Fotografia di sinistra di: Teresa Ciocia e fotografia di destra di: Eleonora D'Angelo

One-Size, ecosostenibile e dai tagli couture: scopri il brand emergente Apnoea

Non solo un brand, ma uno spazio creativo e di espressione, un terreno fertile per coltivare collaborazioni e sperimentazioni.

di Giorgia Imbrenda
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13 novembre 2020, 11:59am

Fotografia di sinistra di: Teresa Ciocia e fotografia di destra di: Eleonora D'Angelo

Rebel Label è la rubrica di i-D che incontra, intervista e qualche volta fotografa i brand emergenti (e non) in Italia. Oggi è il turno di Apnoea, brand d’abbigliamento fondato da una giovane coppia che ha deciso, attraverso la moda, di unire mondi apparentemente non comunicanti.

Con le loro creazioni ibridano vecchio e nuovo e superano questa visione dualistica attraverso il riutilizzo di materiali di scarto e la loro reinvenzione, in una vera e propria operazione di up-cycling. Per esempio, uno dei loro ultimi esperimenti è stato quello di prendere elementi contemporanei del trekking e dello sportswear per conferirgli un’estetica classica e romantica.

Incuriosite dalla loro visione, abbiamo deciso di intervistarli, per farci raccontare le loro esperienze e le loro posizioni su quello che sta accadendo del mondo della moda.

Raccontatemi di voi: chi siete, quali sono i vostri background?
Siamo Pina ed Enzo, e lavoriamo come designer nella moda da parecchi anni. Ci siamo laureati entrambi in Fashion Design alla Università Vanvitelli di Napoli, ma ci siamo conosciuti dopo, durante la nostra prima esperienza lavorativa. Poi le nostre strade si sono separate fino al 2017, quando abbiamo dato vita al progetto Apnoea, nel quale abbiamo fatto confluire i nostri diversi background: womenswear, luxury e ricerca (di Pina);  menswear, streetwear e graphic design (di Enzo).

Come definireste in tre parole il vostro brand?
Artigianale, ibrido, contemporaneo.

Rebel Label intervista Apnoea giovani designer

Come si sviluppa il vostro processo creativo e produttivo?
Partiamo da uno scenario da esplorare in termini estetici, tra film, libri, luoghi, internet, dove ricerchiamo immagini, riferimenti, linguaggi; queste suggestioni spesso diventano vere e proprie ossessioni. Una ricerca ostinata e continua. Il tutto si traduce in forme, volumi o lavorazioni, a cui poi attribuiamo i tessuti.

Il processo non è sempre lineare, spesso parte da un disegno, ma altre volte no, come nel caso dell’ultima collezione, che è nata da un’operazione di up-cycling: abbiamo preso alcuni capi delle nostre prime collezioni per smontarli e ri-assemblarli con pezzi ed elementi delle ultime. Il risultato è qualcosa di completamente nuovo, ma ricco di echi e rimandi della nostra storia.

Qual è la vostra creazione a cui siete più legati? E perché?
Forse il trench della nostra ultima collezione Acquamorta. Sintetizza tutti i nostri codici: il plissè, le coulisse, la gabardina beige, che utilizziamo spesso. È una sorta di miscellanea delle nostre collezioni. Inoltre, per questa serie di capi abbiamo deciso di trasformare in motivo estetico le rifiniture interne, che rappresentano la qualità della confezione e del valore aggiunto di un prodotto Made In Italy.

Rebel Label intervista Apnoea giovani designer
Fotografia di Teresa Ciocia, stylist Damiano Riccio, Grooming Federica di Dato

Parlando invece dei materiali che utilizzate, come si sviluppa la ricerca?
Tendiamo a scegliere materiali di origine naturale e sempre italiani al 100%. Abbiamo una predilezione per i cotoni tecnici, le popeline e le tele. Ci piace giocare con il dualismo di materiali classici, tipo velluti, pied de poule o silk satin, reinterpretandoli con forme innovative, quasi dissacranti. Allo stesso tempo, utilizziamo anche tessuti e accessori tecnici e moderni, come mesh, spalmati e accoppiati.

Come è evidente, ci piace sperimentare! Ad esempio, nelle nostre ultime collezioni abbiamo usato delle stringhe da trekking e altri elementi sportswear, trattandoli con una tecnica classica e generalmente associata a un’estetica romantica. Il risultato è un contrasto paradossale, una sorta di “armatura” con una texture estremamente intricata data dai nodi e dalla fantasia della stringa.

Perché la sostenibilità è importante e in che modo si può ridurre l'impatto ambientale di un brand?
La sostenibilità è una pratica che dovrebbe diventare la base, e non un’opzione, sia per i giovani brand che per i grandi produttori. Nel nostro piccolo, oltre ad adottare una politica “no waste”, lavorando con gli avanzi di magazzino e i capi di archivio, disegniamo abiti “one-size”, dove le coulisse non sono meramente estetiche ma anche funzionali, e possono essere regolate in base alla forma di ogni corpo, evitando la produzione diversificata in taglie che produce più invenduti. Inoltre, abbiamo deciso di non legare le nostre collezioni alle stagioni stilistiche: hanno dei titoli veri e propri che raccontano delle storie, e non possono essere mai considerate “fuori moda”.

Rebel Label intervista Apnoea giovani designer
Fotografia di Giuseppe Attanasio

Come avete sviluppato la comunicazione del vostro brand?
Il nostro percorso è iniziato con una particolare attenzione al prodotto, perché è anche quello di cui ci occupiamo nel quotidiano. Ci siamo da sempre occupati da soli della nostra comunicazione, ma è chiaro che è un ambito estremamente importante e necessita figure professionali che lo sappiano elaborare al meglio.

Credete che i social media, soprattutto Instagram, siano indispensabili per permettere a un brand emergente di farsi conoscere?
Assolutamente sì. Internet ha abbattuto tutte le barriere fisiche e colmato le distanze. I social sono stati fondamentali per entrare in contatto con persone fuori dalla nostra rete di conoscenze. Instagram, in particolare, è una vetrina, un raccoglitore di immagini, una fonte di ricerca e soprattutto un veicolo per portare il nostro progetto in ogni parte del mondo.

Rebel Label intervista Apnoea giovani designer
Fotografia di Eleonora D'Angelo, Stylist Francesco Tizzano, Grooming Anastasia coppola

Se doveste scegliere tre designer con cui andare a cena stasera, chi sarebbero? E in quale ristorante li portereste?
Raf Simons, Rei Kawakubo e Virgil Abloh. Li porteremmo a mangiare una pizza nel centro storico di Napoli, ovviamente!

Cosa c'è nel futuro del vostro brand?
Apnoea è uno spazio creativo e di espressione, un terreno fertile per coltivare collaborazioni con designer e artisti di vario genere. Per la nostra ultima collezione, Acquamorta, abbiamo collaborato per la prima volta con una designer di accessori, Caterina Cavaliere, che ha realizzato una speciale calzatura interamente artigianale presso un antico calzolaio toscano.

Rebel Label intervista Apnoea giovani designer
Fotografia di Teresa Ciocia, stylist Damiano Riccio, Grooming Federica di Dato

Crediti

Testo di Giorgia Imbrenda
Tutte le immagini su gentile concessione di Apnoea

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