16 album incredibili usciti nel 2020 che potresti esserti perso

Ok, il 2020 non è stato un anno meraviglioso, ma ci ha quantomeno regalato dell'ottima musica.

di Douglas Greenwood
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13 luglio 2020, 4:00am

Considerando il fatto che a metà marzo praticamente tutto il sistema dell'intrattenimento si è arenato, l'ultima cosa che ci saremmo aspettati era l'uscita di così tanti album pazzeschi. Mentre alcuni artisti hanno messo in pausa i loro calendari, in attesa che il picco della pandemia globale passasse, alcuni sono invece andati totalmente in overdrive. Dua Lipa ci ha regalato Future Nostalgia (e facendolo, la vita) una settimana in anticipo. Troye Sivan è balzato fuori per rilasciare una hit pop apocalittica, per poi tornare a immergersi nel proprio lavoro.

Questo avvenimento ha cambiato radicalmente le cose, e in un certo senso ora l'industria musicale si trova divisa tra un pre e un post pandemia. Se da una parte ci sono artisti che hanno segnato il periodo precedente a quella che percepiamo come la fine del mondo, per poi farsi da parte, dall'altra alcuni progetti sono stati rilasciati proprio nel bel mezzo di un contesto in cui toccarsi, ballare con gli amici e andare ai concerti non è assolutamente possibile. È una sensazione dolceamara: la musica ci ha aiutati profondamente ad attraversare questo momento, ma allo stesso tempo non abbiamo potuto godercela appieno come eravamo abituati a fare. Ma tutto tornerà come prima, quando tutto questo sarà finito; arriverà il momento in cui i club e le sale concerti riapriranno e potremo finalmente ricordarci come ci si sente a non avere paura del corpo sudato di chi ci sta affianco.

Così abbiamo pensato di selezionare il meglio di ciò che è stato prodotto negli scorsi mesi e che potresti esserti perso. Noi li consideriamo essenziali.

Georgia – Seeking Thrills

All'inizio del 2019 la maga del pop londinese Georgia ha pubblicato una canzone pregna in egual misura di malinconia ed euforia: About Work The Dancefloor. Nove mesi dopo quel magnifico album da cui era stato estrapolato il singolo, Seeking Thrills, è finalmente uscito. In un momento in cui il pop britannico sembrava essersi perso nel panorama musicale globale, ecco un lavoro che sottolinea tutto ciò che di meglio può offrire, se fatto nel modo giusto. Inventivo, carico, geniale.

070 Shake – Modus Vivendi

“BUON VIAGGIO, LADIES AND GENTS, E FATEMI SAPERE POI COM'È STATO” ha dichiarato la rapper 070 Shake, rivolgendosi direttamente al pubblico, quando è uscito il suo album di debutto a gennaio. E che viaggio che è stato! Dopo essersi fatta un nome con una feature nel controverso e conciso ye di Kanye, qui 070 -- il suo vero nome Dani -- si è distaccata dalle tradizioni dell'hip-hop per creare un mondo proprio: cinematico, profondo e multiforme.

J Hus – Big Conspiracy

Etichettato come un “caposaldo della carriera di J Hus” dai critici e vantando tra i suoi collaboratori davvero chiunque, da Burna Boy fino alla cover star di i-D Koffee, questa analisi di J Hus sulla cultura nera inglese è arrivata al primo posto nelle classifiche britanniche a gennaio. E per chi non ha ancora avuto il piacere di esplorare il talento di questo artista, possiamo affermare che Big Conspiracy è il modo perfetto per iniziare a conoscerlo.

Ryan Beatty – Dreaming of David

L'album di debutto di Ryan Beatty è stato un esempio perfetto di cosa voglia dire riposizionarsi: il ragazzino, assorbito dalla pop machine in stile Bieber, si è distaccato da quel mondo per creare un album liberatorio, originale e radicato nella queerness. Ancora adesso, Dreaming of David sembra l'ascesa perfetta per il membro dei Brockhampton basato in California: è sensibile e completo; una monumentale e robusta opera d'arte.

Grimes – Miss Anthropocene

Di questi tempi, la narrazione legata a Grimes verte sul fatto che il mondo ruoti totalmente intorno alla sua personalità, piuttosto che sul lavoro che produce. Un peccato, considerato che Miss Anthropocene, un album pop elettronico, frenetico e imponente, è uno dei suoi migliori. Lasciando stare i media, questo suo lavoro conferma che ciò che arriverà dopo sarà ancora più imprevedibile e impressionante.

Christine and the Queens – La Vita Nuova

Nessuno tratta la tristezza e l'energia carnale così intensamente come Christine and the Queens. La Vita Nuova è una meraviglioso album trilingue di sei tracce, un'esplorazione del sesso, dell'amore, e di tutto ciò che sta nel mezzo. La cantante francese si è unita con Caroline Polachek per la traccia principale, si strugge in People I’ve been sad e parla di una distanza figurativa in Mountains (we met). Questa opera brilla sotto ogni punto di luce.

Conan Gray – Kid Krow

Conan Gray ha finalmente concluso e pubblicato il suo album di debutto lo scorso marzo: Kid Krow è una collezione di canzoni pop scritte da un ragazzo totalmente immerso nei suoi sentimenti, e che è fiero di esserlo. Maniac è la canzone che dedichi a chi ti parla alle spalle e che non riesce a smettere di pensarti. Mentre Heather è per tutti quelli che sono innamorati di qualcuno "fuori dalla loro portata". Gli uomini nella musica hanno raramente il coraggio di produrre musica simile. Nel 2020, Conan Gray è una meravigliosa eccezione.

Yves Tumor – Heaven to a Tortured Mind

La disturbante interpretazione musicale di Yves Tumor continua a essere sempre più affascinante e geniale nel suo ultimo album, che ha seguito i passi del precedente e acclamato dalla critica Safe in the Hands of Love (2018). Nel giro di 12 tracce, si slitta dal punk rock fino allo shoegaze, al funk e a un soul distorto. Coscientemente impavida e coraggiosa, questa regale musica multi-genere confonderà tante persone quante ne ammalierà. Yves Tumor si conferma un genio.

Laura Marling – Song For Our Daughter

Tra i pochi album che sono stati rilasciati durante la pandemia, quello di Laura Marling ha confermato la posizione dell'artista all'interno della musica folk britannica. Con una scrittura magistrale, l'album ritrae Marling mentre parla del futuro a un figlio che non ha ancora avuto; un futuro imprevedibile e spaventoso. Dolce, calmo e prodotto puntualmente, questo è il miglior album che Laura Marling abbia prodotto nell'ultima decade.

Rina Sawayama – Sawayama

Cos'abbiamo fatto per meritarci Rina Sawayama? Dall'istante in cui abbiamo ascoltato il suo primo EP, è diventata una delle preferite di i-D. Ma si può dire che abbia raggiunto la completezza artistica col suo nuovo disco del 2020, Sawayama: un omaggio al vecchio pop con suoni distorti e un tuffo nel suo ancora inesplorato futuro. Analizzando tutto, dalle sue origini giapponesi alla mascolinità tossica, Rina oscilla tra il bubblegum in stile Britney e lo screamo, dimostrando che le sue conoscenze del mondo pop sono abbastanza solide per rivoluzionarlo, e che l'industria ha un disperato bisogno della sua presenza.

Perfume Genius – Set My Heart On Fire Immediately

Ricordi quando si poteva essere innamorati veramente? Sentire il desiderio straziante di stare vicino a qualcuno, oppure di piangere sulla spalla di un amico per il cuore infranto? Sembra mille anni fa. Ad ogni modo, Perfume Genius è un maestro nell'articolare le sfumature dei corpi queer e delle relazioni, e Set My Heart On Fire Immediately è tanto geniale e violento quanto suggerisce il nome.

Carly Rae Jepsen – Dedicated: Side B

Cosa c'è di meglio di un album di Carly Rae Jepsen? Beh, come ci suggerisce la storia, il lato B dei suoi album! La pop star, famosa per la sua attitudine spettacolare e avere una fanbase prevalentemente gay, ha dato alla luce un intero album nuovo con sole 24 ore di preavviso, e contiene alcune delle canzoni più belle che abbia mai scritto.

Chloe x Halle – Ungodly Hour

Chloe e Halle Bailey sono maestre dell'entertainment. Cantano e recitano da quando sono piccole, ma il loro momento di rinascita è arrivato con Ungodly Hour: un album raggiante che racconta le donne che sono diventate. Con come produttrice esecutiva Beyoncé (sì, Beyoncé!!), questa appassionata, armoniosa collezione di riferimenti R&B è uno degli album meglio fatti che ascolterete nel 2020. Ignorarlo sarebbe un peccato mortale.

Phoebe Bridgers – Punisher

In tutte le nostre vite esistono delle questioni minime di cui ci ossessioniamo, ancora e ancora, facendole diventare enormi, finché poi ci accorgiamo che il mondo attorno a noi sta andando in frantumi, a prescindere da quei dettagli su cui ci concentriamo. Questo, afferma Phoebe Bridgers, è il filo rosso di Punisher, il suo secondo album e opera d'arte emotiva. Enorme e personale, elusivo ed onesto, è un lavoro dalle mille contraddizioni, e attesta il fatto che Phoebe Bridgers è una delle migliori scrittrici in circolazione, l'unica che riesce a catturare che cosa significhi davvero esistere nella nostra contemporaneità. Se l'apocalisse si avvicina, allora abbiamo la soundtrack perfetta.

Arca – KiCk i

Se l'album omonimo del 2017 ha permesso ad Arca di affermarsi nel panorama musicale, offrendo un'esplorazione inquietante dei suoi suoni e dei suoi limiti, KiCk i esprime invece la parte più celebrativa e festaiola dell'artista. Per la prima volta, vediamo la produttrice venezuelana esplorare la propria fluidità, e il bagaglio della sua esistenza queer trasformarsi in qualcosa di bello e divertente. Il talento di Arca non ha limiti, e KiCk i lo dimostra.

Jessie Ware – What’s Your Pleasure?

Prima di questo album, Jessie Ware ha vissuto in una carriera in continuo mutamento, accogliendo influenze dagli artisti più giusti, da alcuni meno giusti, fino a raggiungere una musica piacevole. Ma, in fondo, sapeva che quella non era la sua strada, e dimenticandosi di tutte le regole ha dato forma a un album dance-house. Come una reliquia presa da una scatola di dischi degli anni '70, questa collezione di canzoni scintillanti e sexy è stata co-scritta e prodotta proprio tutti, da Kindness, Joseph Mount (lui ha prodotto e scritto per Honey, btw) fino a Clarence Coffee Jr. Se il 2020 è stato l'anno in cui la musica pop ha guardato verso al proprio passato, rispolverando l'era della musica club che al suo tempo non aveva raggiunto il successo che si meritava, considerate What’s Your Pleasure? la ciliegina sulla torta.

Questo articolo è apparso originariamente su i-D UK.

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