Reminescenze della Febbre del Sabato Sera, musica di Bee Gees e Donna Summer, luci e macchina da nebbia al Plato’s Retreat, New York 1980

Foto di un sex club di New York negli anni '70

Col suo nuovo libro "Love and Lust" la fotografa Donna Ferrato ci butta in mezzo alle situazioni del Plato's Retreat, un locale iconico dell'Upper West Side.

di Miss Rosen; traduzione di Enea Venegoni
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15 febbraio 2022, 5:00am

Reminescenze della Febbre del Sabato Sera, musica di Bee Gees e Donna Summer, luci e macchina da nebbia al Plato’s Retreat, New York 1980

In una notte nevosa del 1979, la fotografa statunitense Donna Ferrato si diresse verso l'Ansonia, un maestoso hotel di Beaux-Arts nell'Upper West Side di New York. Una volta lì, entrò nel seminterrato del Plato's Retreat, un famigerato sex club per coppie eterosessuali. Considerato come un parco tematico X-Rated di fama mondiale, Donna non ne fu colpita. "Era più simile a un salone di bellezza pacchiano," racconta, mentre legge ad alta voce un passaggio del suo libro, Love and Lust, come stesse leggendo una raccolta di fiabe per bambini.

Donna continua a leggere con toni sommessi ed eccitati, il suo discorso è un misto di gioia e disgusto nei confronti del proprietario del club Larry Levenson, alias "The King of Swing", che ha incontrato durante il suo primo incarico per la rivista New York. Ex manager di fast-food, Larry, originario del Bronx, incontrò una casalinga sexy in un cocktail lounge di Brooklyn che lo portò a una festa di scambisti in un grattacielo di Hoboken. Larry iniziò presto a ospitare i suoi eventi prima di associarsi con il ristoratore di Brooklyn Frank Perenice per mettere infine le proprie radici all'Ansonia. Presero il posto precedentemente occupato dalle leggendarie terme gay Continental Baths, e aprirono un sex club pubblico nel settembre del 1977.

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Festa dell'ultimo dell'anno, Studio 54, New York, 1979

Fin dall’inizio, il Plato's fu un successo. Manteneva una politica no-single-men, offriva buffet caldi e freddi, ospitava una jacuzzi che poteva contenere fino a 60 persone, una sala disco, una sala orge e un labirinto di aree private per incontri segreti. Larry era al centro dei riflettori come proprietario del Plato's, sempre pronto per uno scatto in primo piano. Quella notte del 1979, Donna lo notò ballare sulla pista da ballo della sala disco insieme ad Annie Sprinkle e lo studiò con occhio attento. "Le sue unghie dei piedi erano lunghe e il suo pene consumato si afflosciava verso sinistra—in quel momento mi chiedevo se le sue affiliazioni politiche facessero lo stesso," continua a leggere Donna.

Organizzata una serata per la stampa, Larry fece la sua prossima mossa e attraversò la stanza con sua moglie Mary al seguito. Con una voce morbida e nasale che non riusciva a mascherare i suoi modi da teppista, si presentò a Donna, che gli chiese una foto di lui e Mary sul "trono"—una finta sedia barocca di velluto dorato. Larry si offrì volentieri. Un rullino era sufficiente, e finiti gli scatti si precipitò fuori dal club verso la sua camera oscura sulla 18esima strada, per scoprire solo allora che l'intero rullino era vuoto.

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Pool of Fornication, Plato’s Retreat, New York, 1979

Devastata ma risoluta, Donna ritornò immediatamente sul posto per scattare di nuovo le foto. Dopo che finì, Larry la invitò a rimanere con loro. "Daaaai, spogliati, fatti un bagno. Perché lavori così tanto?" disse. A quel punto, Donna non aveva bisogno di essere convinta. Dopo un bagno, emerse dall’acqua per prendere aria e si scostò una ciocca di capelli dagli occhi, per poi vedere una fila di uomini che si masturbavano a bordo piscina. "Mentre uno di questi veniva, mi eiaculò direttamente in faccia,” legge concludendo questa favola corrotta.

"Sapete la cosa fantastica di tutto questo?" dice Donna, dopo aver chiuso il libro, indicando la foto inedita, Pool of Fornication. "Non ho mai davvero osservato questa foto prima d’ora. [In tutti questi anni] ho pensato di aver perso lo scatto della vita, ma non era così. Quella foto immortala un momento che è successo a me—quando alzando la testa ho visto gli uomini che si masturbavano. In un certo senso, questo è il mio autoritratto,” conclude

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Dancer in Bobby Socks, Studio 54, New York, 1979

Un’epifania inaspettata per una figlia dei fiori influenzata dalla famigerata Summer of Love. Diventata adulta negli anni ‘60, Donna ricorda il momento straordinario in cui la rivoluzione sessuale e il movimento di liberazione delle donne si unirono inscindibilmente. "Quelli furono i giorni in cui le donne diventarono le regine del pianeta. Indossavamo gonne che ci coprivano a malapena il culo, ma senza calze. Sentivamo il vento tutto il tempo—tutto ci sfiorava. Eravamo eccitate, ed era così bello," racconta.

"Era quel momento storico speciale in cui gli uomini erano più innocenti, non erano così arrabbiati o insicuri come oggi," dice. "Molti di quei ragazzi erano così felici di stare con noi in quel momento e apprezzavano davvero la libertà che provavamo. Potevamo fare sesso dove volevamo, nei campi, sugli alberi, per strada."

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Persone con tacchi in fila per entrare alla Mat Room del Plato’s Retreat, New York, 1980

Donna arrivò a New York City nei tardi anni ‘70. "È stato sconvolgente," ricorda. "Sembrava di essere nel paese dei balocchi. Ho un sacco di foto assurde dello Studio 54. Tutti si facevano di cocaina mentre io, che non ho mai assunto alcuna droga, ho potuto osservare molto e non essere assorbita dalle cose che succedevano attorno a me. Mi avvicinavo ai 30 anni e nessuno prestava attenzione alle donne della mia età."

Ora settanduenne, Donna ancora ama la sua voglia di vivere. "Ho una sorta di esuberanza che probabilmente ho ereditato da mio padre, che era completamente fuori di testa, che non mi ha ancora tradito,” dice. "È questo ciò che mi ha fatto entrare in molti luoghi, io ero lì per osservare, divertirmi e farne parte." 

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Ballerini che danzano a Plato’s Retreat, New York, 1979

Dopo quella prima notte al Plato's, Donna ritornò nel locale con una serie di amici che erano altrettanto curiosi di vedere cosa accadeva in quella nicchia underground. "Stavo cercando uomini progressisti che fossero in grado di sperimentare e donne che non fossero controllate dai loro mariti. Questo è quello che pensavo di vedere in questi club," racconta.

"Non conoscevo molti uomini che avrebbero permesso alle proprie mogli di andare a letto con così tanti uomini diversi. Vengo da una famiglia ultra conservatrice dell’Ohio e sono stata una moglie infedele, quindi avevo quel senso di colpa da portarmi appresso. Volevo sapere come funzionasse—com’era possibile che le persone fossero sposate con famiglia, ma frequentassero sex party nei weekend o addirittura ne organizzassero nelle loro case?"

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Larry Levenson, l'autoproclamatosi King of Swing, Plato’s Retreat, New York, 1980

Donna sperava di trovare la risposta proprio al Plato's. Una volta lei e un collega della rivista New York ci andarono con la speranza di arrivare alla stanza privata dove si svolgevano le orge. "Non volevo prenderne parte, ma volevo essere presente,” racconta Donna, una perfetta sintesi del suo credo. Partecipante passiva, l'osservatrice (o voyeur) trae piacere, conoscenza ed esperienza attraverso l'atto di guardare. Ma essere una donna in presenza di uomini a volte richiede di camminare sul filo di un rasoio. "Parte del motivo per cui parlavo così tanto è che non volevo che mi venissero addosso—cercavo di spaventarli,” dice. "Così eravamo lì, seduti nudi in questa stanza con 10 persone, quando qualcuno ha detto: 'Facciamo un giro di presentazioni e scopriamo chi siete, dove siete stati e perché siete qui'.”

Quando fu il turno di Donna, disse: "In realtà, sono appena tornata da Jonestown," riferendosi al culto di Jim Jones, dove 918 persone commisero un suicidio di massa bevendo Kool-Aid al cianuro nel 1978. "Ho detto che facevo parte del culto e che tutti avevano bevuto il Kool-Aid tranne me. Ho inventato questa storia malata su come ho visto i loro corpi mentre iniziavano a gonfiarsi e a vomitare—e loro mi guardavano con ammirazione. Tutte le loro erezioni sono calate immediatamente."

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Una donna sulle spalle di un uomo nella Jacuzzi, Plato’s Retreat, New York 1980

La curiosità di Donna l'ha portata fin dove poteva arrivare, interessi contrastanti assicuravano che l'autoconservazione avesse la precedenza su tutto il resto. Nelle sue visite al Plato’s, Donna arrivò a capire che, mentre queste donne potevano abbandonarsi al sesso anonimo e di gruppo, lei non lo avrebbe mai fatto. "È solo piacere senza fine, e non pensano a chi le sta toccando, leccando o a chi è dentro di loro. Stanno solo rispondendo a un piacere psicologico e fisico.”

L’IRS e l’epidemia di HIV/AIDS misero fine al regno del “King of Swing”, ma per un breve periodo di gloria, Plato's Retreat offrì alle coppie eterosessuali uno spazio per poter esplorare la propria sessualità. "Quelli erano i giorni del giardino dell’Eden," conclude Donna. "Pensavamo di vivere di un’incredibile fonte di generosità, energia, illuminazione e gentilezza. Ci guardavamo le spalle a vicenda. Era il nostro mondo, era il nostro tempo e sapevamo di far parte di qualcosa di speciale."

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Autoritratto con Maureen dopo un giro nella piscina Plato’s Retreat, New York, 1980

Questo articolo è apparso originariamente su i-D UK.

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Crediti

Foto courtesy di Donna Ferrato

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