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Azazel Lorenzoni

Tra Lil Peep e Jaden Smith, il rap di Jay Cobain è la voce delle nuove generazioni

Da batterista e skater californiano a nuovo volto dell'hip hop britannico sperimentale: vi presentiamo Jay Cobain.

di Azazel Lorenzoni
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23 settembre 2020, 8:50am

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Azazel Lorenzoni

È un’uggiosa mattinata di fine agosto a Londra. L’aria è frizzante, ha già tinte autunnali. D’altra parte, è pur sempre Londra. Mi sono svegliato presto, e ora ho tutto il tempo per preparare lo studio per la sessione fotografica. Sto aspettando Jamaal J. Smith, in arte Jay Cobain. Ci siamo visti solo un paio di volte in passato, ma ho sempre avuto l’impressione che fosse un ragazzo posato ed educato, un grande batterista e rapper di talento. Lo aspetto, sorseggiando la mia bella dose di caffè espresso appena sgorgata dalla macchinetta. Arriva, pure un po’ in anticipo, con il suo skateboard preferito, una valigia piena di props e un Latte d’asporto di Costa.

Ci prepariamo, e iniziamo a scattare. Questa volta, però, vogliamo realizzare un lavoro più completo, un editoriale che rappresenti entrambi come artisti. A quel punto, tra un cambio luce e l’altro, mentre l’odore di pioggia estiva che sale dalla finestra impregna l’aria, mi balena in mente un’idea: perché non fare anche un’intervista? Lasciamo che siano i giovani creativi parlare di sé e del loro mondo. E noi altri facciamoci da parte, facciamoci ispirare. A fine sessione, ci sediamo sul mio balcone e iniziamo a parlare di tutto, del passato, delle convinzioni e dei sogni di Jay. Ed ecco che le 15 domande hanno preso vita.

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Ciao Jay, come stai oggi?
Hey. Diciamo non troppo male, considerando tutto quello che sta succedendo nel mondo.

Parlando di te, qual è il tuo progetto musicale più recente?
Ho fatto uscire il mio primo singolo da solista Lost Hope a maggio 2020. Ora sto aspettando il via libera per potermi riunire con Peter Foxe e Sway Clarke e continuare a lavorare con la band tedesca Ricky Dietz.

Quali sono le tue ispirazioni musicali?
La mia più grande ispirazione musicale è Pharrell Williams, sia per il suo stile estetico che per il suo lavoro di produzione. Per farti altri nomi, stimo molto Kid Cudi, Travis Scott, Asap Rocky, Jesse Rutherford, Kurt Cobain e Billie Elish.

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Stai producendo nuova musica al momento?
Sì! È l’unica cosa che mi tiene la mente occupata e serena. È la mia valvola di sfogo, e il fatto che non ci siano concerti mi porta a lavorare costantemente su nuova musica. Ho un EP in cantiere e vari singoli e collaborazioni che usciranno presto! Spero anche di iniziare a breve a lavorare su una mia linea di abbigliamento.

Come descriveresti il genere che stai facendo?
Si tratta essenzialmente di hip hop. Hip hop moderno, che unisce lo sperimentalismo alla fusione di generi diversi, secondo un processo compositivo libero ma sempre fedele al ramo trap/ hip hop. La mia musica si rivolge al pubblico che ascolta Travis Scott, ma anche Lil Peep e i Bring Me the Horizon. Nello stesso modo in cui le persone che ascoltano Lil Uzi Vert amano anche Marylin Manson. Il futuro della musica è la fusione di generi e culture.

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Pensi che l’industria musicale sia cambiata dopo la pandemia?
Sì, e non sono ancora sicuro di quanto questi cambiamenti siano positivi per noi musicisti. È dura capire che cosa sia rimasto dell’industria musicale, ora che tante attività hanno chiuso. È molto triste. Spero solo ci sia un modo in cui possiamo aiutare i futuri artisti, musicisti, attori e creativi a portare a termine quello che stavano facendo prima del virus.

Se potessi scegliere qualunque artista del mondo, con chi vorresti collaborare?
Senza dubbio, vorrei collaborare con Jaden Smith e i Bring me The Horizon. Amo il modo in cui si approcciano ai loro rispettivi generi, sperimentando ma rimanendo sempre autentici. Mi piacerebbe vedere che cosa riusciremmo a creare insieme. I Bring me The Horizon sono il futuro delle band, proprio perché combinano musica di generi diversi in maniera eccezionale. Ero in una band pop-punk fino all’anno scorso, quindi questa dimensione avrà sempre uno spazio nel mio cuore.

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Hai brand preferiti?
Nike su tutti. Amo i loro capi, sono perfetti per i look da tutti i giorni e anche molto comodi, soprattuto le collezioni luxury come ACG o la collaborazione con Cactus Jack. Un altro brand che mi piace molto è Louis Vuitton, sono un grande fan di quello che Virgil Abloh ha creato mescolando lo streetwear alla tradizione della maison francese. Per dirtene altri, anche Human Made, Nigo è un designer fantastico! E infine, Cactus Flea Market: il loro merchandise per l’album di Kid Cudi Kid See Ghosts era veramente incredibile. Una delle migliori felpe che abbia mai visto, ancora oggi ne sto cercando una della mia taglia.

Tra il 2018 e il 2019 hai lavorato negli Stati Uniti. Quali sono i ricordi più belli che conservi di quella esperienza?
Ho vissuto a Los Angeles per circa un anno. Il mio ricordo preferito è quando ho suonato alla MGM Garden Arena, è stato un sogno divenuto realtà, reso ancora migliore dal fatto di essere in tour con i Fall Out Boys (per la seconda volta) e di condividere il palco con Machine Gun Kelly. È stato veramente incredibile.

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Cali o Londra?
Londra! Sono un ragazzo col cuore britannico. Amo troppo la vera colazione inglese e il tè earl grey d’asporto, malgrado la California sia stata un’esperienza bellissima.

Giugno è stato un mese molto turbolento, e il movimento di protesta BLM ha avuto finalmente visibilità. Cosa pensi a riguardo?
Quando ero a Los Angeles, ho fatto esperienza diretta del comportamento della polizia locale, e ti posso assicurare che la paura era reale, ogni volta che mi avvicinavano le forze dell’ordine mi sono sempre sentito in pericolo per la mia vita. Penso che la situazione attuale sia un enorme problema, e non avremmo mai dovuto permettere che si arrivasse a questo punto. Sono convinto che la presenza della polizia, che dovrebbe essere lì per proteggerci, in molte situazioni provochi più paura che sicurezza. Si tratta di questioni da affrontare e risolvere una volta per tutte.

Ci sono consigli che vorresti dare a giovani musicisti che desiderano intraprendere una carriera nella musica?
DO IT! JUST DO IT! Ma veramente. Per anni ho avuto paura del giudizio degli altri e ho sempre procrastinato. Una volta che inizi il tuo viaggio, capisci quanto effettivamente le persone vogliano continuare a sentirti e sostenerti. Molti vedranno persino del potenziale in te prima ancora che tu lo veda in te stesso, ma se non ti esponi non lo saprai mai. Tu che mi stai leggendo, sei un aspirante musicista, fallo, inizia oggi, non perdere tempo. Anche se è qualcosa di piccolo, non ti fermare, e continua.

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Crediti

Testo e foto di Azazel Lorenzoni

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