Foto di Skid Row, il quartiere dimenticato di Los Angeles

Lo street photographer anonimo conosciuto come "Suitcase Joe" ci racconta la comunità di senzatetto più grande d'America, dove i sogni si infrangono contro lo schiaffo del reale e la vita diventa una lotta alla sopravvivenza.

di Mira Postolache
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08 aprile 2021, 3:26pm

Skid Row è il quartiere di di Los Angeles dove i sogni di Hollywood si infrangono in mille pezzi. È come un mondo parallelo fatto di rifugi di cartone, tende, immondizia e miseria. In questa fetta di Downtown di Los Angeles racchiusa tra Alameda Avenue e Main Street, tra la Terza e la Settima strada, la disperazione regna, i più fortunati dormono in tende lungo la strada e la fame è ancora il primo dei problemi. Qui, la vita è una lotta per la sopravvivenza.

Ci sono molte ragioni per cui esiste una realtà come quella di Skid Row, la più grande comunità di senzatetto d'America, e vanno individuate ripercorrendo la storia degli Stati Uniti. Con la promessa di essere il luogo in cui ogni sogno può diventare realtà, in cui chiunque può ricominciare la propria vita dal nulla e svoltarla, l’America è da secoli una delle principali mete di immigrazione. Ma la distanza tra le aspettative e la realtà è abissale: spesso quelle promesse cadono nel vuoto e le periferie delle città si trasformano in bacini di povertà e miseria.

Skid Row di Los Angeles, foto di Suitcase Joe Foundation

Ad aggravare la situazione si aggiunge il mito del self made man promosso dalla cultura americana, che veicola un’idea estremamente individualista e autocentrata della società: il tuo successo o il tuo fallimento dipendono solo da te, e la tua condizione è semplicemente quella che ti meriti. Per via delle strutture centralizzate dei centri urbani, l’accesso ai servizi di chi vive in aree periferiche come Skid Row diventa limitato e difficoltoso, se non impossibile, aggravando ulteriormente la situazione della comunità.

Dati alla mano. Secondo un censimento dell’Autorità per i Servizi ai senzatetto, a Los Angeles (13 milioni di abitanti) più di 57 mila persone non hanno una casa, di cui il 75% non ha alcun tipo di rifugio. I bambini che vivono per strada sono 821. Si è inoltre calcolato che un terzo dei senzatetto della città sia affetto da disabilità mentali e fisiche, e che l’11% sia un veterano di guerra.

Tre abitanti con gatto a Skid Row di Los Angeles, foto di Suitcase Joe Foundation

Suitcase Joe è lo pseudonimo di uno street photographer basato a Los Angeles che sta documentando la vita a Skid Row da più di dieci anni. Con i suoi scatti Suitcase Joe lascia che siano le persone di Skid Row a parlare direttamente, senza alcun tipo di mediazione, raccontando con i loro volti e i loro sguardi le proprie storie. Questo progetto l’ha portato a fondare la Suitcase Joe Foundation, associazione creata per rispondere alle numerose richieste dei suoi fan e follower su come poter aiutare la comunità del quartiere.

Per amplificare queste voci dimenticate e raccontate dalle foto di Suitcase Joe, abbiamo deciso di fare conoscere anche a voi queste storie, attraverso le parole di chi le conosce da vicino.

Abitante di Skid Row di Los Angeles, foto di Suitcase Joe Foundation

Come hai iniziato a documentare la vita a Skid Row?
La comunità di Skid Row esiste da oltre cento anni, ma non credo che durerà per sempre, e per questo ho sentito l’esigenza di documentarla, per raccontarla e custodirne la memoria storica. Quando ho suggerito ad alcuni fotografi di farlo, l’hanno considerata una pessima idea, per via dei pericoli del contesto. Così ho capito che dovevo essere io la persona che avrebbe documentato la vita di Skid Row.

Cosa significa per te Skid Row e qual è il messaggio che vuoi trasmettere attraverso le tue fotografie?
Skid Row per me è uno dei posti più meravigliosi al mondo, pieno di persone belle e di rara onestà, come non ne ho mai viste da altre parti. Attraverso i miei scatti spero di restituirgli dignità e cambiare il modo in cui la società vede le persone senza alloggio che vivono per strada, in qualsiasi parte del mondo. Su queste grava infatti un forte stigma, che porta spesso a trattarle come subumani, mentre sono semplicemente delle persone, con desideri e bisogni semplici: amare, essere amati e vivere una vita di dignità e rispetto.

Doccia a Skid Row di Los Angeles, foto di Suitcase Joe Foundation

Come si sviluppa il tuo processo creativo?
La base del mio processo creativo è conoscere le persone che fotografo prima ancora di scattarle. Sento un legame genuino con molte di loro e il rispetto è reciproco. Credo che sia in parte questo il motivo per cui riesco a realizzare foto così intime. Mi piace passare il tempo a Skid Row, ma so che per molte persone è un limite, non si sentono a proprio agio o al sicuro lì, mentre io lo adoro.

Qual è la sfida più grande che hai incontrato finora fotografando le persone che vivono per strada a Skid Row?
È quella di non lasciarmi sconvolgere emotivamente da ciò che vedo lì. Ho conosciuto molte persone che sono morte a Skid Row e attraversare così tante difficoltà e traumi che è difficile mantenere un distacco. I confini tra la mia vita personale e la mia vita all'interno di Skid Row sono spesso diventati sfumati, e spesso mi sono portato a casa tanto di quel quartiere. Ma ricordo sempre a me stesso che lo sto facendo per cambiare la narrazione dietro al modo in cui il mondo guarda e tratta le persone senzatetto. Ne vale la pena per me.

Due persone che si baciano a Skid Row di Los Angeles, foto di Suitcase Joe Foundation

Qual è l'impatto dei social media sul tuo progetto?
Non posso negare quanto sia stato fondamentale Instagram per il mio lavoro. La piattaforma è un’opportunità per condividere con il mondo intero quella realtà parallela che è Skid Row e a far conoscere il mio lavoro.

In un contesto della pandemia globale, qual è la difficoltà più grande per te e per la comunità di Skid Row?
Per quanto riguarda me, è l’impossibilità di andare a Skid Row quando e quanto voglio. Ho limitato molto i miei giri lì per evitare i contagi, ma mi preoccupo più del rischio trasmettere il Covid alla comunità che di contrarlo. Ci sono molte persone in Skid Row con problemi di salute che rischierebbero la vita.

Ragazzi a Skid Row di Los Angeles, foto di Suitcase Joe Foundation

Cosa cambieresti nel sistema della società di oggi?
Cambierei il modo in cui la salute mentale viene considerata e trattata. Un terzo delle persone che vivono per strada soffre di qualche forma di problema di salute mentale. Questo dovrebbe essere il problema numero uno su cui istituzioni e organizzazioni dovrebbero concentrarsi.

Immagina di dover scrivere una lettera a te stesso nel futuro. Cosa scriveresti?
Ciao Suitcase Joe, sei arrivato fin qui, continua a spingere.

Polizia a Skid Row di Los Angeles, foto di Suitcase Joe Foundation
Donna che si lava a Skid Row di Los Angeles, foto di Suitcase Joe Foundation
Uomo con bicicletta a Skid Row di Los Angeles, foto di Suitcase Joe Foundation

Puoi acquistare il mio libro e le stampe delle fotografie di Suitcase Joe tramite il sito Suitcase Joe Foundation o l'editore su Burn Barrel Press. Una parte del ricavato delle vendite è destinato alla fondazione e ad aiutare la comunità di Skid Row.

Ragazza con siringhe a Skid Row di Los Angeles, foto di Suitcase Joe Foundation
Cacciatrice di topi a Skid Row di Los Angeles, foto di Suitcase Joe Foundation
Donna nuda cammina a Skid Row di Los Angeles, foto di Suitcase Joe Foundation
Uomo che fuma a Skid Row di Los Angeles, foto di Suitcase Joe Foundation
Ragazzo e tenda nell'auto a Skid Row di Los Angeles, foto di Suitcase Joe Foundation

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Crediti

Testo di Mira Postolache
Immagini Courtesy di Suitcase Joe Foundation

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