Upciclyng irriverente e body positive: il brand peruviano che celebra l'eresia del corpo nudo

Traduzione di “santo” e “nudo”, SANTA CALATA sfida ogni preconcetto sociale e santifica il nudo. Ecco come!

di Giorgia Imbrenda
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07 maggio 2021, 10:25am

Rebel Label è la rubrica di i-D che incontra, intervista e qualche volta fotografa i brand emergenti (e non) in Italia. Oggi è il turno di SANTA CALATA, il brand della designer peruviana Pamela Calderòn che restituisce al corpo tutta l’importanza che merita.

Cresciuta in un humus culturale estremamente religioso, la designer Pamela esprime attraverso il proprio progetto SANTA CALATA tutto ciò che non le è stato permesso di indagare durante la propria giovinezza: la nudità, l’espressione libera da ogni giudizio e l’accettazione sincera e autentica di sé stessa. Sperimentando capi vintage decostruiti e upcycled, Pamela crea dei capi senza tempo e trasgressivi, che si fanno veicolo di un’espressione di genere libera e personale. Con i propri abiti, la designer alimenta una lotta aperta contro i canoni, le tradizioni e gli stereotipi della società contemporanea, una lotta che porta avanti anche attraverso escamotage quali l’eliminazione del concetto di taglia imposto dal mercato, utilizzando elastici e bottoni interni per ogni sua creazione, permettendo così l’adattamento del capo a tipologie di corpi diversi.

Per farci raccontare la storia del brand e saperne di più sul background di Pamela, abbiamo intervistato virtualmente la designer intrufolandoci una volta e per sempre nel mondo di SANTA CALATA.

Rebel Label: Intervista a Pamela Calderòn di SANTA CALATA, il brand peruviano che santifica il corpo attraverso capi upcycled

Ciao Pamela, il tuo è un brand inclusivo e super trasgressivo! Parlaci un po’ di te. Chi sei e che tipo di formazione hai avuto?
Ciao! Provengo da un ambiente molto religioso e la mia infanzia è sempre stata legata alle ritualità, agli insegnamenti della Bibbia e alle tradizioni Cattoliche—il giudizio da parte della comunità era sempre dietro l’angolo. Poi, quando ho fatto un’esperienza all’interno di una ONG per la difesa dei diritti umani, ho avuto la possibilità di conoscere altre realtà e aprire la mia mente ad altri ambienti e culture. Sono una creativa poliedrica, e se la mia famiglia non mi avesse giudicata troppo libertina, probabilmente non sarei chi sono e non starei facendo quello che faccio.

Quanto del tuo stile personale c’è all’interno del tuo brand?
Il mio lavoro è ciò che sono. Ho iniziato a creare abiti mossa dalla necessità di vestirmi in modo diverso. Sono cresciuta in Perù, e il mercato non era globalizzato quanto oggi. Se scoprivi un capo su Internet, l’unico modo per indossarlo era ricrearlo o cercare alternative o copie in negozi di seconda categoria.

Rebel Label: Intervista a Pamela Calderòn di SANTA CALATA, il brand peruviano che santifica il corpo attraverso capi upcycled

Che significato ha il nome SANTA CALATA?
“Santa” significa santo in spagnolo e “Calata” è la parola quechua che significa nudo. Quello che voglio attraverso questo progetto è santificare il nudo. Sono cresciuta in un ambiente molto religioso e conservativo, dove il nudo è considerato un vero e proprio peccato. Così ho deciso di creare un santo proprio per la nudità, perché non c’è niente di più prezioso dei nostri corpi—sono ciò che siamo.

Utilizzi capi vintage trasformandoli in capi senza tempo e innovativi. Qual è il tuo processo creativo?
È diverso per ogni creazione. Spesso mi lascio trasportare da ciò che ogni capo mi trasmette. Il primo step è solitamente tagliare tutti i pezzi di tessuto e assemblarli sul manichino, creando diverse silhouette. Da lì, è compito degli stessi tessuti di rivelarmi con quali altri pezzi vogliono condividere la propria vita. E quando la forma si è creata, l’ultimo procedimento è quello del rinnovamento e del restauro, se il tessuto ne ha realmente bisogno.

Rebel Label: Intervista a Pamela Calderòn di SANTA CALATA, il brand peruviano che santifica il corpo attraverso capi upcycled

Il tuo brand parla di espressione di genere e corpi, che relazione c’è tra questi due campi, e quanto la società di oggi deve ancora allinearsi rispetto a questo discorso?
Con SANTA CALATA parlo di body positivity perché in questo momento mi trovo a percorrere un processo di accettazione del mio corpo. In poche parole, sono in prima persona una conseguenza dei danni della società. Tutte le mie insicurezze sono nate per colpa degli schemi e delle strutture sociali, e il mio modo per affrontarli è abbracciare ed enfatizzare proprio le qualità che la società mi ha portata a identificare come difetti. Per me SANTA CALATA ha un ruolo educativo, di visibilità e dialogo.

Come sei riuscita a includere e cambiare il concetto di taglia standard  nel tuo brand?
Sono ancora alla ricerca del metodo ideale, ma al momento ho adottato i sistemi che si applicano per i vestiti per bambini: elastici con bottoni interni che permettono al capo di adattarsi a 3 diverse taglie, assecondando le tipologie di corpi più disparate.

Rebel Label: Intervista a Pamela Calderòn di SANTA CALATA, il brand peruviano che santifica il corpo attraverso capi upcycled

Quanto è fondamentale Instagram nella promozione di un brand emergente come il tuo? E cosa ne pensi della sua censura?
Provo un sentimento di amore/odio verso Instagram. È una piattaforma che dà spazio a molti creativi emergenti e non, ma che allo stesso tempo pone delle restrizioni ad un’espressione libera e autentica, escludendo così una parte di quel panorama di persone per cui è nata. Il fatto che passi come piattaforma aperta a tutti, per me, è solo una maschera. Al di là di questo, è un social con la quale sono cresciuta come artista, perciò continuerò la mia lotta dall’interno.

Se dovessi scegliere tre designer con cui andare a cena stasera, chi sarebbero?
Hillary Taymour di Collina Strada, Christa Bösch e Cosima Gadient di Ottolinger e John Galliano… anche Glenn Martens di Y-Proyect. Stasera cenerò come se fossi con loro!

Cosa c’è nel futuro del tuo brand?
Connessione. Da poco mi sono trasferita a Chicago. Mi trovo in un ambiente nuovo, un nuovo Paese, e voglio incontrare nuove persone e una nuova me stessa. Per me SANTA CALATA significa condividere e scambiare energie ed esperienze, è per questo che il mio brand ha bisogno di connettersi con gli altri per evolversi. Oltre a questo, presto arriverà anche una collezione di accessori!

Rebel Label: Intervista a Pamela Calderòn di SANTA CALATA, il brand peruviano che santifica il corpo attraverso capi upcycled
Rebel Label: Intervista a Pamela Calderòn di SANTA CALATA, il brand peruviano che santifica il corpo attraverso capi upcycled
Rebel Label: Intervista a Pamela Calderòn di SANTA CALATA, il brand peruviano che santifica il corpo attraverso capi upcycled

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Crediti

Testo di Giorgia Imbrenda
Fotografia su gentile concessione dell’ufficio stampa SANTA CALATA

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