15 film da tenere d'occhio al Festival di Venezia

Finalmente anche a Venezia troveranno spazio autori di nicchia. Qui ve ne consigliamo alcuni.

di Benedetta Pini
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02 settembre 2020, 11:08am

Still dal film "Laila in Haifa"

Anche se ci siamo lasciati alle spalle il lockdown, gli effetti della pandemia (tutt’ora in corso, non va dimenticato) si stanno facendo sentire e continueranno a farlo nel futuro. La cultura, lo abbiamo detto spesso, è stato uno dei settori più colpiti, ma anche uno di quelli che più si è rinnovato all’interno di questo contraddittorio panorama.

Ne sono un esempio i festival culturali, realtà che traggono la loro ragion d’essere dall’incontro fisica di persone, dagli scambi, dai dialoghi e dai dibattiti. E se ora il panico iniziale è passato, non dimentichiamoci che ha mietuto parecchie vittime, tra cui il Seeyousound di Torino, costretto alla cancellazione, mentre altri si sono lanciarsi nel virtuale senza paracadute, con modalità e risultati non sempre all’altezza delle edizioni precedenti.

La relativa calma post-lockdown ha permesso alle iniziative estive di gestire spazi e tempi in modo più oculato. Eppure, quello appena conclusosi è stato un agosto in cui si tutti quegli eventi rinviati nei mesi precedenti si sono sovrapposti: Guarimba Film Festival, Concorto Film Festival, Pesaro Film Festival, Lago Film Festival, Film Festival della Lessinia, Locarno Film Festival e, ovviamente, la Mostra del Cinema di Venezia.

Il Lido, bolla démodé fatta di grigi palazzoni anni ‘60, ville imponenti, mare dalla dubbia balneabilità e prefabbricati tutti uguali, si anima tra fine agosto e inizio settembre di giornalisti, critici, addetti ai lavori, player del settore, ricercatori e cinefili solitari che vagano tra spritz, tramezzini e centinaia proiezioni—quest’anno, però, tutti a debita distanza.

Il distanziamento sociale non sarà l’unica differenza, però. L’edizione 2020 della Mostra del Cinema di Venezia è caratterizzata da un programma anomalo, anche se piuttosto ricco: non ci saranno grandi nomi ad attrarre l’attenzione del pubblico e indirizzarne quindi il gusto. Eppure, quest’anno è forse più importante che mai: in assenza dei soliti arcinoti registi, gli autori più piccoli trovano finalmente lo spazio per emergere senza dover sgomitare, evitando di finire nell’ombra gettata da titoloni ingiustamente osannati—come accaduto giusto 12 mesi fa con Joker. Per darvi una mano in questo insolito panorama cinematografico, fatto di tanti nomi poco conosciuti, abbiamo selezionato 15 visioni assolutamente da non perdere se siete a Venezia e da segnarvi in agenda per i prossimi mesi, perché prima o poi arriveranno tutti (o quasi) in sala.

“Le sorelle Macaluso”, Emma Dante, Italia | Concorso

Cinque sorelle. Cinque fasi della crescita. Cinque sensibilità, volti e sguardi. Cresciute sole, senza genitori, vanno e vengono, tornano e fuggono da quell’appartamento all’ultimo piano di un palazzo della periferia di Palermo che chiamano casa. Un film sul tempo. Sulla memoria. Sulle cose che durano. Sulle persone che restano.

“New Order”, Michel Franco, Messico/Francia | Concorso

Un Messico distopico stravolto da un colpo di stato. Il barlume di speranza che solitamente si accende con la caduta di un sistema politico diseguale si spegne drammaticamente: non c’è mai fine al peggio, e ciò che viene dopo non è sempre e necessariamente migliore. New Order vuole essere un monito: se la diseguaglianza non viene risolta civilmente e dilaga la violenza, ne deriva solo il caos più totale.

“Laila in Haifa”, Amos Gitai, Israele/Francia | Concorso

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Una notte, i destini di cinque donne si intrecciano come in un labirinto, all’'interno di uno degli ultimi luoghi in cui israeliani e palestinesi possono ancora incontrarsi di persona: il Fattoush club. Un rifugio per tutte quelle persone la cui identità sfida ogni categoria e classificazione, uomini e donne, etero e gay, ebrei e arabi, radicali e moderati. Laila in Haifa è un coraggioso e audace inno alla tutela della diversità.

“E domani un altro mondo”, Julia von Heinz, Germania/Francia | Concorso

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Germania, i neo-nazi di estrema destra stanno mettendo a ferro e fuoco la città con una serie di attacchi terroristici, spinto dal razzismo, dalla paura e dall’odio. I gruppi antifa cercano di contrastarli, per un ideale di società pacifica e paritaria. Uno scenario di un paese diviso, che ci suona fin troppo attuale… E solleva una annosa questione: se la violenza genera solo violenza, quali strumenti efficaci possiamo utilizzare per agire nel mondo?

“Notturno”, Gianfranco Rosi, Italia/Francia/Germania | Concorso

Un documentario di tre anni girato al confine tra Iraq, Kurdistan, Siria e Libano, per racconta la quotidianità dietro la tragedia, i volti oltre il conflitto. In questa terra di confine tra la vita e l’inferno, si muovono persone circondate da segni di violenza e impregnate di dolore, oppresse nel presente e incapaci di proiettarsi nel futuro.

“Miss Marx”, Susanna Nicchiarelli, Italia/Belgio | Concorso

Con un titolo un po’ infelice per presentare una donna ignorata dalla storia e oscurata dall’ombra del celeberrimo fratello, Miss Marx parla proprio della sorella di Karl Marx, Eleanor. Perché sì, Marx aveva una sorella più piccola, ed è stata una delle prime femministe, socialiste e attivista nelle lotte operaie per l’abolizione del lavoro minorile. Se vi aspettate il solito dramma in costume, preparatevi a cambiare idea: Nicchiarelli prende i cliché del genere per sovvertirli tutti, smantellando l’immagine dell’eroina vittoriana per costruire il personaggio estremamente moderno di una donna decisa ad autodeterminarsi sia in privato che in pubblico.

“Apples”, Christos Nikou, Grecia/Polonia/Slovenia | Orizzonti

Siamo nel pieno di una pandemia globale, ma non da Covid-19. Questa qui causa un’improvvisa amnesia. Vengono così sviluppati dei programmi di recupero per aiutare i pazienti rimasti soli, senza ricordi né passato, a ricominciare da capo, costruendosi una nuova vita. Che in questo scenario distopico significa: eseguire i compiti che gli vengono impartiti quotidianamente tramite delle audiocassette, al fine di guidarli nella costruzione di nuovi ricordi, di un nuovo passato. Film alienante e ansiogeno, Mele è una riflessione sui meccanismi della memoria, delle emozioni, dei traumi e del nostro rapporto col passato.

“The Man Who Sold His Skin”, Kaouther Ben Hania, Tunisia/Francia/Germania/Belgio/Svezia | Orizzonti

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“Cosa accadrebbe se un artista famoso offrisse a un rifugiato politico di diventare una sua opera per ottenere la libertà di movimento?” È da questa (assurda, ma poi non così tanto) domanda che è partita la regista. Il famoso artista è un tatuatore, il rifugiato è Sam Ali, un giovane siriano costretto a lasciare il suo paese devastato dalla guerra per tentare di raggiungere l’Europa e iniziare una nuova vita tranquilla, insieme all’amore della sua vita—niente meno che Monica Bellucci! Inizia così un viaggio tormentato tra documenti, permessi di soggiorno, conflitti etici e duri compromessi.

“Mainstream”, Gia Coppola, USA | Orizzonti

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Frankie ha vent’anni e vive a Hollywood. Forse il posto peggiore in cui trovarsi a quell’età, quando stai cercando di capire chi vuoi essere e stai ancora facendo i conti con il tuo passato—più o meno traumatico. È difficile capirlo quando vivi in una bolla fatta di narcisismo e conformismo, ma qualcosa che puoi fare c’è: infrangere quella bolla, smascherandone i meccanismi. Un po'’ V per Vendetta un po’ Mr. Robot, Mainstream vede Frankie e il suo gruppo di outsider, agire tramite social media, sfruttando l’effetto deleterio che esercitano sulla psicologia umana, provocando un senso di frustrazione, dissociazione, insicurezza e inadeguatezza.

“Mandibules”, Quentin Dupieux, Francia/Belgio | Fuori Concorso

Sì, è proprio lui, quello che conosciamo come Mr. Oizo. I suoi film forse non saranno all’altezza dei suoi brani, ma sono altrettanto folli, tutti permeati da un senso di morte, da un humour nero, da rapporti umani contorto, da una visione deformata della realtà e da uno sguardo surreale sulla società. In Mandibules tutto questo sfocia nella storia di due amici un po’ sempliciotti, stile Scemo & più scemo, che trovano una mosca gigantesca intrappolata nel bagagliaio di un’auto, e decidono di addestrarla per svoltare.

“Love After Love”, Ann Hui, Cina | Fuori Concorso

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Hong Kong, poco prima della seconda guerra mondiale. Una ragazza finisce nelle grinfie della zia, che vuole lucrare sul corpo della giovane donna coinvolgendola nell’adescamento di uomini ricchi e potenti. Insomma, facendole da pappona. Ma, in questo mondo spietato, non sono le uniche a volersi arricchire sulle spalle della ricchezza altrui, e tutto può rivelarsi il contrario di tutto.

“One Night in Miami”, Regina King, USA | Fuori Concorso

1964, Cassius Clay (aka Muhammad Ali), Malcolm X, Sam Cooke e Jim Brown si incontrano in un bar per decidere le loro prossime mosse e fare la storia dei diritti civili. Il film mostra gli uomini dietro alle icone, le sofferenze dietro alle conquiste, i gesti dietro ai cambiamenti. Perché, come dimostrano i recenti avvenimenti (prima George Floyd, poi Jacob Blake), la lotta per l’uguaglianza sociale è ancora lunga, e per assicurarci un futuro migliore bisogna prima conoscere il passato.

“Run Hide Fight”, Kyle Rankin, USA | Fuori Concorso

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Coming-of-age made in USA. Una diciassettenne irrisolta, tormentata dalla recente morte della madre, insofferente nei confronti dell’apatico padre ex-militare, incapace di gestire le sue dinamiche sentimentali. Tiene duro questo ultimo anno di scuola prima di andarsene al college e iniziare una nuova vita, che non potrà mai essere peggio di questa. Ma tutto cambia radicalmente quando un gruppo di studenti armati fa irruzione nel suo liceo, decisi a compiere la più grande sparatoria della storia.

“Finis Terrae”, Tommaso Frangini, USA/Italia | Settimana Internazionale della Critica

Travis e Peter, due ragazzi amici dall’infanzia, hanno davanti a loro due destini completamente differenti: Travis sta per trasferirsi lontano da casa e iniziare una nuova vita piena di opportunità, Peter è costretto a rimanere nella sua città natale, mentre assiste impotente all’uscita del suo migliore amico dalla sua vita. Una riflessione sulla mid-twenties crisis ambientata in un panorama naturalistico desolato, specchio della distanza che, loro malgrado, li separa.

“Topside”, Celine Held e Logan George, USA | Settimana Internazionale della critica

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New York City, una bambina di cinque anni e sua madre vivono nei tunnel abbandonati della metropolitana. Finché un improvviso sgombero da parte della polizia le costringe a risalire in superficie. Inizia così una spietata lotta per la sopravvivenza.

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Crediti

Testo di Benedetta Pini
Immagini: still dai film

Un altro film da Venezia che finalmente possiamo vedere al cinema:

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