Fotografie  courtesy of Mugler 

Dominique Jackson e Bella Hadid hanno dominato (ancora una volta) la Mugler A/W 21

Il direttore creativo Casey Cadwallader ci parla della sua ultima collezione, del perché i fashion film sono meglio delle sfilate e del concetto di moda come intrattenimento.

di Mahoro Seward
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28 ottobre 2021, 2:00pm

Fotografie  courtesy of Mugler 

“Con Mugler, e Casey [Cadwallader, direttore creativo di Mugler], non si tratta mai di una manciata di persone tutte uguali che sfilano: si tratta di individualità, di personalità, dell’aspetto di ogni singola figura. Si tratta di lasciare che questi momenti della moda portino avanti una una narrazione propria,” affermano David Toro e Solomon Chase, registi meglio conosciuti con il nome di Torso. Ne volevate una prova? Basta guardare il corto che la maison parigina ha pubblicato ieri sera per presentare la proria collezione A/W 21.

Risultato di una collaborazione tra il duo di registi, Casey e la stilista Haley Wollens, questo fashion film è il degno successore del video che ha rotto l’Internet sei mesi fa in occasione della S/S 21 del brand. E insieme alle visioni progettuali del direttore creativo, abbiamo visto il ritorno di alcune delle personalità che hanno reso quel primo video un vero e proprio successo—Dominique Jackson e Bella Hadid, giusto per menzionarne due—ora affiancate da uno spettro intergenerazionale di alcuni dei volti più accattivanti che abbiano mai calcato le passerelle della moda, come Lourdes Leon, Amber Valletta e Kai-Isaiah Jamal.

Ovviamente, in una stagione così focalizzata sul ritorno in massa delle maison a sfilare sulle passerelle irl, la scelta consapevole di Casey di attenersi al formato del video come mezzo per presentare la propria collezione non è passata inosservata. Ma oltre al successo travolgente scatenato dal video della scorsa stagione, questa volta vediamo una maggiore consapevolezza rispetto alla materia prima al centro di ogni sfilata di moda: i vestiti. Dopo aver visto il film che trovi qui sotto, ti sfidiamo a trovare un modo migliore per catturare il luccichio liquido delle catsuit di jersey tecnico—un tessuto elasticizzato a metà tra il vinile e il velluto, ci spiega Casey—, dei look che vestono come fossero una seconda pelle, dei sinuosi drappi o delle catene tintinnanti e delle giacche di pelle con strascichi fluttuanti simili a sciarpe della collezione.

A prima vista, è chiaro che Casey & Co si siano divertiti a giocare con la teatralità intrinseca alle sfilate di moda, il che rende l'esperienza visiva del tutto magnetica. Un tipo di entertainment che spicca nella serie di pose in stile controfigura realizzate daə stessə modellə, anche se con l’aiuto di una squadra di personaggi misteriosi vestiti in tutine bianche. "Ci piace usare effetti realizzati in IRL piuttosto che completamente in post-produzione e mostrare i trucchi del mestiere per quello che effettivamente sono," affermano David e Solomon.

“Un punto di partenza è stato quello di esporre gli elementi di produzione che creano un'immagine commerciale. Piuttosto che nascondere i BTS in post-produzione, volevamo mostrare e astrarre le tecniche attraverso cui viene realizzata un'immagine o un editoriale commerciale. Ciò ha portato all’assembramento di una ‘ciurma’ che indossava abiti chroma bianchi Mugler personalizzati, che scompaiono quando la luce è più intensa e riappaiono quando le luci cambiano o si affievoliscono, rivelando anche le imperfezioni nei pavimenti e nelle pareti dello studio cinematografico. A volte è come mostrare un trucco di magia, e in un certo senso questo mette in risalto la moda stessa: mostrare il lavoro dietro a un look apparentemente senza sforzo e l’impegno collettivo che serve per creare un'immagine,” concludono.

Sebbene abbiano svelato i segreti dietro alla magia della produzione filmica, ciò non sminuisce in alcun modo l’impatto di questo progetto. Qualche ora prima della pubblicazione del video, ci siamo seduti con Casey Cadwallader per discutere del nuovo affascinante film di Mugler, dei suoi scrupoli per quanto riguarda il ritorno in passerella e del suo impegno nel creare un tipo di moda che intrattenga, ma che non sia intrattenimento.

una modella posa in mugler aw21

Siamo al giorno della sfilata! Come ti senti?
Finalmente ci siamo! È un modo così diverso di sfilare—solitamente in questo momento si apportano le ultime modifiche ai vestiti e poi BOOM, li fai sfilare. Questa volta, invece, abbiamo finito la collezione a giugno, quindi abbiamo avuto questo lungo periodo di gestazione—e ti rimane parecchio tempo per pensarci su!

Bene, visto che li stai già menzionando, partiamo dai vestiti. C’è una sorta di fluidità e di movimento che spicca rispetto ai tuoi lavori precedenti. Perché hai voluto portare questo tipo di energia in questa stagione?
Per me, si tratta sempre di opposizioni. Ormai il brand è famoso per vestiti che aderiscono e fasciano il corpo—un concept su cui mi piace sempre sperimentare—ma ogni buona collezione deve sempre essere bilanciata e deve necessariamente aggiungere un elemento di sorpresa. Con i drappeggi volevo dare un senso di movimento, volevo creare qualcosa che desse l’impressione di essere tirato da una parte o dall’altra e che facesse attrito a questa forza. In più, quando stai lavorando, non vuoi che il risultato sia piatto—soprattutto durante la stagione invernale, c’è bisogno di aggiungere volumi e strati.

amber valletta posa in mugler aw21

Un'altra caratteristica distintiva è, ovviamente, il casting. Ci sono alcuni volti familiari della scorsa stagione e in precedenza hai parlato di come spesso scegli di lavorare con persone della tua cerchia ristretta o che ammiri davvero. C'erano altre considerazioni di cui hai tenuto conto questa volta?
Siamo sempre alla ricerca di una maggiore sicurezza estetica, ma anche di una forma di sicurezza performativa. Potrei chiedere, “Hey, Amber, come ti sentiresti a correre lungo la stanza, fare un carpiato in aria e atterrare tra le braccia di unə ballerinə?” e so che davanti a me ho questa donna fantastica e coraggiosa con un carattere incredibile che mi risponderà “Ma certo!”, e anche se volessi fare una sfilata semplicissima, questa è la vibe che cercherei, questo tipo di presenza decisa. Inoltre, questa stagione, molto più di prima, abbiamo davvero adattato il look ad ogni persona del casting. Abbiamo voluto capire chi voleva indossare cosa e poi abbiamo modificato i pezzi in base alle luci e ai movimenti di sfilata. Quello che amo è che tutto si è riassunto in questo messaggio unificato e sfocato di tutti gli aspetti della collezione. Vedi così tanti personaggi diversi, e forse senti che ti connetti con uno in particolare per via di ciò che indossano, o con qualcun altro perché ti identifichi con ləi come persona o attitude. Ci sono tanti modi per entrare in sintonia con la sfilata.

Questa stagione ha segnato per molti un ritorno sulle passerelle irl. Cosa ti ha spinto a continuare con il video? Come riesce questo mezzo ad allinearsi con la tua visione di Mugler?
Su questo tema c’è un discorso interiore che va ancora avanti nella mia testa. Inizialmente, volevamo fare di nuovo un film perché non sapevamo se le cose sarebbero tornate alla normalità a settembre o ottobre. Verso la fine di luglio, è diventato chiaro che la maggior parte delle persone avrebbe sfilato di nuovo, ma io non ero sicuro di volerlo. Qualcosa è cambiato per me, e l'ultima cosa che voglio è fare una sfilata banale e sterile.

Anche con il migliore dei cast, non li vedrai davvero nello stesso modo. Non voglio che sfilino silenziosamente in una stanza—voglio che creino una connessione con il pubblico. E voglio che il pubblico apprezzi il loro carattere piuttosto che solamente le loro apparenze. Per quanto mi riguarda, tutta l’azienda e il mio stesso cervello sono cambiati radicalmente in questi ultimi due anni. C’è bisogno di far avvicinare le persone e fare provare loro qualcosa, al posto di ridurre tutto a una sfilata sofisticata di un brand sofisticato.

lourdes leon posa in mugler aw21

Come ti sei confrontato con Haley, David e Solomon riguardo alla direzione creativa del film?
Molta dell’esaltazione rispetto al film ruotava attorno a quella sensazione di, “Okay, l’abbiamo fatto, ma se dovessimo rifare tutto da capo cosa cambieremmo?” La scorsa stagione, ci siamo molto concentrati su un approccio molto standard, puntato sul centro della stanza, e abbiamo girato di conseguenza. Per quanto mi riguarda, la mia critica principale era che non riuscivo a percepire abbastanza i vestiti. Quindi, per questa stagione, volevo riuscire a veicolare quella sensazione. Voglio vedere quelle catene saltare sui glutei di chi le sta indossando—voglio vedere il movimento! Così, quando Haley, Torso e io ci siamo riuniti, ci siamo sbizzarriti. Credo che sappiamo come comunicare tra di noi e come aggiungere benzina sul fuoco, fomentandoci a vicenda.

David e Solomon ripetevano tipo, “E se pensassimo a come la maggior parte dei brand si mette in mostra come in una white cube, e lo rendessimo più astratto?” quindi abbiamo provato a dare nuova energia a quel contesto rendendolo in qualche modo infinito. Abbiamo chiesto a modellə di camminare su tapis roulant bianchi in modo che la macchina potesse avvicinarsi molto alle scarpe o girare attorno a un look e ho pensato molto a pose estreme—pose che ə modellə non potrebbero fare senza essere in qualche modo supportatə, che è come siamo arrivati a questa idea di avere delle persone indossare dei catsuit bianchi, che supportassero i modelli e le modelle e aggiungessero una vena creepy, seguendolə in giro per il set. Abbiamo sempre voluto che ci fosse un’atmosfera inquietante, solo perché viene molto naturale sia a Torso che a me. 

La musica ha sempre avuto una certa importanza in questi corti—e questa stagione non fa eccezione con Tinashe, Amaarae e Ms. Carrie Stacks inclusi nel mix della soundtrack.
È essenziale. È qualcosa che Torso, Haley ed io amiamo molto. Quando abbiamo aggiunto Ashland [Mines aka Total Freedom] al mix, eravamo consapevoli della sua genialità. La scorsa stagione era la prima volta che lavoravamo con lui, e c’è stato un momento in cui ha detto, “Ok, è troppo duro. Non è abbastanza sexy. Ho bisogno di qualcosa che sia più hot!” E quello è stato il momento in cui ha tirato fuori “Tic” di Maureen. Ci deve essere anche femminilità, anche se vogliamo una vibe dura, e nel lavoro c’è questa sinergia costante che attraversa diversi generei musicali. È un filo conduttore che tiene insieme l’intero film.

una modella posa in mugler aw21

Si è parlato molto negli ultimi tempi dell'idea della moda come intrattenimento. Quali sono le tue opinioni generali sull'argomento e come posizioni il tuo lavoro da Mugler e la nuova direzione cinematografica che hai preso?
Beh, non credo che sia una conversazione nuova. Pensa alla sfilata di Thierry Mugler allo Zénith, in cui era presente qualsiasi personalità ti venga in mente. Detto questo, è una conversazione che sta diventando ancora più urgente? Sì, e credo che questo abbia a che fare con la prevalenza dei media nella vita di tutti i giorni, dei device che ogni persona utilizza come mezzo per approcciarsi alla moda. Una volta i brand volevano entrare negli hotel e nel lifestyle, mentre ora ciò che sta avendo successo sono Netflix e Instagram, quindi le persone stanno tentando di occupare quegli spazi. Per quanto mi riguarda, però, sto solo tentando di intrattenere. È chiedere molto a qualcuno di guardare una sfilata di sei minuti e mezzo, e voglio che sia abbastanza interessante da fare in modo che non spengano il telefono. Il mio approccio è molto semplice. Voglio che guardino il lavoro, che osservio ogni membro del cast, che ascoltino le tracce…

Quindi una moda che intrattenga, piuttosto che una moda intesa come intrattenimento?
Esattamente!

un modello posa in mugler aw21
una modella posa in mugler aw21
una modella posa in mugler aw21
una modella posa in mugler aw21
una modella posa in mugler aw21
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a model posing in mugler aw21
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bella hadid posing in mugler aw21

Questo contenuto è comparso originariamente su i-D UK.

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