La fotografia di David LaChapelle torna in mostra in Italia

Dall'8 dicembre al Maschio Angioino di Napoli, una retrospettiva celebra il surrealismo e l'irriducibile cinismo del leggendario artista americano attraverso una selezione di opere inedite e scatti iconici.

di Carolina Davalli
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09 dicembre 2021, 2:09pm

David LaChapelle, House at the End of the World, 2005, Los Angeles, © David LaChapelle

Pochi image maker sanno catturare l’essenza contraddittoria, sinistra e surreale dell’umanità globalizzata e postmoderna meglio del fotografo americano David LaChapelle. Nato nel Connetticut degli anni ‘60, l’artista si addentra molto presto nel mondo delle arti applicate, sperimentando prima con la pittura per poi approdare definitivamente nell’universo della fotografia, sua pratica e mezzo privilegiato.

È in questo contesto di ricerca, facilitato anche da incontri fortuiti come quello con Andy Warhol—che lo assolda per scattare gli editoriali della sua rivista Interview Magazine—che prende sempre più forma la poetica e l’estetica dell’artista, un mix and match di riferimenti che attingono tanto dalla storia dell’arte classica quanto da quell’immaginario ipersaturo e sinistro che contraddistingue l’iconografia del XXI secolo.

Colori brillanti, ambientazioni al limite del paradossale, immaginari tra l’epico e il quotidiano sono infatti alcuni degli escamotage estetici utilizzati da LaChapelle per parlare del mondo che abitiamo, un universo bizzarro e spesso coperto da un pesante velo di inquietudine e senso di precarietà. Le sue immagini sovversive di critica sociale hanno innescato cortocircuiti culturali sulle copertine di centinaia di magazine, hanno occupato i muri di gallerie internazionali e sono state raccolte in più di un libro monografico, rendendo l’artista uno dei nomi più rilevanti del panorama artistico contemporaneo.

​David LaChapelle, Behold, 2017, Hawaii, © David LaChapelle
​David LaChapelle, Behold, 2017, Hawaii, © David LaChapelle

Oggi il suo corpus di opere torna in Italia con la mostra David LaChapelle, una retrospettiva curata da Vittoria Mainoldi e Mario Martin Pareja che traccia un excursus tra i momenti salienti della carriera decennale dell’artista, presentando quaranta opere dal 1980 fino ad oggi, tra cui una selezione di opere inedite selezionate direttamente dall'archivio del fotografo, scatti iconici e diverse anteprime.

Parte della mostra sono anche alcuni dei negativi fotografici dipinti a mano dall’artista negli anni ‘80, decennio in cui da adolescente l'artista esplorava operava sullo sfondo dell’epidemia di AIDS. Questi documenti sono qui presentati in esclusiva per la Cappella Palatina e diventano i protagonisti di un’installazione site specific inedita, azione artistica che mette in dialogo questi reperti con le opere più recenti dell’artista.

​David LaChapelle, Virgin Mary, 2021, Los Angeles © David LaChapelle
​David LaChapelle, Virgin Mary, 2021, Los Angeles © David LaChapelle

La mostra partenopea diventa così non solo l’occasione per celebrare l’estensione e il raggio d’azione della fotografia di LaChapelle, ma si afferma anche come spazio quasi sacrale in cui immaginari kitsch, riflessioni ciniche e visioni spirituali oniriche si accavallano, per rendere un ritratto quanto più manierista—e, paradossalmente, autentico—dell’esperienza del mondo oggi.

Scopri di più sulla mostra “David LaChapelle” presso Maschio Angioino di Napoli qui.

David LaChapelle - Escapism, 1994, Tokyo.jpg
David LaChapelle, Escapism, 1994, Tokyo, © David LaChapelle
David LaChapelle - Gas Shell, 2012, Hawaii, © David LaChapelle
David LaChapelle, Gas Shell, 2012, Hawaii, © David LaChapelle
David LaChapelle - Travis Scott Tears, 2020, Los Angeles, © David LaChapelle
David LaChapelle, Travis Scott Tears, 2020, Los Angeles, © David LaChapelle
DLC, After the Deluge Statue, 2007, Los Angeles.jpg
David LaChapelle, After the Deluge Statue, 2007, Los Angeles © David LaChapelle

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