“Non è ciò che fai a determinare chi sei”: una chiacchiera con Matilda De Angelis

Nonostante la pressione e i giudizi, Matilda è convinta che non sia il suo lavoro di attrice a raccontare la sua personalità, ma l’esatto opposto.

di Creato in collaborazione con Nike
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14 febbraio 2020, 4:00pm

Bolognese di nascita ma romana d’adozione, Matilda De Angelis sa bene chi è e dove vuole andare, ma non è sempre stato così. A soli 13 anni avviene il suo primo approccio all’industria dell’intrattenimento, ma attraverso la musica. Finché un giorno, all’improvviso, finisce su un set, e da quel momento non lascia più il mondo della recitazione. Per lei era “un film con Stefano Accorsi” - come ha dichiarato in un’intervista nel 2016 -, eppure nel giro di pochi mesi si rivelerà una delle pellicole cardine della rinascita del cinema italiano, Veloce Come il Vento.

Essere un’attrice non è facile, nonostante un’apparenza fatta di privilegi e corsie preferenziali. Questa professione implica un percorso tortuoso, fatto di tante delusioni e qualche soddisfazione per tenere alto il morale. Soddisfazione che, quando finalmente senti di vestire i panni giusti per te, ti dimostra che ne è valsa la pena non abbattersi mai.

Questo è il processo che ha reso oggi Matilda la persona che è, in perfetta sintonia col messaggio che Nike vuole lanciare con le nuove Blazer; le sneaker ideali per sentirsi a proprio agio e sicuri di sé in qualsiasi situazione, anche e soprattutto in un luogo frenetico come il dietro le quinte di un set cinematografico. Fare un lavoro in cui puoi assecondare le tue attitudini ed esprimere tua creatività con naturalezza è forse la soddisfazione più grande che si possa avere, e Matilda sa cosa significa. Per questo abbiamo deciso di incontrarla e farcelo raccontare direttamente da lei.

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Ciao Matilda, ora sei un’attrice affermata, ma è l’esito di un percorso. Vuoi raccontarci la tua storia?
Tutto è iniziato per caso, trovandomi nel posto giusto, al momento giusto, col regista giusto, quando ancora non sapevo neanche di voler fare l’attrice. Quello per Veloce come il vento è stato il mio primo provino, e ho poi continuato a farne altri, cercando di diventare la lavoratrice più tosta che potessi essere.

Credi che il tuo percorso professionale ti abbia permesso di scoprirti e al contempo assecondare e concretizzare le tue attitudini naturali?
Penso sia il contrario: è stata la consapevolezza di me stessa a dare una direzione alla mia crescita professionale. Quando ho iniziato avevo 18 anni, ora ne ho 24 e sono cambiata tanto, ma sono riuscita a rimanere sempre fedele a me stessa; anche per via del modo estremamente serio con cui affronto le cose.

Scegliere di fare un lavoro come la cantante o l’attrice, in cui ti metti in gioco a 360° con la tua personalità, ti espone parecchio. Che conseguenze ha tutto questo con la sicurezza in te stessa?
Mettersi continuamente in discussione fa parte del mio percorso professionale, ed è un’arma a doppio taglio. Da un lato sei spinta a fare costantemente i conti con te stessa, anche contro la tua volontà; dall’altra è un passaggio che prima o poi devono affrontare tutti, quindi sono contenta di averlo fatto.

Che cosa significa per te essere indipendente? Senti di esserlo da un punto di vista professionale?
Mi sono sempre reputata una persona piuttosto indipendente. L’indipendenza per me è qualcosa che prescinde da una condizione materiale o economica: è una sensazione che provo nel momento in cui mi sento onesta nei confronti di me stessa e so che sto plasmando io il mio destino, senza dipendere da qualcun altro.

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Secondo te, qual è il segreto per sentirsi davvero soddisfatti e realizzati nella vita?
È fondamentale provare a cambiare punto di vista, invertendo la tendenza a credere che sia quello che facciamo a determinare chi siamo: è chi siamo a determinare quello che facciamo. L’importante mantenersi coerenti con la propria personalità, e per farlo bisogna lavorare costantemente sul proprio io interiore, altrimenti i piaceri che si ottengono sono sterili e la felicità momentanea. Questo è il segreto per sentirsi realizzati nella vita.

Spesso ci si trova di fronte a un bivio: assecondare le proprie attitudini rischiando tutto o rinunciare ai propri sogni e scegliere una via più protetta. Qual è la tua visione in proposito?
Se me l’avessi chiesto a 16 anni, ti avrei risposto che i compromessi non esistono. Se me lo chiederai tra 20 anni, forse ti dirò che la vita è fatta solo di compromessi. Ma adesso penso che sia molto importante saperne tenere conto, senza intestardirsi, perché nell’inseguire le proprie passioni arriva sempre un momento in cui bisogna fare i conti con la realtà, e a volte non è esattamente come l’avevamo immaginata. Per compromesso non intendo fare qualsiasi cosa pur di raggiungere il proprio obiettivo, ma rendersi conto che a volte bisogna anche essere pronti a fare un passo indietro e trovare la propria felicità da qualche altra parte, non per forza nella realizzazione professionale.

Come definiresti il concetto di leggerezza? Quanto spazio occupa nella tua vita?
Per me leggerezza è fare una passeggiata a Villa Pamphili con il mio cane: quando lo guardo mi ricordo che va tutto bene. Credo che la leggerezza abbia a che fare con una condizione dell’anima che ancora non mi appartiene: ho un’età in cui è ancora difficile sentirsi leggeri, paradossalmente: a 24 anni ti sembra tutto incredibilmente importante.

Fai un lavoro creativo ed emotivamente forte, in che modo riesci a mediare tra le direttive del regista e la tua attitudine naturale?
Credo sia molto ignorante pensare di avere in pugno la verità. Il lavoro sul set è uno scambio continuo di opinioni che trovo molto sano. Mi piace affidarmi agli altri e mettermi in gioco; si presume che un attore porti sempre la sua idea del personaggio, ma poi dev’essere anche pronto a destrutturarsi per lasciare spazio alla creatività di un’altra persona e farsi tramite delle sue idee. Per me l’importante è trovarmi davanti una persona che non mi faccia muro e non abbia pretese, ma mi tratti al suo pari, altrimenti mi sento costretta e non stimolata.

Un sogno da realizzare nel 2020?
Andare in vacanza questa estate, al mare, non ci vado da quattro anni.

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Crediti

Testo: Benedetta Pini
Talent: Matilda De Angelis
Fotografia: Mattia Guolo
Assistente alla fotografia: Elena Benvenuto
Creative Director: Gloria Maria Cappelletti
Art Director: Gloria Bertuzzi
Executive Producer: Rosario Rex Di Salvo
Senior Project Manager: Valentina Curti
Project Coordinator: Benedetta Borioni
Fixer: Cristiano Pedrocco
Junior Art Director: Maria Laura Buoninfante
Manager Matilda De Angelis: Alice Sozzi

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