"Non ero mai stato a un evento così!": foto dal WSM Fashion Reboot

Per tre giorni il BASE di Milano è stato invaso da un progetto pioniere del networking, dell'upcycle e della sostenibilità. E noi non potevamo certo mancare!

di Benedetta Pini
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16 gennaio 2020, 3:23pm

La prima Milano Fashion Week Uomo del nuovo decennio è ufficialmente terminata. Ancora traumatizzati da questa catapulta che ci ha gettati direttamente dalla tranquillità delle ferie a sostenuto calendario scandito da eventi, sfilate e party. Ma a colpirci non sono stati solo i fashion show; anche i workshop presentati al White Street Market durante WSM Fashion Reboot hanno catturato la nostra attenzione. Ve ne avevamo già parlato settimana scorsa, consigliandovi di iscrivervi asap e parteciparvi. Ora torniamo a parlarvene per raccontarvi com'è andata, nel caso non aveste seguito il nostro consiglio.

WSM-White-Steet-Market-MFW-2020

Iil WSM Fashion Reboot era l'evento irrinunciabile di questa MFW, specialmente se siete interessati a sostenibilità e riciclo creativo, ma declinati in chiave moda. Un'iniziativa che potremmo infatti riassumere in tre parole: networking, upcycle e sostenibilità. Per due giorni, infatti, il BASE di Milano è stato invaso da un mix eterogeneo di nomi, tra brand noti e progetti più di nicchia, tra addetti a lavori e pubblico, tra filosofia artigianale ed eco-friendly, per dimostrare ancora una volta che l'unione fa la forza.

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Come uscire dalla crisi ambientale? La risposta di WSM è semplice: sommando le forze. E qual è la città ideale in cui mettere in pratica tutto questo ? Milano. WSM vuole avviare una rivoluzione del sistema moda, vuole stravolgere il suo paradigma, e tutto è iniziato proprio lo scorso weekend. Per chi ha avuto la pessima idea di non venire, chi proprio non ce l'ha fatta e chi è rimasto bloccato a letto dall'influenza, ma anche per chi c'era e magari è rimasto a passeggiare per ore nella mostra Sustainable Thinking a cura del Museo Salvatore Ferragamo e dalla Fondazione Ferragamo senza rendersi conto di non avere più tempo per altro, vi raccontiamo meglio com'è andata.

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Dopo la mostra di Ferragamo, al primo piano di BASE è stato allestito un percorso che si snodava tra le figure più rilevanti del momento nel mondo della moda: aziende tessili (Candiani Denim, Canepa, Albini Group, Orange Fiber, giusto per citare i primi che ci vengono in mente), brand indipendenti come Vivienne Westwood, Bethany Williams, Boyish Jeans, designer come Gilberto Calzolari, Selfi, Aagè, aziende come Paul&Shark, Neubau Eyewear e Regenesi e infine una selezione delle start up più innovative del momento. E poi nomi di spicco come Tiziano Guardini, Flavia La Rocca, Bav Tailor, Silvia Giovanardi, Blue of a Kind, Yekaterina Yvankova, ACBC, Officina+39, Juan Carlos Gordillo e Laura Meijering con il brand Unravelau, Helen Kirkum, Awareness Infinitum, Corrina Goutos, AYNI e Sophia Lerner. Non crediamo che vi capiterà ancora nella vita di vedere tanti soggetti così diversi, provenienti un po' da ogni parte del globo, rigorosamente accomunati da uno sguardo etico consapevole e responsabile, tutti insieme nella stessa stanza, creando tra loro una connessione davvero unica.

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Dal nostro punto di vista, gli appuntamenti più coinvolgenti - e divertenti! - sono stati i workshop: quello con Abitario, Larissa Von Planta e Patrick McDowell, incentrato su una particolare tecnica di ricamo con stoffa; ma anche l'open studio di Corrina Goutos, per trasformare auricolari rotti in gioielli e accessori pazzeschi. Ma lasciamo che siano direttamente le foto a raccontarvi meglio di questo weekend, il primo nella storia della MFW interamente dedicato alla sostenibilità. Noi abbiamo documentato tutto, ovviamente, e qui vedi com'è andata la due giorni a tema riciclo creativo!

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Crediti

Testo di Benedetta Pini
Fotografia di Rosario Rex Di Salvo

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