Tatuaggi che trasformano gli oggetti quotidiani in opere d'arte

Inalatori per asma, ma anche lattine di Coca-Cola, evidenziatori e caramelle.

di Giorgia Imbrenda
|
14 maggio 2020, 3:07pm

Tatuaggini è la rubrica di i-D che vi fa conoscere i nuovi tattoo artist italiani di cui non avete mai sentito parlare. Sono giovani, hanno uno stile unico e stanno riscrivendo le regole della loro industria. Li scegliamo perché rispettano i valori in cui i-D crede e per cui lotta da sempre, che sono tolleranza, diversity e inclusività.

Oggi vi presentiamo Mattia Calvi, in arte @mambotattooe. Se state pensando di farvi tatuare da lui appena finita la quarantena, questo è il suo account Instagram. Siamo sicuri risponderà ai vostri DM in tempo zero.

Mattia Calvi tatuaggini tatto artist

Ciao Mattia, ci racconti il primo tatuaggio che hai fatto? Quanto eri terrorizzato da 1 a 10 quando hai preso in mano la macchinetta e ti sei reso conto per la prima volta di quello che stavi facendo?
Era il 2011 quando entrai da Sunskin a Milano [un negozio specializzato in materiale professionale per tatuatori, NdR] ad acquistare uno starter kit. Il pomeriggio stesso andai a casa del mio migliore amico con l'intenzione di tatuarlo. Chiaramente lui non si prestò, allora mi tatuai da solo una rosa sulla coscia. Sicuramente non avevo in programma di renderlo un lavoro, non mi ero neanche mai interessato al mondo dei tatuaggi prima. Dopo quasi 10 anni, ancora mi chiedo che cosa mi saltò in mente quel giorno.

Il tuo stile, che tu stesso definisci destrutturato, ha forti richiami con il mondo della grafica. Sei d'accordo?
Non ho avuto una formazione grafica in senso scolastico, ma sono sempre stato affascinato dall'idea di trasmettere un concetto usando meno segni possibili. Cerco di portare questa semplicità nei miei tatuaggi: poche linee marcate, poi il colore per completare l’immagine e il racconto finale.

Mattia Calvi tatuaggini tatto artist

Quali sono i disegni che prediligi?
Mi piace lavorare sull'immaginario pop, su oggetti di uso quotidiano e prodotti commerciali. Credo che dietro l’apparente superficialità di questi oggetti si celi un profondo legame personale che riporta a momenti e persone veramente intimi per chi si tatua; il profumo dell’ammorbidente della nonna, una bevanda condivisa con amici speciali in una serata particolare, la marca del gelato che mangiava sempre da bambino…

Ti capita spesso di rifiutare qualche richiesta dei tuoi clienti?
Rifiuto in media il 50 percento delle richieste, per diversi motivi. Voglio mantenere l'unicità del mio lavoro, quindi non rifaccio mai due volte lo stesso soggetto, a meno che non ci sia la possibilità di cambiarlo molto rispetto alla prima versione. A volte le richieste includono soggetti troppo complicati, che non si riescono a semplificare graficamente, oppure troppo semplici, che non posso rielaborare con creatività. Secondo me, una buona proposta dovrebbe contenere 3, 4 idee, sulle quali si può discutere e trovare insieme la soluzione migliore.

Mattia Calvi tatuaggini tatto artist

Qual è il principale artista visuale o, più in generale, una corrente artistica da cui
prendi ispirazione per il tuo lavoro?
Il movimento pop nell’arte contemporanea. Ma mi piace prendere ispirazione un po' ovunque, anche da illustratori o grafici attuali. Mi concentro sull’idea e poi cerco il modo migliore per renderla intuitiva e graficamente d'impatto.

Qual è il tatuaggio che hai fatto a cui sei più legato in assoluto?
Il mio primo destrutturato, perché mi ha cambiato la vita da un punto di vista lavorativo. È stato un cono gelato. Dopo quel tatuaggio sono andato a dormire come Mattia Calvi e mi sono svegliato come Mambo.

Mattia Calvi tatuaggini tatto artist

Com’è il tuo rapporto con i social media? Quanto e come influiscono sul tuo lavoro? Sei piuttosto seguito, ma mi chiedo quanti like si trasformino poi in appuntamenti e, successivamente, in tatuaggi...
Sui miei canali social cerco di creare interesse verso il mio lavoro in diversi modi, tutti finalizzati a vendere un prodotto, che sia un tattoo o il merchandise. È difficile fare una stima di quanti like si tramutino in appuntamenti, ma la gestione della propria presenza online è determinante in questo senso. Personalmente, ho un rapporto un po' controverso con i social media, come credo chiunque: il confine tra mostrare chi sei e quello che fai e la ricerca di approvazione da parte degli altri è molto sottile. A volte, il rischio è quello di proporre ciò che le persone vogliono e non qualcosa che realmente ti rispecchi come artista.

Ho letto che due anni fa hai aperto il tuo studio. Ci vuoi dire qual è stato il momento più difficile della tua carriera finora?
A volte ci sono dei periodi in cui sento di avere meno creatività, o periodi in cui affronto progetti che sembrano non finire mai e non portare a nulla, nonostante l’impegno. Ma sono momenti che fanno parte della carriera di qualsiasi persona creativa.

Tre tatuatori che stanno facendo un ottimo lavoro in Italia?
Ti indico tre tatuatori molto diversi tra loro, che a mio parere sono straordinari sia per gusto estetico sia per dedizione ed idee, ma hanno ancora poca visibilità rispetto a quella che si meriterebbero: Roberto Mancuso (@manq90), Bue2530 (@bue2530) e Ian (@iantattooing).

Mattia Calvi tatuaggini tatto artist
Mattia Calvi tatuaggini tatto artist
Mattia Calvi tatuaggini tatto artist

Segui i-D su Instagram e Facebook

Ecco un'altra tatuatrice che abbiamo intervistato di recente, Giuditta San:

Crediti

Intervista di Giorgia Imbrenda
Tutte le immagini via Mambotattooe

Tagged:
Cultura
tatuaggi
tatuatori emergenti
Mattia Calvi