Immagini su gentile concessione di JW Anderson 

La JW Anderson A/W 22 ha portato un po' di frivolezza alla MFW

Con il suo debutto milanese, Jonathan Anderson ci ha ricordato che una delle nostre cose preferite era uscire la sera e osservare la gente bizzarra in coda per entrare nei locali.

di Osman Ahmed
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18 gennaio 2022, 2:06pm

Immagini su gentile concessione di JW Anderson 

Nei dietro le quinte della sfilata JW Anderson A/W 22 , le caotiche sale del nightclub Scala a Kings Cross (l’unico modo per descriverlo per chi non vive a Londra è “massa”, una parola che ultimamente sembra essere diventata un’ossessione per Jonathan Anderson) sono dense di un’atmosfera vibrante. Le persone corrono in giro, luci stroboscopiche sfrecciano ovunque e i tavoli sono ricoperti da clutch bag a forma di piccione ed elefanti lavorati a maglia. Un top senza maniche intrecciato con centinaia di braccialetti di gomma dai colori vivaci oscilla da una rella. Stampe e trame luminose e contrastanti si trovano una affianco all’altra—zebrato, paillettes, lamé—mentre i modelli e le modelle pranzano sul pavimento appiccicoso del bar. È quasi come tornare ai vecchi tempi, quando i backstage erano belli tanto quanto la FROW—ma molto meno igienizzati.

Tutto questo sarebbe dovuto accadere a Milano, dove JW Anderson avrebbe dovuto fare il proprio debutto nel programma della Fashion Week meneghina e in seguito organizzare uno di quei party per cui ogni fashion addicted si arrampicherebbe sui muri pur di entrare. Ma Omicron ha rinviato le feste—rimandandole a giugno—e così lo spettacolo si è svolto in digitale, un format che JW Anderson ha cercato di evitare durante la prima ondata di pandemia grazie alle sue ingegnose alternative. Ed eccoci qui, in una discoteca alle ore 14, circondati dalla sua collezione più irriverente che mai.

Per Jonathan, la parola con cui tutto è cominciato è “silly” (sciocco). “È una parola molto britannica,” fa notare con gioia. “Mi piace l’idea di tornare a uno stato mentale ingenuo, così da avere una visione non delineata dell’uscire la sera. Forse è ok avere un’idea utopica dell’uscire.”

Uscire può sembrare sciocco per molte persone eppure, specialmente per le generazioni più giovani, la frivolezza di una serata in discoteca è catartico—a maggiore ragione se il resto del mondo appare sempre così serio. E questa collezione è stata qualcosa di molto frivolo. Clutch bag a forma di piccione, tute argentate aderenti e riflettenti, un casting che dava l’idea di un gruppo di amici in coda per qualche discoteca o schiuma party—alcunз in costume e altrз no.

C’erano ragazzi in polo—che in realtà erano abiti con orli ondulati—ragazze con abiti monospalla e borse a tracolla e alcune giacche parka, pronte per essere abbandonate al guardaroba. Semplice e celebrativo, la collezione era contornata da quella gioia giovanile tipica del momento in cui ci si prepara per uscire, dell’aspettativa quando fai la fila per entrare in un club e della speranza di finire a un after party nell’appartamento di quaclunə. “Pezzi, parti e frammenti di giovinezza, come coriandoli sparsi in giro durante una festa in casa,” come si legge nelle note della sfilata. “Ottimista e divertente,” come l’ha definita Jonathan.

È interessante considerare che Jonathan ha riflettuto anche sul concetto di ipermascolinità dopo aver visto un documentario su Cristiano Ronaldo (da qui nascono le magliette da calcio in paillettes). Il calcio è ancora un’attività così stranamente maschile—quasi come la moda lo è per le donne e per gli uomini gay, direbbero alcunз. Jonathan ha affermato di aver immaginato un calciatore su un campo vuoto che si allena ma senza un pallone—ed è giunto alla conclusione che apparirebbe come se stesse ballando.

Jonathan non è certo nuovo alle provocazioni. Quasi un decennio fa, per la collezione A/W 13 ha infatti mandato in passerella modelli con microgonne di lana e abiti a tunica balzati—molto prima che la fluidità di genere diventasse un linguaggio comune sulle passerelle. Disastro in termini di vendita e di copertura mediatica, è comunque riuscito a cementare JW Anderson come un provocatore. E come sono cambiati i tempi! Nella collezione A/W 22 c’è un nesso con i concetti di dieci anni fa, ma con più irriverenza. Giocando con i concetti di gusto, e forse anche di classe, Jonathan è riuscito a trovare qualcosa di interessante da dire sul genere, il che non è un’ impresa da poco nel 2022.

Modello alla sfilata JW Anderson uomo A/W 22
Modello alla sfilata JW Anderson uomo A/W 22
Modello alla sfilata JW Anderson uomo A/W 22
Modella alla sfilata JW Anderson uomo A/W 22
Modello alla sfilata JW Anderson uomo A/W 22
Modello alla sfilata JW Anderson uomo A/W 22
Modello alla sfilata JW Anderson uomo A/W 22
Modella alla sfilata JW Anderson uomo A/W 22
Modella alla sfilata JW Anderson uomo A/W 22
Modello alla sfilata JW Anderson uomo A/W 22
Modello alla sfilata JW Anderson uomo A/W 22
Modello alla sfilata JW Anderson uomo A/W 22
Modello alla sfilata JW Anderson uomo A/W 22
Modello alla sfilata JW Anderson uomo A/W 22
Modella alla sfilata JW Anderson uomo A/W 22

Questo articolo è apparso originariamente su i-D UK.

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