ball community è quasi un’utopia nella distopia del mondo di oggi. Ce ne parlano Princess Sofia Ninja, Vio Munera, Haku aka "La Piera" 007 e Ines 007.

di Lina Giselle Murillo Martinez
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04 luglio 2022, 4:00am

Ballroom Scene è la serie di i-D Italy che esplora la sottocultura della ballroom all’interno del tessuto sociale italiano, con l’obiettivo di offrire una mappatura dei suoi principali epicentri urbani. La quarta puntata è ambientata a Firenze.


Pensare a Firenze porta subito i nostri pensieri alla maestosità dell’arte rinascimentale, al fascino eterno di opere iconiche, al valore di una cultura millenaria e all’imponenza dei palazzi storici sede di intrighi di potere i cui effetti si propagano ancora oggi. Dalla Nascita di Venere, alla Trinità di Leonardo Da Vinci, passando per il David di Michelangelo, passeggiare per Firenze è come entrare in un mondo incantato fuori dal tempo e dallo spazio, in cui la dimensione urbana per come la conosciamo, fatta di mattoni e cemento, lascia il posto a una bellezza posata e solenne.

Tra le strade di questa città, che è stata definita un “museo diffuso”, ha preso forma A Look For The Future Ball, la prima ball internazionale toscana, organizzato da Princess Sofia Ninja insieme ad Arcigay Firenze in una location simbolo di Firenze come epicentro culturale e artistico: la Limonaia di Villa Strozzi. Una parte dei ricavati, inoltre, sono stati destinati al sostegno delle iniziative di Arcigay Firenze.

foto della scena ballroom di firenze

“Il rapporto tra Firenze e ballroom è nato in modo casuale, e si è consolidato solo successivamente, in risposta all’esigenza di uno spazio del genere in una città dove mancano ancora rappresentazioni e modelli inclusivi in cui identificarsi,” ci spiega Sofia. “L'adesione alle ball sta crescendo sempre di più, contribuendo a dare spazi e supporto alla scena,” continua. 

Durante la ball, abbiamo conosciuto Princess Sofia Ninja, Vio Munera, Haku 007 e Ines 007, che ci hanno parlato della scena di Firenze e di cosa significa per loro la ballroom, mentre ci portavano in giro per i luoghi che stanno contribuendo a creare un legame tra la comunità e la città.

foto della scena ballroom di firenze

Princess Sofia Ninja

Qual è il tuo ruolo all’interno della ballroom scene e cosa significa?
Le strutture gerarchiche delle houses sono forme di riconoscimento per quelle figure che, nel corso del tempo, hanno contribuito a portare alto il nome della house, ma servono anche a guidare e aiutare i kids e a tramandare i valori della ballroom. All'interno della mia house io ricopro il ruolo di Princess che, sostanzialmente, è una figura di supporto ai parents.

Come sei diventata parte della ballroom scene?
Fino a pochi anni fa, a Firenze non esisteva una scena ed eravamo in pochi a fare parte della community della ballroom. Così, insieme a Bianca Munera Wu Tang e Vio Munera abbiamo fondato PussyCatTrolls, un gruppo di sensibilizzazione, informazione e performance itineranti di Voguing. La risposta del pubblico è stata subito positiva: sempre più persone erano incuriosite da questa comunità e avevano voglia di saperne di più.

Nel 2018, io e Vio Munera abbiamo organizzato la prima Mini ball in Toscana, in collaborazione del queer festival La Torre Storta del teatro Rossi Aperto di Pisa. Da quel momento in poi, sono partite una serie di ball in giro per tutta la Toscana, per poi arrivare, nel 2019, alla primissima Ball Fiorentina al Teatro Cantiere Florida, la La Divine Comedy Mini Deluxe Ball, che ho organizzato in collaborazione con Valerio Bellini e Lisa Brasile.

foto della scena ballroom di firenze
Look di @kinki_soncari

Per aiutare e supportare la comunità queer del territorio, a livello politico, economico e assistenziale, nel 2021 sono entrata nell’associazione Arcigay Firenze, organizzando diversi eventi tra cui tre ball (The Anime Word Ball, Vogue For Community Mini Ball e l’ultima, la Look to the Future Ball). Si tratta infatti di due realtà complementari: l’ambiente associativo aiuta i kids a ricevere una formazione, ad acquisire ideali importanti per la vita di tutti i giorni e uno spazio di supporto concreto; il mondo della ballroom, in quanto subcultura e forma d'arte rappresentativa della comunità LGBTIQ+, si pone come riferimento politico e liberatorio.

C’è differenza tra la persona che sei dentro e fuori dalla scena? 
Sofia Chellini è una persona timida, con tante insicurezze, sulla quale sto lavorando molto. Princess Sofia Ninja è un personaggio camaleontico che trasuda self confidence, mi ha aiutata a raccontarmi, a farmi sentire al sicuro e a tirare fuori parti di me che non sapevo ancora di avere. Sono entrata nel mondo della ballroom durante la preadolescenza, un periodo costellato da profonde insicurezze e difficoltà, e facevo molto fatica a scindere queste due parti di me. Oggi, la mia persona e il mio personaggio sono due aspetti di me che si alternano e che cerco di equilibrare a seconda dei contesti.

In che modo la scena può influenzare positivamente il contesto urbano, sociale e culturale in cui si innesta?
Il mondo della ballroom è uno spazio sicuro e marcatamente politico: riflette la società in cui viviamo, ancora oggi estremamente binaria, patriarcale, abilista, razzista, misogina, omofoba e non inclusiva. Le categorie della ballroom giocano proprio su questi limiti, decostruendo le espressioni di genere e i costrutti sociali precostituiti e portandoli all’esasperazione. 

foto della scena ballroom di firenze

Ballroom e rappresentazione mediatica: cosa ne pensi?
Come per tutte le sottoculture che varcano la soglia del mainstream, ci sono due aspetti da considerare: da un parte, una maggiore diffusione della ballroom permetterà a sempre più persone che hanno bisogno di scoprire questa community. D’altra parte, per raggiungere un pubblico più ampio sono necessarie delle semplificazioni, col rischio di creare una comunicazione lacunosa e superficiale che può sfociare in incomprensioni—per esempio che sia una comunità riservata esclusivamente a persone queer o marginalizzate. Per questo è fondamentale che a parlare della ballroom siano persone che ne fanno parte.

Come definiresti il rapporto tra moda e ballroom scene?
La ballroom scene si ispira da sempre al mondo del fashion, che tende a dare molto spazio all'espressione di sé come forma d'arte. Alla fine, gli abiti che indossiamo sono sempre un modo per comunicare chi siamo. Durante le ball, i kids hanno l'opportunità di esprimersi usando proprio questo linguaggio. Una delle grandi vittorie per la ballroom community è il fatto che oggi è spesso la moda a cercare talent tra le persone appartenenti alla scena.

Un consiglio per chi sta iniziando ad approcciarsi a questo mondo?
Prima di tutto: affidatevi a canali ufficiali. In secondo luogo, abbiate rispetto e non date niente per scontato, perché non si smette mai di imparare. Il confine tra il desiderio di voler far parte di qualcosa e l’appropriazione culturale è sottile, è importante assicurarsi di agire in modo etico. L’ultimo consiglio, ma forse il più importante, è di capire che si tratta di un ambiente definito da regole pensate per valorizzare le singole persone.

foto della scena ballroom di firenze

Vio Munera

​​Qual è il tuo ruolo all’interno della ballroom scene e cosa significa?
All'interno della scena sono Vio Munera, kid della Kiki House of Munera, uno dei primissimi butch queen italiani dal 2011 e membro attivo della scena nazionale sin dagli esordi. A livello locale, mi occupo da diversi anni della crescita della scena toscana, facendo da guida a chi si avvicina a questa cultura.

Com’è avvenuto il tuo ingresso nella ballroom scene? 
Il mio primo approccio è stato con la ballroom romana, finché non mi sono trasferito a Firenze nel 2013. Quando mi sono reso conto che non esisteva una scena in Toscana, ho deciso di fare qualcosa io, organizzando corsi di voguing e piantando così un primo seme per la crescita della scena. Poi, piano piano, insieme a Bianca Munera Wu Tang e Princess Sofia Ninja, abbiamo creato il progetto Pussycat Trolls, plasmando nel corso tempo la community che esiste oggi.

Così, nel 2018, ho organizzato Camp Extravaganza, la prima ball della Toscana, a Pisa, insieme a Princess Sofia Ninja e Jiji Wu Tang Munera e collaborando col collettivo Queersquilie. Da quel momento, abbiamo continuato a realizzare ball e fare divulgazione a livello regionale.

C’è differenza tra la persona che sei dentro e fuori dalla scena? 
All’interno della ballroom mi sento davvero me stesso. Non è che al di fuori non lo sia, ma qui posso esserlo in modo più genuino ed eccentrico. Posso esplorare altri aspetti del mio essere, giocare con i canoni di mascolinità e femminilità, sentendomi l'uno, l'altro o entrambi. E posso farlo all’interno di uno spazio libero.

foto della scena ballroom di firenze

Credi che la ballroom scene sia una necessità nell’Italia di oggi?
Assolutamente sì. È uno spazio che permette di esprimersi per chi si è e di esplorarsi, giocando con personaggi e alter-ego eventuali. Soprattutto in un paese come l’Italia, che ha ancora strada da fare in merito a inclusività e discriminazione. Anzi, vorrei che, attraverso il nostro essere, il nostro abitare gli spazi, il nostro muoverci col corpo, questa attitudine e senso di libertà si manifestino anche all’esterno della ballroom, negli spazi che viviamo e abitiamo ogni giorno.

Ballroom e rappresentazione mediatica: quali sono le narrazioni deformate che senti più spesso?
Mi capita spesso di sentir dire che le categorie delle ball siano divisive, mentre è esattamente l'opposto. Lo scopo è quello di creare spazi all'interno di uno spazio, intesi come possibilità di espressione e di identificazione. La disinformazione riguarda soprattutto le categorie che prevedono una maggiore nudità, come Sex Siren o Body, spesso criticate sostenendo che ripropongano lo stereotipo maschilista e patriarcale che oggettifica il corpo—soprattutto femminile. Ma non è così. Le ball nascono come safe space in cui le persone possono sentirsi libere di mostrare e celebrare il proprio corpo in tutte le sue forme e senza il giudizio del male gaze.

Che tipo di legami si creano nelle houses?
Le prime houses e black balls nel quartiere di Harlem nella New York degli anni ‘70 dovevano affrontare pesanti discriminazioni. Erano moltissime le persone che venivano cacciate di casa dalle proprie famiglie per via del loro orientamento sessuale o della loro identità di genere, e finivano spesso a vivere nelle strade in condizioni di povertà, delinquenza e tossicodipendenza. L'ingresso in una house costituiva quindi una salvezza da queste dinamiche e ridava una famiglia a chi non ne aveva più una.

Oggi, i tempi sono in parte cambiati e si entra in una house al di là del rapporto con la propria famiglia tradizionalmente intesa, dietro la spinta di una passione condivisa. Di conseguenza, nascono legami personali e intimi anche profondi. O meglio, così dovrebbe essere. Spesso, infatti, le proposte di ingresso in una house sono dovute unicamente alle capacità tecniche del soggetto in una o più categorie, lasciando da parte l'aspetto umano e interpersonale, che spesso non viene approfondito neanche successivamente, soprattutto nei casi di particolare distanza geografica.

foto della scena ballroom di firenze

Come definiresti il rapporto tra moda e ballroom scene?
C'è una forte relazione tra ballroom e moda. La ball ricrea le dinamiche di un fashion show ma con maggiore inclusività, in particolare fisica ed estetica, abbattendo i canoni sociali precostituiti. Ultimamente, però, accade anche il contrario: il mondo della moda sta portando la ball sulle passerelle. Si crea così una sorta di ciclo virtuoso di ispirazioni creative e scambi artistici.

In base a cosa scegli i tuoi look per andare alle ball?
Ci sono alcune categorie (Runway, Best Dress, Labels e Designer's Delight) in cui gli outfit sono particolarmente importanti. Ma, in generale, per ogni categoria si parte sempre da un concetto ispirato al tema della ball o della categoria. Poi, ci si può appoggiare a stylist di professione, oppure arrangiarsi, come nel mio caso. Personalmente, cerco sempre di ottimizzare i materiali e di utilizzare cose che ho già, spesso cambiandone radicalmente la destinazione d’uso.

Un consiglio per chi sta iniziando ad approcciarsi a questo mondo?
Se senti il desiderio di farlo, buttati. Spesso gli stereotipi e i costrutti sociali tendono a frenarci, ma nella ball non esistono. Quello che conta è approcciarsi con rispetto a questa comunità, affidandosi alle persone competenti e lasciandosi guidare. Chiedi e informati.

Non basta guardare Pose o qualche video online: bisogna conoscere davvero la storia di questa community. Si tratta di una cultura molto vasta e in continua evoluzione, della quale non si smette mai di imparare.

foto della scena ballroom di firenze

Haku aka "La Piera" 007

Qual è il tuo ruolo all’interno della ballroom scene e cosa significa?
Sono un kid, una delle nuove leve che stanno crescendo all’interno della scena. Questo significa che ho tanta voglia di imparare.

Come descriveresti la persona che sei dentro e fuori dalla scena? 
Sono due lati della stessa medaglia che si influenzano costantemente a vicenda. Fare parte della scena mi ha aiutato molto ad accettare alcuni lati di me di cui prima avevo quasi paura, acquisendo consapevolezza di chi sono e di chi voglio essere anche fuori, esplorando lati del mio carattere che, nella vita di tutti i giorni, non riesco a esprimere appieno.

Credi che la ballroom scene sia una necessità nell’Italia di oggi?
In una società fortemente patriarcale, cis ed eteronormata, la Ballroom rappresenta uno spiraglio di luce che mi fa credere nella possibilità di un mondo migliore. Quello che vorrei è che tutto questo non fosse costretto dentro alle mura metaforiche di una comunità o a quelle fisiche di una location e per un tempo limitato alle ore di una ball.

foto della scena ballroom di firenze

Somiglianze e differenze tra la ball scene italiana rispetto a quella di altri paesi che conosci?
Negli ultimi anni sono stato un po’ vagabondo e sono approdato a Firenze da poco, quindi si può dire che sono stato “trapiantato” nella scena di questa città. Dopo essermi avvicinato alla ballroom anni fa, in contesti prettamente legati alla danza urban e hip hop e grazie a personaggi come La B Fujiko, ho seguito diversi workshop in maniera sporadica, vedendo il voguing semplicemente come uno stile di danza, ignaro del contesto culturale a cui è legato.

Tutto è cambiato nel 2018, quando mi sono trasferito a Berlino e ho iniziato a seguire i corsi con più costanza e scoprire che c’è altro oltre la tecnica. E poi ho partecipato anche a ball a Parigi. Penso che la scena italiana e tedesca abbiano molto in comune—anche da un punto di vista storico, sono nate all’incirca nello stesso periodo. La scena Parigina, invece, è più intensa e complessa. Personalmente, preferisco l’atmosfera che si respira in Italia, dove il motore principale della comunità è la voglia di stare insieme, al di là di rivalità e shade.

Come descriveresti la scena ballroom di Firenze oggi? E come reagisce la città alla community?
La ballroom scene di Firenze oggi ha tanta voglia di crescere e di farsi sentire, soprattutto negli ultimi due anni. Di recente, la scena sta organizzando eventi e ball insieme a realtà locali e all’interno di location storiche simbolo della città. È un segnale molto forte della volontà della città di aprirsi verso la ballroom e di renderla parte integrante della città.

foto della scena ballroom di firenze

Il legame che si crea nelle houses è profondissimo. Come mai?
Attualmente sono un 007, dunque non faccio parte di una house specifica. Nonostante questo, grazie alla ballroom scene ho instaurato legami profondissimi con tante persone, che vanno oltre la community. Avere in comune un sentimento così forte di libertà e di espressione crea un terreno fertile per la nascita di rapporti importanti.

In base a cosa scegli i tuoi look per andare alle ball?
Le ball hanno un macro tema che poi viene declinato in maniera diversa per ogni categoria, con delle reference condivise da cui prendere ispirazione. Parto sempre da qui per pensare ai miei look, cercando poi di combinare il mio mood col tema generale. L’outfit, per me, è determinante per la mia autostima, e quindi per la riuscita della performance. Ti fa entrare sulla runway con la vibe giusta.

foto della scena ballroom di firenze

Ines 007

Qual è il tuo ruolo all’interno della ballroom scene e cosa significa?
In quanto 007, partecipare attivamente alle ball per me significa supportare un ambiente che dà l’opportunità a chiunque di tirare fuori la propria personalità senza filtri né giudizi. Durante gli eventi, cerco di essere la fan n. 1, quella che ciascuno di noi vorrebbe e meriterebbe nella vita. Sono piccoli gesti che danno il coraggio a molte persone di esprimersi liberamente.

Come mai ti sei avvicinata alla ballroom scene di Firenze?
Mi ha sempre affascinato il modo in cui il microcosmo ballroom si ponga così tanto in antitesi rispetto al mondo esterno: nelle ball vengono esaltate le diversità e riconosciuti l’impegno sociale e il talento. All’inizio, non è stato semplice avvicinarmi alla scena, nonostante mi riconoscessi nei suoi valori.

Avevo paura di mancare di rispetto alle persone che ne erano già parte. Ma è stata proprio questa paura a sensibilizzarmi, portandomi ad ascoltare e a vivere questa cultura come spettatrice. È una lezione che dovrebbero seguire molte persone nella società di oggi.

foto della scena ballroom di firenze

C’è differenza tra la persona che sei dentro e fuori dalla scena?
Sono sempre me stessa. Quando cammino per le categorie, non mi trasformo in una persona diversa, ma evidenzio un lato della mia personalità che non paleso nella vita di tutti i giorni. Durante le performance mi piace giocare col corpo e l’espressività estetica, comunicando le mie sensazioni del momento. Il voguing mi permette di essere “extra”, di fare uscire il mio lato più grezzo e, un secondo dopo, di essere sensuale e seducente.

In che modo vorresti che la scena influenzasse il contesto urbano, sociale e culturale in cui si innesta?
Sarebbe stupendo se potessimo camminare per strada con la stessa sicurezza che si ha sulla runway. 

Ballroom e rappresentazione mediatica: vedi lati positivi in questa maggiore diffusione della cultura ballroom?
Con la diffusione della scena si sono creati sempre più spazi sicuri per persone che non ne hanno uno. Uno spazio per scoprirsi, conoscersi e accettarsi.

foto della scena ballroom di firenze

Il legame che si crea nelle houses è profondissimo. Come mai?
Quando si è circondati da persone che davvero riescono a comprenderti e supportarti come una vera e propria famiglia è naturale che si crei una connessione molto forte. Le emozioni che si vivono alle ball sono tante e profonde, vivere insieme situazioni così forti porta a rapporti solidi, che vanno anche oltre il mondo delle ball.

In base a cosa scegli i tuoi look per andare alle ball?
Quello che indossi dice al mondo chi sei e un outfit studiato è necessario per una performance di qualità. Per me, i look sono un'estensione della mia personalità, oltre ad adattarsi al tema della categoria.

Un consiglio per chi sta iniziando ad approcciarsi a questo mondo?
Abbi rispetto per la cultura e le persone che ne fanno parte. Informati sulla storia della ballroom e delle categorie. Non avere paura di osare col tuo stile. La ballroom è la casa della libera espressione.

foto della scena ballroom di firenze

Crediti

Testo: Lina Giselle Murillo Martinez e Jean Sebastian Diaz
Editor: Benedetta Pini
Art Director: Maria Laura Buoninfante
Fotografie: Irene Montini

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