Mowalola è l'astro nascente più promettente della moda internazionale

Fa collezioni incredibili da anni, ma solo nelle ultime settimane sta ricevendo la notorietà che merita.

di Mahoro Seward
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14 luglio 2020, 10:06am

Questo articolo è originariamente apparso nel numero di i-D The Faith In Chaos Issue 360, dell'estate 2020. Ordina qui la tua copia.

L'ultima volta che abbiamo parlato con Mowalola Ogunlesi è stato intorno all'inizio di marzo. Era appena prima dell'uscita di Silent Madness, il macabro e hyper-glam cortometraggio a cui la designer ha lavorato insieme a Jordan Hemingway e Yves Tumor. Quando le abbiamo chiesto di raccontarci il tema centrale del film, la sua risposta è stata una domanda molto semplice: “Come sarai, quando il mondo finirà?” Tre mesi dopo, ci siamo trovati in un momento in cui sembrava che le premonizioni del video si fossero avverate. “Ma la fine del mondo c'è stata molto prima del lockdown! Questo è già il nuovo mondo,” afferma la designer di stanza a Londra, con una risatina ironica. “A essere onesta, pensavo sarebbe stato molto più drammatico. Pensavo ci sarebbe stato più caos, alla fine sembra tutto così austero, pacato, noioso.”

La sua fissazione con la fine dell'umanità, comunque, non è il prodotto di una qualche ossessione nichilista nei confronti della morte. Per lei, il fatto che una generazione abbia l'opportunità di costruire un nuovo mondo dalle ceneri di quello precedente è sempre stato una fonte di ispirazione. Allo stesso modo, il "caos" di cui parla non è sinonimo di una violenza sconsiderata. È piuttosto una spinta alla destabilizzazione, a mettere alla prova e smantellare i dettati pudici e restrittivi che ci vorrebbero dire come i nostri corpi dovrebbero essere e come dovrebbero comportarsi; è un "vaffanc**lo" libertino alle rotte prestabilite che ci vengono impartite, e che dovremmo seguire a tutti i costi.

L'industria della moda è tradizionalmente molto legata a questi pattern, popolata da aspettative e dogmi malsani, sopratutto quando si tratta della presentazione dei lavori di chi fa parte dell'industria. La pausa obbligatoria, dettata dalla pandemia da coronavirus, si è dimostrato un toccasana insperato per Mowalola, che le ha permesso di ridefinire il proprio rapporto con il mondo della moda e di individuare i propri dogmi e le proprie regole, invece di limitarsi a giocare con quelle prestabilite dal sistema. “In sostanza, ho deciso di smettere di fare tutto quello che stavo facendo prima della quarantena,” afferma. “Non ho più sentito il bisogno di fare una sfilata e nemmeno di progettarne una, quindi ora sto cercando dei modi diversi per esplorare la moda, oltre lo spazio della passerella.”

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L'ultima volta che il suo lavoro è apparso in pubblico è stato in occasione di Coming For Blood, un'ode a quella sensazione confusa che proviamo quando ci innamoriamo, mostrato durante la presentazione di Fashion East Uomo PE20 lo scorso giugno. È stata proprio quella collezione ad averci regalato l'abito bianco in pelle, quello che Naomi Campbell ha indossato per il suo gala Fashion for Relief, con la stampa a trompe l’œil di una ferita da arma da fuoco, con rivoli di sangue scarlatto che colano. Da quel momento in poi, Mowalola non ha più perso tempo. Alla fine del 2019 ha organizzato una mostra personale alla NOW Gallery di Greenwich, e il video sopracitato è arrivato subito dopo la chiusura della mostra. Anche se la sua collezione PE21 era già inserita nei calendari della Settimana della Moda londinese, la cancellazione dell'evento fisico l'ha portata a chiedersi per chi esattamente stesse creando la propria collezione. “Fare la sfilata a giugno sarebbe stato fantastico, ma era davvero necessario farlo per me?” si chiede. “O l'avrei fatto solamente perché è un rito di passaggio all'interno dell'industria, di cui a me interessa relativamente poco?”

“Voglio spostarmi in un settore che sia propositivo rispetto alla direzione in cui si sta muovendo il mondo, e fare quello che voglio, piuttosto che fare quello che gli altri si aspettano che faccia,” continua. “Quando penso al mio lavoro all'interno dell'industria della moda, mi accorgo che stavo seguendo una rotta che non avrei mai dovuto prendere.”

Forse la decisione più drastica che ha preso è stata quella di distanziarsi totalmente dal design della moda – almeno per ora. “Non posso fare nulla in questo momento. Sono in un periodo di stallo, guardo tantissimi film,” ride, "sopratutto anime, Angeli Perduti di Wong Kar Wai, di cui è rimasta particolarmente affascinata, e alcuni episodi di The Real Housewives di Atlanta." Ha anche iniziato a giocare di nuovo alla PS4, dopo quasi sette anni. “Quando progetto, ho bisogno di entrare in un mondo completamente diverso da quello in cui mi trovo.”

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È una presa di posizione molto coraggiosa all'interno di un'industria in cui il tempo è considerato il bene di lusso più prezioso, raramente utilizzato per svagarsi. Questa scelta dimostra inoltre il completo appoggio di Mowalola alla richiesta da parte del settore moda stesso di rilassare i tempi e rallentare tutto quanto. Quale designer indipendente, alla fine, ha davvero la possibilità di far funzionare il proprio brand con gli stessi ritmi di una casa di moda che sforna sei collezioni l'anno? “Sento che la moda sta uscendo un po' dai propri binari," afferma Mowalola. “Insomma, è bello apprezzare le cose come sono, ma certe cose non hanno alcun senso ed è necessario cambiarle. C'è bisogno di più individualità e di meno produzione e consumo di oggetti che non ci servono realmente.”

Il breve periodo sabbatico di Mowalola dal design della moda non è da interpretarsi come un allontanamento dalla moda in senso lato – come dimostrano le immagini stampate sulle pagine del magazine. Per questa serie, l'artista ha chiamato un gruppo di sue amiche strette, tutte in lockdown tra il Canada e Lagos (la sua città natale), per partecipare in "un progetto attraverso cui sentirci parte di qualcosa.” Dopo aver fatto una prova da sola, ha fornito alle sue amiche una selezione delle sue borsette hobo e di stivali di pelle al ginocchio in verde acido, fucsia, terracotta e turchese, insieme a un brief in cui si spiegava la filosofia del brand, distaccata completamente dall'elemento del vestiario. “Volevo che tutte fossero completamente nude, a parte gli stivali e le borsette,” afferma, “volevo celebrare i nostri corpi e noi stesse.”

Nonostante l'amore per i vestiti, che abbiamo tutti, stare nudi in casa è forse uno dei piaceri più grandi della vita, non è così? “Esatto! Stavo pensando che gli stivali e le borse sono quel tipo di oggetto che ci si mette solamente quando si esce di casa, e chi l'ha detto che non si possano indossare per guardarsi allo specchio?” Le immagini, scattate ognuna dalle stesse protagoniste della campagna, sono un manifesto del diritto di sentirsi sexy senza vergognarsi, mostrando un corpo libero di esprimersi; valori di cui Mowalola è stata una fiera ambasciatrice fin dal suo arrivo nella scena.

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Per quanto riguarda quello che la aspetta nel futuro, sicuramente saranno presenti dei progetti video. "Sto scrivendo un film, e sono molto emozionata,” afferma “Amo i film davvero tanto, e ho sempre voluto girarne uno mio. In questo momento sto cercando di mettere insieme tutti gli elementi della storia.” Sarà anche un modo per dare una nuova forma al suo tipo di progettazione, espandendo in maniera ambiziosa quel suo approccio narrativo che le ha fatto conquistare una fama internazionale. “Per la mia ultima collezione ho creato una storia e ho disegnato i vestiti intorno a questa narrazione," afferma. “Ora credo di voler spingermi ancora più in là e fare un film i cui vestiti saranno disegnati specificatamente per i personaggi al suo interno.”

Sicuramente, con le restrizioni ancora in atto, resta incerto il momento in cui Mowalola potrà sedersi sulla sedia da regista. Eppure, nonostante quel momento sia ancora solo un sogno, lei rimane assolutamente ottimista – emozionata, anche – all'idea di vedere gli effetti che questo periodo di distanziamento avrà sulla moda, e di come si evolverà il settore una volta che tutto questo sarà finito. “Credo che sarà molto emozionante. Mi sembra che tutti abbiano in qualche modo perso la testa, e che si creeranno cose in questo periodo che sembreranno totalmente estraneoe” Così afferma Mowalola, e che il caos regni sovrano.

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Crediti


Direzione Creativa Mowalola
Editing Aidan Zamiri

Un ringraziamento speciale a DUCK Productions.

Modelle Mowalola, DETO BLACK, Chi Virgo,
AMKMQ, Bahati Imaan e Maxine

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