Back to school: incontriamo gli studenti dello IUAV di Venezia

Siamo entratə nelle aule del Magazzino per chiedere alla nuova generazione di talenti cosa si aspettano dal ritorno a scuola irl, le loro previsioni sul futuro della moda e cosa pensano della scena creativa locale.

di Carolina Micella
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14 ottobre 2021, 8:54am

Nuovo anno, nuovi talenti emergenti da conoscere. Questo è il motto che guida Back to School, la nostra rubrica che si spinge nelle università di moda italiane per dare voce alle nuove generazioni di talenti che le abitano e che, attraverso i loro punti di vista personali, stanno alzando l’asticella dell’intero settore, affermandosi come designer, progettistə e pensatorə del futuro.


Dopo la prima tappa nella corte del Polimoda di Firenze, ci siamo inoltratə nelle aule dello IUAV di Venezia per incontrare i talenti emergenti che, dopo mesi di didattica a distanza, stanno per iniziare l’anno scolastico finalmente irl, partecipando a un percorso di riappropriazione di quegli spazi culturali necessari alla coltivazione e crescita di nuove sperimentazioni progettuali e idee. 

Leggi le nostre interviste agli studenti e alle studentesse dei corsi di Design della moda e Comunicazione e nuovi media per la moda dello IUAV di Venezia!

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Giovanni Biscarini, 21, Venezia

@x2carino

Cosa studi?
Ho appena iniziato il primo anno di Comunicazione e nuovi media per la moda allo IUAV di Venezia.

Quali sono i tuoi obiettivi per quest’anno?
Maturare, sia dal punto di vista lavorativo che accademico. Voglio imparare a trasmettere al meglio le mie idee sotto forma di immagini e immaginari.

Dicci le tue tre ossessioni del momento.
Mixare, la musica dub, le bevute.

Secondo te, quali trend saranno il futuro della moda?
Una sperimentazione e specializzazione delle pratiche virtuali e la minimizzazione dell’abito.

E cosa manca ancora nella moda che invece dovrebbe esserci?
Un punto fermo sulla questione della sostenibilità. Manca la certezza e la fiducia di far parte di un settore bello ma anche eticamente corretto, che non tralascia urgenze come quelle che riguardano la crisi climatica.

Come descriveresti il tuo stile/look?
A volte estremo e underground, ma con particolari anni ‘00.

Hai qualche motto che plasma la tua attitudine?
“Che sega.”

Descrivi la scena creativa della tua città in tre parole.
Venezia è un mix tra contemporaneità e Settecento, di nicchia (anche musicalmente parlando) e segreta.

Dove ti vedi da grande?
Ovunque io mi senta completo e in equilibrio, l’importante per me è trovare il mio ambiente e le persone giuste, che mi stimolino creativamente.

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Khulan, 21, Mongolia 

@khulan_davaahai 

Cosa studi?
Studio Design della moda allo IUAV di Venezia.

Quali sono i tuoi obiettivi per quest’anno?
Vengo dalla Mongolia, dove ho studiato la lingua italiana solo per un anno, e quindi uno dei miei obiettivi per quest’anno è quello di imparare meglio l’italiano. Ah, e fare più esami possibili. Ma anche esplorare e imparare ad amare Venezia, la città in cui ora vivo.

Dicci le tue tre ossessioni del momento.
La fotografia, disegnare, fumare.

Secondo te, quali trend saranno il futuro della moda?
I pigiami, l’homewear, il concetto di comodità.

E cosa manca ancora nella moda che invece dovrebbe esserci?
Più asiatici!

Come descriveresti il tuo stile/look?
Oversize e monocromatico.

Hai qualche motto che plasma la tua attitudine?
Non è proprio un motto, ma come attitudine sono piuttosto sfuggente. Sono difficile da trovare.

Descrivi la scena creativa della tua città in tre parole.
Forte, elegante, luminosa.

Dove ti vedi da grande?
In Giappone, a scattare tantissime fotografie ed editoriali per il mio brand.

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Matteo Mercuri, 21, Venezia

@mmattteoo

Cosa studi?
Frequento il secondo anno del corso di Design della moda.

Quali sono i tuoi obiettivi per quest’anno?
Creare degli accessori che mi rappresentino al 100%, ma che siano anche in linea con le richieste del mercato.

Dicci le tue tre ossessioni del momento.
Salmo, l’ultima collezione di Marni, l’insalata in busta.

Secondo te, quali trend saranno il futuro della moda?
Credo che nel futuro la moda, a livello di comunicazione e pubblicità, sarà sempre più digitale. Spero anche che sul piano della sostenibilità le azioni concrete si moltiplichino e che inneschino dei cambiamenti concreti.

E cosa manca ancora nella moda che invece dovrebbe esserci?
Lo spazio per i giovani designer, sia sulle passerelle che nelle collaborazioni tra brand. Sarebbe bello vedere più collaborazioni con creativi emergenti piuttosto che tra i big dell’industria.

Come descriveresti il tuo stile/look?
Colorato. Oggi indosso un gilet imbottito giallo, per esempio.

Hai qualche motto che plasma la tua attitudine?
La salita è dura, ma il panorama vale la fatica.

Descrivi la scena creativa della tua città in tre parole.
Calda, ricca, spaziosa.

Dove ti vedi da grande?
Da Loewe, come direttore artistico al fianco a Jonathan Anderson.

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Alessia Pizzo, 21, Padova

@catnipitso

Cosa studi?
Frequento il secondo anno del corso di Design della moda.

Quali sono i tuoi obiettivi per quest’anno?
Imparare il più possibile.

Dicci le tue tre ossessioni del momento.
Il make-up, disegnare, i miei capelli.

Secondo te, quali trend saranno il futuro della moda?
I colletti enormi, le arricciature, pantaloni larghissimi e (purtroppo) anche la vita bassa.

E cosa manca ancora nella moda che invece dovrebbe esserci?
Una maggiore inclusività sotto tutti i punti di vista—età, genere, taglia. E più personalità sulle passerelle.

Come descriveresti il tuo stile/look?
Dipende dal giorno in cui mi incontri!

Descrivi la scena creativa della tua città in tre parole.
Stimolante, non banale, ricca.

Dove ti vedi da grande?
Da qualche parte a creare la mia moda sperimentale, una sorta di Avavav 2.0.

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Tommaso Tobio, 21, Treviso

@nastytubo

Cosa studi?
Frequento il secondo anno di Comunicazione e nuovi media per la moda.

Quali sono i tuoi obiettivi per quest’anno?
Fare più foto possibili e introdurmi sempre di più nel mondo della fotografia, magari dando forma nel frattempo a un lavoro personale di autopubblicazione.

Dicci le tue tre ossessioni del momento.
Tutta la cricca musicale della Drain Gang, la fotografia, gli incontri di pugilato. Ah, anche i negozi dell’usato.

Secondo te, quali trend saranno il futuro della moda?
Il face mask, coprirsi, l’oversize, ma anche il contrasto tra silhouette. 

E cosa manca ancora nella moda che invece dovrebbe esserci?
Il concetto di genderless e di moda fluida dovrebbe diventare un discorso fondamentale, e il tema della sostenibilità deve essere preso molto più seriamente. Credo che nella moda dovrebbe esserci anche più simpatia. 

Come descriveresti il tuo stile/look?
A volte da nonno, a volte da raver berlinese.

Hai qualche motto che plasma la tua attitudine?
“Va beh”. Qualsiasi cosa mi capiti va bene, è ok, e può portare a qualcosa di interessante.

Descrivi la scena creativa della tua città in tre parole.
Varia, libera, audace.

Dove ti vedi da grande?
In un mio studio artistico, magari come quello di Olafur Eliasson pieno di altri creativi.

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Elia Cenzi, 20, Padova

@eliv.2

Cosa studi?
Frequento il secondo anno di Design della moda.

Quali sono i tuoi obiettivi per quest’anno?
Sperimentare con nuovi materiali e forme. Quest’anno il corso di Laboratorio è incentrato sul design degli accessori, che per noi studenti è un mondo nuovo e inesplorato. Il mio obiettivo è di scoprirlo e di traslare sugli accessori la mia ricerca cominciata sugli abiti lo scorso anno.

Dicci le tue tre ossessioni del momento.
Pufuleti, non entrare in cattivi mood, le lunghe passeggiate.

Secondo te, quali trend saranno il futuro della moda?
Il ritorno del punk e la distorsione, soprattutto nella maglieria. Vitelli ne è un ottimo esempio, e secondo me vedremo più realtà come questa.

E cosa manca ancora nella moda che invece dovrebbe esserci?
Capire che la moda va oltre al singolo termine, e che dietro a ogni prodotto ci sono un concetto, una mente e un team.

Come descriveresti il tuo stile/look?
Un mix tra gli anni ‘70 e dettagli ispirati all’Art Dèco.

Hai qualche motto che plasma la tua attitudine?
Non uno in particolare, ma spesso mi fisso con alcune frasi delle canzoni che ascolto e le ripeto all’infinito dentro alla testa.

Descrivi la scena creativa della tua città in tre parole.
Ribelle, gotica, volutamente isolata.

Dove ti vedi da grande?
In Italia—spero nel luogo in cui vivo già oggi—a creare i miei capi ibridi, al limite tra abito e accessorio.

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Crediti

Interviste: Carolina Micella
Fotografie: Giovanni Borga

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