Gli animali notturni della Magliano A/W 22

Lenzuola ricamate, incontri clandestini, stravaganti avventori e malinconia: c'è tutto questo al Bar Magliano.

di Carolina Davalli
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18 gennaio 2022, 12:27pm

Presentata all’interno dello storico Circolo Arci Bellezza a Milano—rinominato per l’occasione Bar Magliano—, la collezione Magliano A/W 22-23 concretizza la personale definizione del designer del concetto di “vagabondaggio”.

Perché è proprio un vagabondaggio quello in cui ci guida il brand di Luca Magliano, una passeggiata notturna tra le pieghe interiori ed esteriori dei propri personaggi, flaneur postmoderni che intrattengono incontri al buio con mondi a cavallo tra passato e futuro, tra ricordi e sogni, inframezzati da deliri, tensioni e oggetti feticcio.

Scostandosi dal metodo Magliano, conosciuto per caratterizzare i propri personaggi—perché è di questo che si tratta, quando pensiamo ai look e al casting delle sue collezioni—secondo scelte estetiche che si rifanno a una visione autentica o sintentica di icone legate al territorio, questa collezione espande invece l’immaginario del brand utilizzando soluzioni meno esplicite e più allusive.

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È qui che entra in gioco il processo di mixaggio che descrive questa collezione, un pastiche dalle ambizioni enciclopediche che raggruppa, raggruma e si rapprende. Il risultato è una collezione densa, dove pigiami e smoking fissano appuntamenti, dove tessuti borghesi e techwear si guardano di nascosto da dietro al bancone e dove lurex, stampe pop e capi in maglia larga si prendono a pugni e poi si versano una birra come niente fosse.

Un po’ Bar Sport, un po’ Circolo Dopo Lavoro, un po’ Bar degli Artisti, il Bar Magliano è una valvola di sfogo non solo per i suoi avventori, ma anche per la creatività del designer che, senza timore di sbagliare—o forse, proprio per il gusto di farlo—ha sperimentato con texture, materiali, riferimenti e connessioni inedite.

Il vagabondaggio Magliano diventa dunque un’estensione delle conversazioni da bar, discorsi senza traettoria, capaci però di toccare i picchi e gli abissi dell’animo umano, inventori di leggende, gambizzatori di miti, dandy frivoli e naive e teorici clandestini. Discorsi—in questo caso, capi ibridi, look compositi, silhouette sincopate—che tra i fumi delle sigarette e la luce a intermittenza di vecchi neon rimbalzano ovunque e aprono mondi, lenzuola, menù plastificati in cui dentro ci sta tutto quanto, anche gelati fin troppo costosi.

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ragazzo con cornbraids e camicia a quadri magliano aw 22
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Crediti

Testo: Carolina Davalli
Fotografie: Andrea Zendali

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