"The Velvet Underground": arriva in sala il film sulla band figlia dell'avanguardia anni '60

Todd Haynes ha messo insieme materiali d'archivio, interviste e una colonna sonora firmata Lou Reed & Co. per raccontare il volto inedito della band newyorkese.

di Enea Venegoni
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15 ottobre 2021, 6:07am

I Velvet Undeground fanno parte di quei milestone musicali capaci di dividere in maniera drastica e netta l’opinione di chi li ascolta. L’impatto che esercitano su chi si imbatte nella loro musica, infatti, non ha alcuna sfumatura di grigio, semplicemente arriva dritto in faccia facendoti dire “ca**o, sì!”, oppure “decisamente no”. Se li si vuole apprezzare fino in fondo, è però necessario (e inevitabile) focalizzare totalmente la propria attenzione sulla costruzione musicale, sulle note e sui testi, per cogliere per intero la portata rivoluzionaria del loro corpus sonoro.

Infatti, la ricercatezza e la sperimentazione che ribolle nei brani di Lou ReedJohn Cale, raggiunti poi avanti negli anni dal chitarrista Sterling Morrison e dal batterista Angus MacLise, hanno segnato la storia della musica come pochə altrə artistə. Con la loro visione musicale, hanno stravolto ed elettrizzato la New York di Warhol, artista con cui hanno collaborato e partnership dalla quale è nato uno degli artwork più famosi della storia dell’arte moderna (sì, stiamo parlando proprio di quella banana pop sulla copertina del loro album di debutto).

La loro era una musica d’avanguardia, una musica di ricerca nel senso tecnico-scientifico del termine: investigava, analizzava le sonorità del presente per elevarle e piegarle verso rotte musicali mai sentite fino a quel momento. Era un insieme di arte in trip acido e meticolosa indagine scientifica atta a produrre l’inesplorato, o meglio, l’inascoltato. Un processo che li ha resi indimenticabili e inconfondibili persino nella New York degli anni ‘60, forse uno dei periodi più prolifici dell’arte degli ultimi secoli. E per capire cosa ha reso i Velvet Underground quella fucina rivoluzionaria che ormai tuttə conosciamo, Todd Haynes ha dato vita ad un documentario sulla storia della band, in uscita nelle sale italiane e su Apple TV il 15 ottobre 2021.

Presentato al festival di Cannes lo scorso maggio e intitolato semplicemente The Velvet Underground, il film copre il periodo della band che va dalla fine degli anni ‘50 all’inizio degli anni ‘70, e promette di raccontarci come la commistione di astrattismo, pop art e arte d’avanguardia sia riuscita a dare vita al progetto musicale che ha cambiato il volto del rock. E il regista lo fa mettendo insieme materiali d’archivio dell’epoca e utilizzando come colonna sonora i brani degli artisti stessi, per consegnarci uno spaccato dell’atmosfera che permeava i circoli artistici dell’epoca, la vivacità delle menti creative che hanno conquistato la scena in quegli anni e che, inevitabilmente, sono finite per incontrarsi ed influenzarsi a vicenda, superando i confini stabiliti dai medium artistici. Tutto questo per raccontarci una storia che non si estingue alla nascita e all’evoluzione di una band, ma piuttosto per mostrare qual è la matrice sociale da cui quel progetto stesso è stato partorito.

Dal 15 ottobre 2021 “The Velvet Underground” di Todd Haynes sarà presente nelle migliori sale cinematografiche italiane e su Apple TV.

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Crediti

In copertina: Still dal film “The Velvet Underground”

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