Bologna è ancora punk: un crudo ritratto dell'eterna adolescente d'Italia

Dietro al progetto c'è Marameo, uno street artist e filmmaker tanto misterioso quanto la sua città.

di Benedetta Pini
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25 giugno 2020, 4:00am

Marameo

Bologna è come un'eterna adolescente affetta dalla sindrome di Peter Pan. Non ne ha mezza di crescere, diventare adulta e assumersi le sue responsabilità. È la città dei fuori corso al DAMS, delle canne lasciate a metà in casa da Paz e delle balotte in piazza Verdi, con la Peroni in una mano e la chitarra nell'altra. Ma è anche la città dei graffiti, dei Sangue Misto, di Neffa e della scena rap più incazzata dell'Italia anni '90. Grazie alle sue caratteristiche, Bologna continua ad attirare flotte di studenti di materie umanistiche e artistiche, pronti a combattere a colpi di scritte sui muri, saggi filosofici e teorie femministe intersezionali il turbocapitalismo e l'avanzata della globalizzazione.

Questa è la Bologna che alcuni vivono ancora e che altri rimpiangono, convinti che quella di ora sia solo una copia sbiadita di quello che è stato. Può anche essere, ma poco importa, perché non c'è niente di male nel cambiare e nell'evolversi, purché coscienti del passato e lucidamente critici verso il presente. Ed è proprio questa la prospettiva di Marameo, lo street artist dietro al cotrometraggio che mostra il lato meno conosciuto di Bologna: quello notturno.

Ma ancora meno conosciuto è Marameo stesso. Con lui ci siamo scambiati qualche mail, senza sapere quale sia il suo nome vero, né tanto meno come sia fatto il suo volto. Sappiamo solo che è nato e cresciuto a Bologna, che viene dal mondo dei graffiti, che poi ha scoperto il filmmaking--qui trovate il suo canale Vimeo--e che nel frattempo ha sempre scattato foto in giro. Ama Bologna, sia di giorno che di notte, ma se quella dall'alba al tramonto la conosciamo tutti, quella di notte è lui a svelarcela, nella versione più punk.

Di tutto questo parla in primis il suo video, che trovate qui sotto, ma non ci bastava, e così gli abbiamo fatto anche qualche domanda.

Ciao Marameo, chi sei, cosa fai?
"Everyone else gives you titles. I recommend you don't give yourself one,” ha detto Nick Cave in un'intervista rilasciata al Denver Art Museum. Ecco, sono d'accordo con lui. Chi sono viene determinato da ciò che faccio. Io filmo, fotografo, registro, dipingo e molto altro; metto assieme i pezzi, orchestro e creo un prodotto finale. Il lavoro, una volta finito, lo lascio libero di farsi strada nel mondo. A quel punto è una prerogativa del pubblico definire l'opera e, di conseguenza, chi l'ha creata.

Documentario della nightlife di Bologna - Marameo

Qual è il tuo background artistico? Come sei arrivato al filmmaking?
Tutto è iniziato con i graffiti. Eravamo io e un mio amico, avevamo 14 anni, era estate, faceva un caldo rovente e Bologna era deserta. Forse non avevamo di meglio da fare, così cominciammo a passare le notti in giro a dipingere. Fu tutto una rivelazione, le persone, i luoghi e le storie che prendevano forma: ogni notte era una scoperta urbana, entravamo un mondo parallelo rispetto quello diurno che conoscevamo. Mi resi conto che volevo documentarlo, non era sufficiente vivere quelle realtà, volevo metabolizzarle ed esprimerle. Fu così che intrapresi la strada del filmmaking. Ma non lo sento come un punto arrivo, perché i linguaggi che utilizzo coesistono simultaneamente. Parto da un linguaggio per arrivare a un altro, a volte viceversa.

Documentario della nightlife di Bologna - Marameo

Com’è nata l’idea del cortometraggio e come si è poi sviluppata nella sua forma definitiva?L’idea embrionale era quella di girare un documentario sulla scena writing di Bologna. Ero parte io stesso di quel mondo, avevo un accesso diretto a suoi personaggi e alle sue situazioni, e soprattutto ne ero innamorato. In fase di scrittura, però, capii che i graffitari erano solo uno degli aspetti di un mondo più sfaccettato, ovvero l'ecosistema sociale che si manifestava a Bologna sotto il velo della notte. La sceneggiatura finale corrispondeva a un’aspettativa di cosa avrei incontrato una volta uscito a filmare, costruito sulla base di esperienze vissute in precedenza che si sarebbero potute ripetere uguali o evolvere in forme inaspettate. In fase di ripresa, lo script si è dimostrato affidabile, anche se si sono innestate situazioni del tutto nuove; nei graffiti si direbbe freestyling.

Documentario della nightlife di Bologna - Marameo

Quali sono i tuoi modelli di riferimento?
I miei modelli di riferimento affiorano dalla memoria a seconda dell'idea che ho in mente, molte volte sono subconsci. Nella fase creativa iniziale del cortometraggio, quando verteva ancora sui writer, mi tornavano in mente immagini de La Jetée di Chris Marker. Più avanti, durante lo sviluppo, i miei modelli di riferimento hanno subito una virata. Avevo in mente Terra Di Mezzo di Matteo Garrone, in cui i personaggi recitano se stessi, nei propri habitat urbani della periferia romana, tra finzione e documentario; e anche Sacro Gra di Gianfranco Rosi, in cui i suoi personaggi sono elevati a uno stato sospeso, quasi surreale, anche se ugualmente inseriti all'interno del proprio contesto urbano quotidiano.

Documentario della nightlife di Bologna - Marameo
Marco Foltran

Uno degli aspetti più affascinanti del corto è la scelta delle location, come l’hai gestita?
Ogni angolo del centro storico di Bologna è una potenziale location, quindi è difficile sbagliare. Mentre scrivevo, immaginavo i personaggi nei loro contesti, quando le opzioni erano multiple dovevo escludere alcuni setting; mentre quando la location era una sola allora mi prefiguravo le possibili inquadrature e sceglievo la migliore. Sono tutti luoghi che conosco molto bene, che ho vissuto per anni, e sapevo cosa le rendesse peculiari.

Documentario della nightlife di Bologna - Marameo
Marco Foltran

Cosa succede a Bologna di notte, mentre tutti dormono?
Non sono sicuro di poterlo esprimere a parole, spero che il mio film riesca a farlo meglio di me. C'è un’atmosfera rarefatta e suggestiva, onirica, che solo in audiovideo ho potuto raccontare. Posso dirvi che ciò che succede è speciale, in strada accade molto. Nel centro storico, dove le strade sono strette e tutto è compatto, ogni angolo che giri ti catapulta in un nuova realtà. Parti da A per arrivare a C e termini arrivando a Y passando per Z. Dal mio punto di vista, è come una Mirabilandia medievale.

Documentario della nightlife di Bologna - Marameo

Se venissimo a trascorrere una serata con te a Bologna, dove ci porteresti? Cosa faremmo?
Per avere un vero insight servirebbero alcune notti. Se fosse una sola, ci muoveremmo in Vespa o in bicicletta, poi a piedi, e poi in Vespa di nuovo. Vi farei ammirare Bologna da San Luca sui colli, ci sposteremmo alle fabbriche abbandonate di via Stalingrado, passando per una tappa all'Osteria Del Sole. Vi farei ascoltare l'"eco del silenzio" sotto il portico del Baraccano e continueremmo sui binari che attraversano la città, terminando a Sabor Latino.

Documentario della nightlife di Bologna - Marameo

Ogni città ha le sue nicchie, legate solitamente a un certo quartiere e una certa tipologia di nightlife, com’è Bologna sotto questo aspetto?
La città cambia di quartiere in quartiere, anche se piccola. Se vivi in zona Mascarella o se vivi in zona San Mamolo, vivi due Bologne diverse. Con il tempo, scopri le nicchie degli altri quartieri, ma conoscere tutto è difficile. Bologna è ricchissima di microcosmi nascosti che io stesso ancora so di non conoscere. Spetta a ciascuno cercarli e trovarli out there.

Documentario della nightlife di Bologna - Marameo

Definiresti Bologna “punk”?
Rispetto il resto d’Italia Bologna può definirsi punk, ma non lo è in senso assoluto. Forse lo era di più qualche decennio fa, la globalizzazione rema nella direzione opposta, ma non lo considero un fenomeno negativo. Bisogna sapersi destreggiare e adattare ai tempi e ai costumi che cambiano, nel rispetto delle proprie radici ma senza attaccarsi a retaggi passati che rischiano di apparire oggi utopistici. A rendere Bologna ancora punk è l'alto livello di libertà d’espressione che garantisce, puoi sperimentare molto e metterti in gioco con le tue idee; ci sarà sempre una reazione. Mi sento limitato quando Bologna mostra il suo lato provinciale, chiuso alle novità e alle proposte più ambiziose rispetto media; in questo senso Milano è più evoluta. A Bologna manca melting pot, ma col tempo e le nuove generazioni ci arriveranno.

Documentario della nightlife di Bologna - Marameo

Bologna diurna e Bologna notturna, che cosa cambia?
Cambiano le persone che la abitano e la loro attitudine. Di conseguenza cambia la città.

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Documentario della nightlife di Bologna - Marameo

Ora a cosa stai lavorando?
Ho in programma una serie di interventi artistici per riqualificare il valore urbano e architettonico di Bologna. Contemporaneamente, sono alle prese a un documentario su un giovane italiano che ha appena iniziato una nuova vita a Londra, intitolato London London Squiddy. C’è ancora tanto lavoro da fare e probabilmente dovrò viaggiare ancora, ma non bisogna avere fretta, ciò che conta è il risultato.

Documentario della nightlife di Bologna - Marameo

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Crediti

Testo di Benedetta Pini
Fotografie e video di Marameo e Marco Foltran

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