Tutto quello per cui sono nato

Vi presentiamo Petra Santa, alter ego del fotografo Nicola Carignani che si evolve e si presenta sotto diverse forme fisiche, psichiche e metafisiche.

di Nicola Carignani
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02 marzo 2020, 11:50am

“There is no greater agony than bearing an untold story inside you.”

― Maya Angelou

Il primo passo della mia trasformazione é accaduto mio malgrado. Quando avevo 12 anni ho perso tutti i capelli e i peli del corpo a causa di una patologia chiamata alopecia universale. Superare la vergogna e lo shock é stato un lunghissimo processo. Ci ho messo 30 anni ad accettare completamente il fatto di essere così diverso, ma nel momento in cui l’ho fatto mi sono reso conto che non avrei potuto desiderare un corpo migliore di questo. Il mio corpo senza peli é un punto di partenza perfetto per qualsiasi trasformazione, e io sono da sempre un esploratore di culture, un amante dell’esperimento, un eretico che desidera esplorare tutta l’ampiezza dello spettro dell’identità sociale e sessuale. Ho attraversato ambiti e stili di vita molto diversi, dallo skate al punk rock, dalla club culture a un lungo periodo di profonda ricerca spirituale, dalle comunità tribali alla scena queer.

Questi autoritratti possono sembrare travestimenti ma non lo sono. Questa é una storia autobiografica e rappresenta parti di me realmente vissute.Perché io sono tutte queste cose, e nessuna di esse.

Questo é per me un grandioso atto psicomagico, alla Jodorowsky. È un processo di liberazione e di integrazione di tutte le mie parti, incluse quelle più difficili da condividere.

Atto psicomagico: per mezzo di quello che egli chiama "atto effimero", Jodorowsky propone all'interlocutore un gesto da realizzare, assurdo e teatrale, carico di un dirompente impatto emotivo che lo porterà a vedere e percepire la propria realtà da un punto altro, diverso e nuovo.

Fotografia cultura trasformazione Petra Santa
@petra___santa indossa t-shirt vintage Powell Peralta @spaghettochild. Cappello dall'archivio personale del talent.
Fotografia cultura trasformazione Petra Santa
@petra___santa indossa t-shirt vintage Powell Peralta @spaghettochild, skateboard Vintage Santa Monica Airlines @spaghettochild, Jeans vintage Maison Martin Margiela A/W '00 via @morphine.online, scarpe e cappello dall'archivio personale del modello.

“One must always be prepared for riotous and endless waves of transformation.”

― Elizabeth Gilbert

Io ero un adolescente esplosivo e mio padre un ingegnere, ateo e comunista. Un uomo rigido, dalla logica rigorosa, con una fissazione sui numeri, sulle regole e sul controllo. In casa nostra regnava un’atmosfera seria e repressiva. Per fortuna il vento ribelle della scena skate dei primi anni ‘90 soffiò fino alla provincia in cui stavo crescendo, e mi incoraggiò ad iniziare il mio viaggio. Lo skate è stato la prima cultura a cui ho scelto di appartenere, il primo passo cosciente del mio percorso.

Pochi anni prima avevo perso tutti i capelli e i peli del corpo. Proprio a 12 anni, all’inizio della pubertà, quando i miei compagni di scuola cominciavano a sentirsi uomini, orgogliosi dei loro ciuffi di pelo su petto e gambe, io mi ritrovavo nudo e sotto shock. Lo shock era amplificato dal fatto che a casa tutti si comportavano come se nulla fosse successo, non mi dicevano niente, e della mia situazione se ne parlava soltanto davanti ai dottori, tanti dottori, che non trovarono mai una causa né una cura. Temevo che il silenzio a casa servisse a nascondermi il fatto che avevo qualcosa di grave. Un giorno a scuola, in corridoio, una maestra mi chiese se stavo facendo la chemioterapia. Cos’é la chemioterapia? Mi informai, era un terapia per il cancro. Avevo il cancro?

Fotografia cultura trasformazione Petra Santa
@petra___santa indossa abiti e accessori dall'archivio personale del talent.
Fotografia cultura trasformazione Petra Santa
@petra___santa indossa abiti e accessori dall'archivio personale del talent.

“I never change, I simply become more myself.”

― Joyce Carol Oates

Quando avevo 16 anni, mentre ero occupato a suonare la batteria in un gruppo punk, mio padre si decise a leggere un libro che era rimasto per anni a prendere polvere sul suo scaffale. Alcuni anni prima, quando lavorava in Comune, un gruppetto di monaci vestiti di arancione, con la testa rasata, bussò alla sua porta. Chiedevano il permesso di organizzare in paese una festa religiosa chiamata Ratha Yatra. Mio padre li trattò malamente, ma riuscirono comunque ad omaggiarlo del loro testo sacro, la Bhagavad Gita. Non so cosa lo spinse a prenderlo in mano quel giorno, ma fatto sta che il mio tanto ateo padre si trasformò in tempo record in un fanatico religioso.

Un Hare Krishna! Era decisamente troppo, impossibile da digerire! Nel giro di pochissimo tempo vidi le bistecche di mia madre trasformarsi in seitan e l’albero di Natale perdere la cometa, sostituita da un’immagine di Krishna che suona il flauto in compagnia di una mucca. Mio padre si rasò il capo e iniziò a recitare il suo nuovo mantra ogni giorno, per ore ed ore. Sentirlo bisbigliare quella nenia mi dava pesantemente sui nervi. Non riuscivo a perdonarlo per aver cambiato vita così radicalmente ed essere rimasto lo stesso rigido, saccente, dogmatico sé stesso.

Presto realizzò che, in realtà, quello che mi era successo mi conferiva il look perfetto da monaco Hare Krishna. Forse non ero il figlio affetto da una malattia misteriosa. Forse ero il Prescelto. Quindi iniziò una campagna serrata per convincermi a prendere i voti di castità e diventare un Bhramacharya, un monaco. E quell’idea di una spiritualità ascetica, di rinuncia, per un certo periodo mi affascinò, mi sembrava in qualche modo eroica. Ma la struttura rigida della religione, repressiva, basata sul senso di colpa per una sorta di peccato originale e sulla separazione di spirito e materia non mi convinse mai.

Fotografia cultura trasformazione Petra Santa
@petra___santa indossa gioielli indiani vintage @archilliethnics. Tunica dall'archivio personale del talent.
Fotografia cultura trasformazione Petra Santa
@petra___santa indossa gioielli indiani vintage @archilliethnics. Tunica dall'archivio personale del talent.

“The measure of intelligence is the ability to change.”

― Albert Einstein

Devo ammettere che, al di là dello stile di vita dei suoi devoti, Krishna mi é sempre risultato molto affascinante. Dolce, fiero, elegantissimo e sensuale. Uno dei suoi 108 nomi é proprio “Infinitamente Affascinante.” Krishna nella tradizione induista viene raccontato come il Supremo Goditore, amante del cibo, della bellezza, effeminato, ingioiellato, e non trovate paradossale che i suoi attuali discepoli basino la loro pratica religiosa sulla repressione e l’austerità? Per me Krishna rappresenta una spiritualità integrata con la dimensione fisica, sensuale, totale, coraggiosa e seducente.

Fotografia cultura trasformazione Petra Santa
@petra___santa indossa giacca vintage Comme des Garçons S/S 07 via @morphine.online. Reggiseno dall'archivio personale del talent.
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@petra___santa indossa cintura per strap on in pelle @wovo_store. Giacca e reggiseno dall'archivio personale del talent.

“Do I contradict myself? Very well, then, I contradict myself; I am large - I contain multitudes.”

― Walt Whitman

Il Diavolo, come dice Jodorowsky, é l’altra faccia di Dio. Ed é stato proprio il contatto col Divino a darmi sufficiente luce per esplorare ed includere le tenebre, finalmente senza paura.

Il mio lungo viaggio da ricercatore spirituale ha sviluppato e nutrito la parte di me che ama il silenzio, la rarefazione, il Vuoto, e mi ha permesso di trovare un centro immutabile e neutro da cui tutto può essere osservato e incluso. Ma dentro di me ci sono anche pulsioni eretiche, sovversive, animali, che per molti anni ho giudicato e represso. Quindi ho scelto di eliminare qualsiasi idea su cosa sia spirituale e cosa no e vivere una vita in cui, appunto, tutto può essere osservato e incluso.

Per questo mi ha ispirato Le Diable dei tarocchi di Marsiglia, che non ha paura di niente, che non conosce vergogna, che guarda nell’abisso con gli occhi spalancati. E’ l’incontro completo di maschile e femminile. Mostrando le tette, il pene e la lingua, la sua catarsi é completa. Non c’è più spazio per l’ipocrisia.

Fotografia cultura trasformazione Petra Santa
@petra___santa indossa t-shirt e accessori dall'archivio personale del talent.
Fotografia cultura trasformazione Petra Santa
@petra___santa indossa giacca vintage in pelle Claude Montana via @morphine.online. T-shirt e accessori dall'archivio personale del talent.

"Once you’ve ruined your reputation, you can live quite freely."

― Anonymous

Sentivo che c’era una donna dentro di me che voleva essere riconosciuta, voleva uscire a tutti i costi. Portava con sé un’ondata di vitalità, di sensualità e di divertimento sovversivo. Una donna priva di ogni traccia di vergogna e di pudore, determinata a vivere tutto quello che avevo sempre desiderato, ma non avevo mai avuto il coraggio di vivere. Una donna punk. Sembrava davvero che scalciasse, da dentro, con i tacchi a spillo. E voleva un nome. L’abbiamo trovato guardando un cartello stradale che indicava il mio paese nativo, Pietrasanta. E il nome era già lì. Petra Santa. Sì, Perchè Petra era lì fin dall’inizio. E si presenta con quella cresta di capelli rosa che avrei tanto desiderato da ragazzino, nel periodo punk.

Fotografia cultura trasformazione Petra Santa
@petra___santa indossa top dall'archivio personale del talent.
Fotografia cultura trasformazione Petra Santa
@petra___santa indossa scarpe vintage Vivienne Westwood décolleté superlevated A/W 93 via @morphine.online. Top, corsetto e accessori dall'archivio personale del talent.

“A certain darkness is needed to see the stars.”

― Osho

E ho scoperto che vestirmi così mi fa sentire sexy. Mi fa sentire potente, eccitata, vogliosa. E pensare che mio padre voleva che facessi il monaco!

Se state pensando che questa storia coincida con la mia scoperta di essere gay vi sbagliate, io non mi riconosco in nessuna definizione e in nessun genere. Mi sto semplicemente permettendo di sentirmi totalmente maschio, totalmente femmina, e tutto quello che c’é nel mezzo, a seconda del caso e della situazione. Mi permetto di uscire dalle normative di genere e dal ruolo di maschio, che così spesso ho sentito limitare la mia creatività, la mia fantasia e il mio divertimento.

Sapete che alla sigla LGBT hanno prima aggiunto una Q per Queer, e poi un +... Ecco, io mi sento come quel +! Perchè ognuna di quelle lettere porta con sé un’identificazione e quindi un confine, un’appartenenza a una categoria seppur piccola. Il +, invece, è l’unico che secondo me rende giustizia alla vastità dello spettro dell’esperienza umana, lasciando spazio ad infinite possibilità.

petra santa nicola carignani alter ego
@petra___santa indossa abito @davidegrillo_official, cintura in vinile @wovo_store. Stivali dall'archivio personale del talent.
Fotografia cultura trasformazione Petra Santa
@petra___santa indossa abito @davidegrillo_official.

“And your very flesh shall be a great poem.”

― Walt Whitman

Sul pianeta da dove sono arrivata l’elemento terra non esiste, la materia è soltanto liquida o gassosa. Al centro del pianeta il liquido é molto denso, e avvicinandosi alla superficie diventa sempre più fluido. Anche i nostri corpi sono liquidi, ed amiamo attraversarci. Attraversare un corpo è un’esperienza estremamente intima e sensuale, e in quel momento di incontro sublime conosciamo tutto l’uno dell’altro. Poi continuiamo ognuno sulla sua strada, pienamente consapevoli che resteremo sempre collegati attraverso il centro del pianeta. Sul mio pianeta ci sentiamo sempre al sicuro. La sensazione di pericolo semplicemente non esiste. Quando sono stato scelto per questa missione sulla Terra, infatti, non ne volevo sapere di venire. Questo pianeta é davvero spaventoso, così pieno di rocce e cose dure, appuntite, taglienti. Pieno di persone con una tale carica di aggressività e rabbia. È per quello che scegliamo sempre di atterrare nel deserto, perché é più rassicurante.

Ma la cosa che mi risulta più aliena di questo pianeta é il fatto che le persone restino identificate con ruoli e generi definiti. Sul mio pianeta la fluidità é letterale, strutturale, e la principale motivazione della vita é proprio quella di sperimentare, conoscere ed esplorare tutte le possibilità della nostra dimensione fisica e mentale. Il principio maschile e quello femminile si incontrano dentro ognuno di noi, e a partire da questa sintesi ci relazioniamo fluidamente, a seconda del momento e dell’incontro. In qualche modo è quello che cerco di fare anche qua, usando questo corpo solido per sperimentare diverse identità. Monaco, punk, skater, drag queen, uomo, donna. E nonostante le difficoltà sono grato di aver conosciuto il tesoro più prezioso di questo pianeta, l’umanità. Quel tipo di amore che supera ogni logica, quella possibilità di perdonare ed amare i propri umani errori. L’amicizia. Forse voi date queste cose per scontate, ma sappiate che non c’é niente di simile nell’Universo.


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Crediti

Direttore Creativo Nicola Carignani
Talent Petra Santa
Styling Tommaso Vaiani
Trucco Luciano Chiarello
Capelli Domenico Papa
Team Fotografico Alessandro Biasotto Fernando J Avila
Retouch Chiara Tubia
Location @daylightstudio.it
Attrezzatura fotografica @django_management
Un ringraziamento speciale a Gloria Maria Cappelletti, Gloria Bertuzzi, Davide Gallizio, Silvia Carollo, Giselle Bridger, Martina Iotti, @morphine.online, @ditataghmaoui, Frida Affer, Federico Freda

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