La guida di i-D alla sostenibilità nella moda, nel beauty e non solo

Cose da leggere, vedere e seguire per informarti sulla crisi climatica in corso e adottare una visione più consapevole su ciò che indossi, acquisti e consumi.

di i-D Staff
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22 aprile 2022, 10:56am

Illustrazione di Alessandra Marianelli / Luchadora

Questo articolo è stato pubblicato originariamente ad agosto 2021. In occasione della Giornata mondiale della Terra, abbiamo deciso di riproporvelo.


Nel 2021 si sono raggiunti i 48 gradi centigradi a Siracusa, gli incendi hanno devastato il centro e il sud Italia, le inondazioni si sono abbattute con violenza su diversi continenti; e la lista di disastri climatici potrebbe proseguire ancora per molto. L’ultimo report del Gruppo intergovernativo sul cambiamento climatico (Intergovernmental Panel on Climate Change - IPCC) non lascia più dubbi: il cocktail di secoli di utilizzo di combustibili fossili, di viaggi transatlantici eccessivi e di consumo di carne rossa e latticini smodato ci ha portato a una crisi climatica ora quasi completamente irreversibile—se vuoi leggere i punti salienti del rapporto, li trovi qui.

Come emerge dal rapporto, la prima causa di questa situazione da codice rosso è l’attività umana, e sotto imputazione ci sono le grandi aziende nazionali, le politiche globali e il sistema produttivo capitalista, principali responsabili della crisi climatica in corso. Finché questo trend non verrà invertito con azioni concrete su larga scala, le proiezioni per il futuro sono catastrofiche. Noi, nel nostro piccolo, possiamo fare la nostra altrettanto piccola parte, seppur non risolutiva, riducendo l’impatto che le azioni quotidiane di ciascuno di noi esercitano sull’ambiente.

Se “sostenibilità” sembra essere ormai diventato un termine vacuo, per la sua capacità di voler dire tutto e niente allo stesso tempo, non significa che allora vada preso con sufficienza. Applicato con consapevolezza, il concetto di sostenibilità diventa il perno da cui si diramano progetti, processi e azioni circolari che hanno in sé la potenzialità di plasmare il nostro futuro.

Una lista di fonti per informarti sulla crisi climatica in corso e capire cosa puoi fare

1) Partiamo dalle basi: L’economia circolare spiegata in breve

Il nostro attuale modello economico è lineare. Compriamo, consumiamo e buttiamo. L’economia del riciclo è lo step successivo nella direzione giusta: contribuisce a ridurre i rifiuti che produciamo, ma non li elimina del tutto. L’utilizzo di plastica monouso prosegue, e circa 8 milioni di tonnellate finisce nei nostri oceani ogni anno. L’economia circolare è lo step ancora successivo. 

2) Partiamo dalle basi pt. 2: Come leggere e interpretare le etichette dei vestiti prima di acquistarli

E per capire se sono davvero sostenibili.

3) Partiamo dalle basi pt. 3: Come leggere e interpretare le etichette dei prodotti beauty

E capire se sono davvero vegan, cruelty free e sostenibili.

4) Come informarti sulla sostenibilità nella moda e nel beauty?

Segnati questi profili Instagram e inizia a seguirli!

5) Costumi da bagno per un’estate sostenibile (e inclusiva)

Scopri 4 brand emergenti che stanno riscrivendo le regole dello swimwear.

6) 8 brand che fanno la moda sostenibile, per davvero

Ecco chi si sta impegnando per fare davvero la differenza e cambiare le regole dall’interno. Qui, ne discutiamo con 8 brand italiani.

7) Ecofemminismo: cos’è?

Il punto d’incontro tra ambientalismo e femminismo. Ve lo illustra Arianna Genghini col suo progetto fotografico Green Generation.

8) Sostenibilità + Emancipazione = DIY

Ed ecco 11 nuovi brand handmade che hanno preso le tecniche più tradizionali dell’artigianato per usarle come strumento di sovversione del fashion system.

9) La sostenibilità nella gioielleria

È possibile, ed ecco 10 brand emergenti che lo dimostrano.

10) Make up sostenibile: ecco come

A dimostrarcelo è il MUA Lyle Reimer, con i suoi look mozzafiato.

11) Digital fashion: è davvero sostenibile?

Acquistare vestiti digitali è un processo in teoria più sostenibile e inclusivo, ma attenzione. Come ci spiegava in questa intervista Benoit Pegotto, fondatore di RTFKT Studios, la tecnologia blockchain utilizza un’enorme quantità di energie e risorse per poter funzionare. Inoltre, lo sfruttamento della manodopera può avvenire anche all’interno della moda digitale, dove i giovani creativi spesso vengono sottopagati. Bisogna pensare a questo momento come a un’opportunità di ridefinire l’intera catena di produzione, da chi progetta l’idea al prodotto finale, così come i metodi di distribuzione e il valore dell’usato.

12) Il trend TikTok del Thrift Flipping è davvero sostenibile?

Il thrift flipping è l’arte di alterare e personalizzare capi di seconda mano, adattando abiti di taglie diverse al proprio corpo. Ma si tratta di una pratica che potrebbe favorire la grassofobia.

13) La cover di i-D di Greta Thunberg, e l’intervista

Dal cartaceo numero 356 di i-D, "The Voice of a Generation Issue", estate 2019.

14) Altri attivisti per il clima da seguire su Intagram

Greta Thunberg non è l’unica ragazza che sta sollevando il problema di una giustizia climatica e quello dell’ambiente. Qui di seguito tre attivisti che stanno lavorando come e quanto lei per la salvaguardia del pianeta.

15) I profili Instagram italiani da seguire per informarti sulla crisi ambientale

Loro sono alcuni degli attivisti che si stanno battendo in Italia per il clima.

16) Fridays For Future: le interviste a chi ha protestato

Per non dimenticare e non smettere di lottare.

17) I preziosi consigli ambientalisti ed ecosostenibili di Vivienne Westwood

E chi meglio della stilista più ribelle di sempre per guidarci a una moda sostenibile per davvero? E vi ricordate quando aveva marciato contro il Primo Ministro del Regno Unito Cameron a bordo di un carro armato? E la sua collezione S/S 16 che era letteralmente una chiamata alle armi per l’ambiente?

18) Come possiamo fare la nostra parte salvare il pianeta?

Sebbene i maggiori responsabili dell’emergenza climatica siano le multinazionali e, in generale, il sistema produttivo globale, ci sono un sacco di piccole cose che anche noi possiamo fare per salvare il pianeta, o quantomeno non contribuire a ucciderlo ulteriormente. Se non ti bastano, eccone altri 7.

19) La serie tv per informarti sulla crisi climatica

documentari firmati da giovani cineasti under 35; un reportage speciale esclusivamente dedicato alla Gen Z; 5 corti per la regia Henri Poulain, fatti di animazioni, materiale d’archivio e interviste. Questa è Time to Question, la serie—se così possiamo definirla, dato il formato ibrido e inedito—che restituisce un quadro quanto più ampio, completo e sfaccettato sulla crisi climatica in atto e, soprattutto, su come i giovani la vivono, la comunicano e stanno agendo per fare la propria parte.

20) L’acqua alta a Venezia: uno degli effetti della crisi climatica

Ne abbiamo parlato con chi, nell’ultima emergenza di novembre 2019, ha dovuto conviverci per davvero.

21) Il progetto di raccolta fondi “Planetary Music” dell’ONG Sound Earth Legacy

Sound Earth Legacy è la prima organizzazione senza scopo di lucro che lavora per preservare l'eredità sonora naturale della Terra. Creata a Barcellona nel 2020 da Andrea Lamount, produttrice audiovisiva e documentarista, SEL si impegna nel supporto di progetti che, attraverso la musica, cercano soluzioni tangibili per contrastare la crisi climatica in corso. Planetary Music è l’ultimo progetto pionieristico dell’ONG: un finanziamento collettivo che, nella sua prima edizione, ha selezionato talent da tutto il mondo per creare temi musicali inediti utilizzando i suoni della natura. I ricavati dei download saranno devoluti a “Black Coral Symphony”, il progetto scientifico franco-spagnolo che registra il paesaggio sonoro delle foreste di corallo nero di Lanzarote per valutarne la diversità acustica, l'attività animale, lo stato di salute di questo habitat e la sua importanza per l'ambiente.

Qualche nome degli artisti coinvolti: John Talabot, Tim Hecker, Zola Jesus, Agoria & Nicolas Becker, Murcof, Fennesz, Eva Geist, BeGun, Awwz, Oso Leone, Marc Piñol, Tutu, Sau Poler, Ed is Dead, People You May Know, Ivy Barkalati, Eva Geist, Surolla (Museless & nara is neus), Baldo, Brussels Gardens, Classical Mechanics, Iro Aka e Non Project, insieme ai compositori Ben Frost, Lucas Vidal, Patrick Jonsson, Dale Nichols o Noia.

22) I creator e brand da seguire per un approccio gender neutral al beauty

Oggi, all’interno del nostro ecosistema crossmediale, esistono creator, progetti e brand che si stanno impegnando per apportare cambiamenti dall’interno in diversi settori, inclusi quello del beauty, sfruttando le proprie piattaforme per celebrare la creatività queer e le voci LGBTIQ+, per sostenere l’inclusività e l’espressione liberà di sé. All’interno di un’industria come questa, marchiata a fuoco da standard di bellezza sterotipati e da aspettative sociali calate dalla classe dominante, si tratta di un cambiamento radicale e costante, potenzialmente senza fine. Per questo, negli ultimi anni sono nati brand, creator, campagne e progetti del settore beauty che hanno deciso di mettere al primo posto un approccio consapevole e inclusivo.

23) 9 attiviste ambientali da seguire (che non sono Greta Thunberg)

Da quando il movimento Fridays for Future si è diffuso in tutto il mondo, abbiamo acquisito sempre più consapevolezza della necessità di agire per fermare, o per lo meno rallentare, la crisi climatica in corso e lavorare per porre le basi di un futuro ecosostenibile. Questo grazie all’impegno di attivist3 hanno deciso di dedicare la loro vita all'ambiente, sensibilizzando la popolazione mondiale sull’emergenza climatica e sull'importanza della tutela della natura per la sopravvivenza del nostro pianeta e della nostra intera specie. Una lotta che, è bene ricordarlo, va di pari passo con lo smantellamento del sistema capitalistico e le storture che introduce nella nostra società, come la penalizzazione delle comunità marginalizzate, indigene e razializzate.

Crediti

​Illustrazione cover di Alessandra Marianelli / Luchadora

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