Fotografia Aytekin Yalcin -- Huang indossa pantalone Salvatore Vignola.

Huang Zejian, l'artista che trova i suoi soggetti su Tinder

“Sono un artista. Uso lo scanner per registrare il tuo corpo e per poi farci un’installazione. Cerco l’ormone maschile negli sconosciuti, per una nuova forma di documentario.”

di Luca Nistler
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11 febbraio 2020, 12:47pm

Fotografia Aytekin Yalcin -- Huang indossa pantalone Salvatore Vignola.

Zejian, artista contemporaneo cinese, classe ’92, potrebbe essere considerato un esploratore cibernetico della sensualità, un anomalo indagatore dell’inconscio epidermico, che ha fatto dello scanner il suo medium fotografico per eccellenza. Il suo lavoro ha inizio su Tinder, dove trova persone che siano disposte a prendere parte al suo processo creativo: come in una seduta psicanalitica analogico-futurista, li invita a sottoporre parti del loro corpo ad una scannerizzazione. Distese di microscopica pelle vengono attraversate da una linea di luce che fotografa progressivamente la parte del corpo prescelta. Piedi, orecchie, ascelle, nei. Qualsiasi parte del corpo che sia significativa per il suo interlocutore. Non importa se anomala. Non importa se strana. Non c’è giudizio. Solo un modo di conoscersi dal retrogusto oriental-dickiano. Queste immagini vengono poi elaborate su Photoshop e stampate su vari tessuti come il nylon e il raso. Una volta tagliati e assemblati sartorialmente, questi tessuti vengono riempiti di polistirolo. Alcuni tessuti prendono così corpo, diventano tridimensionali. Sono pronti per trasformarsi in sculture d’arte contemporanea.

Dopo aver conseguito la Laurea presso l’Accademia di Belle Arti in Cina, Huang Zejian ha inoltre concluso il suo master in pittura all’Accademia di Belle Arti di Brera nel 2019. Nello stesso anno ha esposto una mostra alla galleria Migrant Bird Space di Berlino. Le sue opere d’arte tessili vengono installate su pareti bianche e creano un senso di radicale ed obliqua immersione nella natura umana allo stesso tempo minimale e viscerale.

Ciao Zejian. Partiamo dall’inizio. Com’è nata questa tua forma d’arte tessile?
Il lavoro nasce dalla mia esperienza personale. Ho trascorso la mia infanzia tra la fabbrica di cucito di mia madre e lo studio fotografico di mio padre, in Cina. Negli anni '90 l’industria cinese stava schizzando alle stelle. Mia madre era una lavoratrice in una fabbrica tessile. Era molto impegnata e mi portava spesso al lavoro con sé. Quando avevo 4 anni ho inserito per sbaglio l'indice della mano nella macchina da cucire semi-automatica. L'indice si ruppe, il medico lo ricucì, ma da allora è rimasto deformato. Ho come perso questo ricordo e mi sono abituato alla strana forma del mio dito. Quando ho compiuto 6 anni mio padre ha lasciato il lavoro di saldatura e ha iniziato a lavorare in uno studio fotografico come assistente fotografo; io andavo in un asilo vicino al suo posto di lavoro. Quando uscivo da scuola andavo lì a fare i compiti e poi tornavamo a casa insieme. L’utilizzo di Photoshop necessario per creare le mie opere mi è stato insegnato da mio padre per esempio.

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Da sinistra a destra: outfit completo Ninamounah; pantalone Salvatore Vignola.

Direi che l’origine di gran parte della tua arte è nella tua infanzia. Da parte di tua mamma la componente tessile, da parte di tuo papà quella fotografica. Ho visto sul tuo sito che sei anche un pittore e che hai fatto degli esperimenti di pittura su fotografia. Quando hai iniziato invece a creare composizioni tessili? E come ti è venuta l’idea di usare lo scanner come strumento fotografico?
Tutte queste connessioni interne hanno forgiato le mie idee spontaneamente nel momento in cui ho concepito il mio lavoro. E l’esperienza dell’infanzia non può prescindere dalla mia arte. Le mie opere cercano di descrivere le complesse reti di persone su Internet oggi, cercano di esprimere la distruzione e la ricostruzione della natura umana da parte della tecnologia. Ho iniziato realizzando “sculture soft” nel 2017. Ho inizialmente usato una camera per fotografare corpi. Ma mi sono presto reso conto che la camera aveva determinati limiti. La fotografia è un gioco di luci. La luce ha il potere di abbellire i corpi, ma io non sono alla ricerca di una bella foto. Ho bisogno di una ripresa fotografica inequivocabilmente autentica, diretta. In casa ho provato tutte le macchine che fossero in grado di catturare immagini, e alla fine ho scoperto che la qualità dell’ immagine scanner era alta, reale, ritualistica.

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I modelli indossano total look Ninamounah.

Fino a che età hai vissuto in Cina? E quanto pensi che questo abbia contribuito a sviluppare questa particolare forma d’arte?
Sono nato in un piccolo villaggio in Cina. Ho ricevuto un’educazione abbastanza conservatrice, ma mi piace rompere gli argini, fare arte apostaticamente. Forse se fossi nato in un altro Paese, avrei avuto un’opinione diversa.

Sembra un metodo estremamente scientifico il tuo, seppur connotato da una eleganza feticistico-sensuale. La parte della scannerizzazione assomiglia a un’analisi medica, come una specie di risonanza magnetica. Come se le tue muse fossero quasi dei pazienti che si lasciano esaminare. Per ricreare una dinamica del genere m’immagino una situazione di grande fiducia reciproca. Di solito non è molto facile esibire parti del proprio corpo di cui magari ci si vergogna. Come funziona? Come li metti a loro agio? E che cosa cerchi in loro?
La comunicazione è la parte più importante. È chiaramente una sfida. Ma è anche una collaborazione con le persone con cui ho avuto un match su Tinder, che per brevità chiamo volontari, le quali sono fiduciose, coraggiose, amano l'arte, si fidano di me e di quello che faccio; infine premo semplicemente il pulsante dello scanner “avvio”. Di cosa si parla? Si parla di cibo, di lavoro, ecc. È un "appuntamento" un po’ speciale ecco. Cerco di fotografare gli ormoni di estranei, di visualizzarli. Mi piace molto questo modo di fare amicizia.

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Il modello indossa pantalone Ninamounah e collana Grinta Laces.

La poetica della tua arte si allontana molto dagli stereotipi di perfezione e di bellezza in senso classico. Sembri mettere al centro del tuo discorso imperfezioni del corpo, anomalie. La tua visione caleidoscopica di parti del corpo tra loro cucite ricorda il racconto di Mary Shelley, Frankenstein, rivisitato in termini squisitamente artistici. Se ci sono, chi sono gli artisti dai quali hai tratto ispirazione per il tuo lavoro?
Ren Hang (https://i-d.vice.com/en_uk/article/wjd5wz/remembering-radical-chinese-photographer-ren-hang) è l’artista che ammiro di più. Crea le opere più incredibili con gli strumenti più semplici. Mi ha dato coraggio nell’esplorare i desideri umani senza restrizioni. Nella storia dell’arte, in particolare quella occidentale, ci sono infinite interpretazioni di questo tema – la perfezione del corpo – con tutte le sue potenti implicazioni sessuali. “Il corpo umano è la migliore immagine dell’anima.” – Ludwig Wittgenstein. Secondo me oggi il corpo perfetto, normalmente cristallizzato su di un modello preciso di bellezza, non ha più senso. Che un corpo solitario sia disteso nella natura a guardare il cielo, o che sia su un letto dentro una stanza, in entrambi i casi sprigiona frammenti di pensiero da ogni parte e in ogni direzione: l’immagine del corpo è sfaccettata, è nebbia di messaggi tumultuosi che parlano di sesso e di vita e che ci inducono in tentazione, proiettandoci continuamente verso l’irregolarità, il non-standard. Il corpo diventa per noi oggi un mistero impenetrabile e una forma concettuale. L’immagine che vediamo è solo una porta, una soglia. Dischiude una via, ti lascia uscire. Ogni possibile spiegazione offerta dal linguaggio verbale di fronte al corpo esposto appare vuota e senza senso ora. Questo tipo di situazione estetica, così appropriata per descrivere l’immagine del corpo oggi, mi riporta all’aforisma di Susan Sontag: “L'interpretazione è la vendetta dell'intelligenza sull'arte e l'interpretazione è la vendetta dell'intelligenza sul mondo". Io vorrei solo essere un lettore silenzioso dei frammenti del corpo umano contemporaneo. Tutte le mie lingue non hanno suono.

Cosa ne pensi dei canali d’incontro come Tinder?
Le app d’incontri mi danno un coraggio che non trovo nella vita reale, ma è anche una grande perdita di tempo. Di solito invio inviti a dieci persone contemporaneamente, spiego il mio progetto uno per uno, a volte non riesco nemmeno a ottenere una risposta, ma adesso mi ci sono abituato.

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Da sinistra a destra: scansione realizzata dall'artista; camicia Acne Studios e collana Grinta Laces.

Hai in programma nuove mostre? Se sì, dove e quando?
Le mostre non sono il focus del mio lavoro al momento. Sto concentrando le mie energie nella creazione, anche se questo è un momento di recupero energie per me.

C’è una tua qualche opera alla quale sei particolarmente legato? Se sì, ci vuoi raccontare il perché?
La serie “Untitled” è la mia preferita. In questa era in cui non c'è quasi più spazio di manovra, cerco di trovare la trascendenza della bellezza, di trarre nuove idee dall'esperienza personale, di esplorare la bellezza dei sensi, il suo significato esteso, e penso all'ispirazione che la bellezza può portare. Ci ricorda che, come spettatori, dobbiamo cercare una spiegazione efficace e ragionevole della nostra stessa esistenza.

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Da sinistra a destra: il modello indossa giacca Ninamounah e pantalone Nicola Indelicato; outfit completo Ninamounah.

Qual è il confine tra arte ed erotismo secondo te?
Penso che una grande opera d'arte possa innescare una risposta fisiologica, non c’è nemmeno bisogno che in essa appaia un corpo fisico.

Secondo la tua esperienza ci sono grandi differenze nel modo in cui le persone si rapportano col proprio corpo in Cina e in Europa?
Incontro persone emancipate in ogni luogo, non ha niente a che vedere con la geografia. L’auto-consapevolezza non dipende dal tuo luogo d’origine.

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Il modello indossa completo Kenzo e sneakers Acne Studios.

Si dice spesso che l’arte possa essere una cura. Che esorcizzi complessi istinti altrimenti non esprimibili. Pensi che il tuo processo creativo possa essere considerato una terapia curativa?
Mi hanno detto che partecipare al mio processo creativo sia stata un'esperienza indimenticabile. L'ambiente oscuro, la nudità, il respiro trattenuto, il silenzio, si può solo sentire il rumore del funzionamento dello scanner mentre la pelle è flebilmente scansionata dalla luce. Si entra in uno stato di meditazione eterea. Credo che questa sia un'esperienza rara in una società così impetuosa.

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I modelli indossano outfit completi Ninamounah.
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Scansioni realizzate dall'artista.
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I modelli indossano intimo Nicola Indelicato, orecchino Garcon de Famille.

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Crediti

Fotografia / Film Director: Aytekin Yalcin
Creative Director: Gloria Maria Cappelletti
Stylist / Art Director: Gabriele Papi
Artista / Set Designer: Huang Zejian
D.O.P.: Luca Nistler
Musica: 131bpm (Vitamina Musica)
Sound Designer: Alberto Ladduca
Trucco: Vanessa Icareg
Capelli: Giuseppe Lorusso (Close Up Agency)
Modelli: Nagga (Ewa Talent Management ) – Pierre Claver Ahoua (Streetpeoplecasting) – Rob Lopez (Streetpeoplecasting) -Ilyass Fahmane (3MModels)

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