Prendersi cura della propria salute mentale: una psicologa risponde a tutte le vostre domande

Come posso gestire i pensieri intrusivi? Perché questa settimana mi è sembrata lunga un mese? Depressione + ricerca del lavoro + impossibilità di vedere il partner: come stare meglio? Come approcciarsi alle persone in modo vero, se non le vedi?

di Monica Picasso
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24 aprile 2020, 1:30pm

Tra fine febbraio e inizio marzo la Lombardia prima e il resto d'Italia dopo sono stati messi in lockdown per affrontare l'emergenza sanitaria dovuta alla pandemia del nuovo virus COVID-19. Una misura contenitiva che ci ha di fatto rinchiusi nelle nostre case, senza la possibilità di uscirvi se non per motivi di salute o di assoluta urgenza e necessità.

Sono sorte molte discussioni e polemiche per via delle misure adottate e della loro applicazione - con derive anche grottesche in certi casi -, ma di fatto questa è la condizione in cui stiamo vivendo da oltre sei settimane, che ci ha obbligato ad attuare un cambio radicale e immediato di qualsiasi tipo di routine, di quotidianità e stile di vita avessimo, per adottarci a questa condizione completamente nuova: la quarantena.

In momenti come questi, ogni singolo individuo sta attraversando problematiche personali diverse da quelle di tutti gli altri, sulla base della propria condizione pregressa a livello lavorativo, economico e mentale, e a come ha deciso - o gli è capitato - di passare questo momento. Pensando a cosa potesse aiutarci per affrontare questa nuova vita improvvisa, nelle nostre Instagram Stories abbiamo aperto uno sportello psicologico settimanale insieme alla Dottoressa Monica Picasso, tramite il quale avete potuto rivolgerle tutte le domande che in questo momento vi causano ansia, preoccupazione e pensieri, e tramite le sue competenze professionali trovare una risposta e spunti di (auto)analisi.

Ora abbiamo raccolto tutte queste domande e risposte, raggruppandole per categoria, così da fornirvi una sorta di vademecum psicologico per affrontare questa situazione specifica, ma non solo, perché si tratta di consigli utili da tenere a mente sempre, anche quando tutto sarà finito.

FAMIGLIA

Stando sempre a casa con la mia famiglia ho notato che mio padre beve molto durante la giornata. Come affrontare l’argomento e aiutarlo?
Prima di comunicargli qualsiasi cosa osserva bene cosa succede (se beve tutti i giorni, la quantità di alcool che consuma) e se lo fa in determinati momenti, ma, soprattutto, se lo fa davvero in un modo che potrebbe essere “patologico” o disfunzionale. Inoltre, fai attenzione agli effetti che questo ha su di lui e prima di tutto su di te, quali sono le preoccupazioni che ti suscita la situazione e quali emozioni provi. Quando avrai maggior consapevolezza della situazione poniti in una modalità di ascolto e domandagli se qualcosa lo preoccupa o non va e solo successivamente riportagli che hai notato questo suo comportamento che è per te fonte di preoccupazione.

La convivenza con i miei è fonte d’ansia: sono fuorisede e molto indipendente, mi sento osservato, non ero più abituato a vivere con loro.
Il tuo vissuto è più che condivisibile, ma anche per loro la nuova situazione può risultare di difficile gestione: comunicare in modo sincero e aperto potrebbe portarvi a un punto di incontro sull’organizzazione di tempi e spazi che possa essere più equilibrato per entrambi.

Come posso far capire ai miei genitori che non ho voglia di parlare ogni giorno con loro su FaceTime (sono uno studente fuori sede) e che ogni tanto vorrei stare da solo con i miei pensieri?
Imporre questo tuo pensiero potrebbe non avere gli effetti sperati. Comincia invece col riconoscere ai tuoi genitori il bisogno di sentirti così spesso, anche esplicitamente, spiegando che lo comprendi ma che allo stesso tempo tu hai invece bisogno dei tuoi spazi. Comincia a proporre una dilatazione graduale delle chiamate, iniziando magari con le chiamate due giorni di fila e uno di stop, per poi arrivare magari a 2/3 chiamate a settimana o meno.

Come convivere con un genitore abusivo? Quando denunciare?
Credo che questa sia una situazione piuttosto pericolosa. L’abuso può provocare danni seri, è meglio fermarlo il più presto possibile. Esistono delle linee telefoniche per questi casi o professionisti che offrono un primo colloquio gratuito, potresti in prima battuta rivolgerti a loro per confrontarti su come è meglio muoversi a seconda della tua situazione e qual è l’iter che inizia dopo la denuncia, in modo da essere pront* a quello che accadrà quando e se deciderai di farlo.

Non sento la mancanza della mia famiglia e questo genera in me un senso di colpa enorme. È sbagliato?
Non è sbagliato. Evidentemente era arrivato un punto della tua vita in cui avevi la necessità di staccare dai tuoi familiari. Questo è un momento evolutivo e fa parte delle “sfide” che ci impongono la crescita e il passaggio ad una fase successiva, evidentemente sei sicuro dei tuoi legami e hai raggiunto un buon punto di equilibrio nel separarti dalla tua famiglia d’origine.

Odio i miei genitori, non riesco più a tollerare la loro continua presenza in casa. Sto andando fuori di testa e ho paura di aver compromesso per sempre il nostro rapporto. Riusciremo a tornare indietro?
Il tuo vissuto è comprensibile, siamo passati dall’avere mille impegni fuori di casa al ritrovarci rinchiusi con persone che magari prima vedevamo poco, pur essendo la nostra famiglia. Sono sicura che i tuoi genitori capiscano come ti senti e che probabilmente sperimentino loro stessi delle difficoltà nella gestione della situazione. Provate a confrontarvi sulla necessità e importanza di avere ognuno il proprio spazio e di rispettarlo reciprocamente.

GESTIONE DELL’ANSIA

Ci sono giorni neri, in cui non faccio altro che piangere e mi trascino da una stanza all’altra senza riuscire a concentrarmi su nessuna attività che non sia guardare serie tv stupide. Cosa fare in questi momenti?
Bisogna imparare ad accettare anche queste ondate di emotività “negativa”. A volte il modo migliore per affrontarle è lasciarle scorrere e stare in osservazione di quello che succede. “Goditi” l’emozione, accetta il fatto che in questa situazione ti succeda di sperimentarla, è più che lecito! Dopo averla validata, interrogati su cosa davvero l’ha suscitata, da cosa è partito tutto. Comprendere meglio l’emozionalità ti aiuterà anche a comprendere come gestirla e modularla.

In che modo chi soffre di ansia può gestire la situazione, se le paure riguardano qualunque aspetto, dal lavoro ai genitori anziani?
Sicuramente una regola d’oro è quella di NON ABBUFFARSI DI NOTIZIE. Avere troppe informazioni a disposizione, non sempre basate su fonti certe, ci provoca solamente maggiore preoccupazione e confusione riguardo a quello che accade attorno a noi. Inoltre, create dei diversivi per poter sfogare questi vissuti di ansia, magari attraverso attività rilassanti (come lo yoga) o che vi fanno stare bene (cucinare, leggere, scrivere).

Come si possono gestire i momenti di ansia causati dall’idea di essere richiusi a tempo indeterminato in casa?
Data l’incertezza della situazione attuale, è normale sentirsi preoccupati per il futuro. È importante però concentrarsi sul momento presente e cercare di sfruttare al meglio possibile il tempo a che abbiamo a disposizione, concentrandoci in attività piacevoli e che ci sleghino dal pensiero della “reclusione” e dell’”incertezza”.

Come gestire l’ansia e gli sbalzi d’umore? Sto perdendo l’appetito e la notte è il momento peggiore. L’unica cosa che mi tira su il morale è il vino, ma ho paura di far male al mio corpo.
Gli alcolici agiscono sul sistema nervoso dando una sensazione di annebbiamento che permette di allontanarsi per un po’ dai pensieri e dalle emozioni negative. Questo però, oltre ad avere anche ripercussioni fisiche, ti fa evitare di occuparti di tali vissuti, che rimangono così in sospeso. Mantieni ritmi di vita regolari mangiando sano e nei momenti giusti, anche sforzandoti un po’ se serve, e pratica esercizi per migliorare la gestione dell’ansia come il respiro controllato o il rilassamento progressivo dei muscoli. Confrontati anche con amici e familiari sulle emozioni e i pensieri che ti provocano ansia e sbalzi d’umore.

Come posso gestire i pensieri intrusivi?
A quali tipi di pensieri ti riferisci? È importante non scacciare i pensieri intrusivi, è questo che li mantiene, ma piuttosto imparare a identificarli, capire quali sono le situazioni in cui ti capita di sperimentarli e a quali emozioni si associano. Valuta poi delle prove a sostegno di questi pensieri, quanto dipendono da una tua interpretazione e quanto sono fatti oggettivi? Solo così potrai trovare il modo migliore per fronteggiarli.

La meditazione fa bene anche a chi ha problemi come la derealizzazione? O si rischia di staccarsi maggiormente da ciò che ci circonda?
La meditazione può avere un effetto positivo sui disturbi di derealizzazione, proprio perché in qualche modo aiuta ad avere un maggiore consapevolezza della propria mente e del proprio corpo. Nel caso di vissuti di derealizzazione e depersonalizzazione, è importante praticare la meditazione in modo sicuro, quindi non da soli, con esercizi graduali e, soprattutto, con la supervisione di qualcuno di esperto che possa fare da guida per la pratica.

Vivo con la sensazione di essere sott’acqua e non riuscire mai a respirare. A volte riaffioro per qualche secondo, prendo aria e poi di nuovo giù con i polmoni chiusi. C’è modo di interrompere questa dinamica?
Concentrati su quei momenti di aria, cosa ti permette di riuscire a “riemergere”? È importante dare attenzione anche alle tue risorse, quali sono momenti in cui tutto funziona alla normalità e che cosa ti permette di farlo, in modo da poterle usare in maniera più positiva ed efficace. Ricordati che, se dovessi faticare a riemergere, puoi anche chiedere aiuto all’esterno per essere “ripescato” da questa acqua in cui ti trovi (amici, familiari, professionisti).

Come si può tenere la mente allenata per non cadere in uno stato di “depressione” psicologica?
È molto importante crearsi delle nuove routine quotidiane organizzando la grande quantità di tempo che abbiamo a disposizione. Organizzate le vostre giornate in modo da seguire una sorta di “programma”, comprendendo anche tutte quelle attività che avete sempre rimandato per mancanza di tempo ma che vi fanno stare bene (attività fisica, lettura, serie TV, formazione).

Come far fronte all’ansia?
Le tecniche di rilassamento si sono dimostrate molto utili nel trattamento dei sintomi ansiosi. Alcuni studi confermano l’efficacia della pratica dello Yoga in questo senso. In ogni caso, dipende sempre tutto da cosa sta alla base dell’ansia di cui si soffre: confrontarsi con qualcuno che possa aiutare a comprenderne le cause è il primo passo per riuscire al meglio a farvi fronte.

Mi sento in un momento tanto importante quanto tragico, sono produttiva ed energica. Però a volte mi prende il panico e mi si ingolfa il respiro. Come gestire le emozioni contrastanti?
Sentirsi positivi ed energici è una grande risorsa, ma bisogna incanalare questa energia in attività finalizzate, selezionando tra le alternative possibili quelle che meglio si adattano a noi e che ci fanno sentire meglio. Pena il ritrovarsi a fare tutto e fare nulla e provare un senso di confusione e spaesamento.

Sento di averE bisogno di aria fresca, spazi aperti e natura, ma ovviamente sono chiuso in casa. La visualizzazione potrebbe aiutarmi a soffrire meno di questa situazione?
La visualizzazione è una tecnica molto funzionale per la gestione di questo tipo di vissuti. Prenditi un momento e visualizza un’immagine che ti trasmette tranquillità (luogo, oggetto, persona) e concentrati sul maggior numero di dettagli possibile, più sensi riuscirai a coinvolgere più intensa sarà la sensazione di rilassamento.

Come sfuggire all’ansia della iper-produttività?
Dal momento che “non sappiamo bene cosa fare”, la tendenza potrebbe essere quella di buttarsi troppo sul lavoro o sul fare qualcosa di concreto. È importante invece che tu stabilisca delle tempistiche di entrata e uscita dallo smart working come lo faresti nella situazione normale, staccandoti dal solo lavoro e dedicandoti ad altre attività più piacevoli e stimolanti, o anche semplicemente rilassanti. Dedica almeno un giorno a settimana al riposo totale.

Non riesco a controllare la mia rabbia: come posso scaricarla in maniera positiva?
Il mio consiglio è prima di tutto comprendere quali sono le situazioni o i pensieri che scatenano questa rabbia: quando ti capita di sperimentarla più di frequente? Quali pensieri si accompagnano? Riconoscere cosa sta alla base ti permette di capire “cosa fartene” di questa emozione e come poterla disinnescare al meglio. Da qui vedrai che questo ti aiuterà a sperimentarla con minore intensità o ti renderà consapevole dei primi segnali per comprendere che ti stai arrabbiando e non sarà necessario per forza “scaricarla”.

Cosa fare per non impazzire?
Una delle cose fondamentali è strutturare il tempo in modo funzionale. Crea delle routine da seguire, organizza bene lo studio e il lavoro ma dedica anche del tempo per coltivare le tue passioni e fare attività fisica (come possibile). Datti dei piccoli obiettivi da raggiungere ogni giorno e cerca sempre di rimanere legato al momento presente.

SALUTE MENTALE E DISTURBI CORRELATI

Come sopportare il PTSD?
Il PTSD è molto difficile da sopportare, i pensieri intrusivi sull’evento traumatico possono essere molto forti e le emozioni intense negate con maggior frequenza. È importante che questo tipo di disagio mentale venga curato con l’aiuto di un professionista che possa fare da guida per disinnescare i pensieri e immagini intrusivi e lavorate sull’aspetto traumatico dell’evento che ha provocato il PTSD.

Fino a che punto possiamo essere condizionati dalla nostra mente in situazioni stressanti come questa?
La mente ha dei grossi poteri su di noi, per questo motivo è necessario non alimentare lo stress a cui siamo sottoposti facendo binge-eating di notizie sul tema, che ci portano a provare ancora più panico e ansia. Affidatevi solo alle fonti ufficiali come il sito del ministero e dell’istituto superiore di sanità.

Dopo quanti giorni di quarantena daremo di matto? Io credo di avere già qualche squilibrio mentale.
L’uomo è un animale libero e sociale, quindi la maggior parte di noi sperimenterà un senso di squilibrio nella propria vita. Per questo motivo è importante trovare un modo per affrontare la situazione, strutturando una nuova routine che meglio si adatti a noi e alle possibilità del momento presente, trovando dei “compromessi” temporanei tra ciò che vorremmo fare e le limitazioni che ci ritroviamo a vivere ogni giorno.

Quanto influisce l’essere ordinato in casa per la mia salute mentale?
Dipende tutto dalla personalità: se il disordine provoca fastidio o si sente che i pensieri sono spesso rivolti a dover sistemare qualcosa, sicuramente l’ordine in casa permetterà di avere anche ordine mentale. Dedicare del tempo della giornata (senza esagerare) a ordinare l’esterno, potrà aiutare la mente anche a mettere ordine all’interno, cioè tra pensieri, vissuti ed emozioni.

Soffro di ansia sociale associata ad attacchi di panico. Ho imparato a gestire la cosa con il tempo, ma ho paura che questo periodo di isolamento peggiorerà il mio malessere una volta tornati alla normalità.
Hai già trovato un modo per gestire la tua ansia e gli attacchi di panico, perché non dovresti riuscirci nuovamente? Non sprecare le risorse che sei riuscit* a trovare e prova a pensare a come poter modificare le strategie che hai appreso e che ti sono state utili in modo da poterle adattare al meglio alla situazione attuale. In questo modo sarà anche più facile tornare a gestire la situazione successivamente.

In questo periodo sono diventata molto più sensibile e ho più crolli emotivi, perché ogni volta che leggo una bella notizia oppure vedo un’immagine mi metto a piangere. Capita a molti?
Credo che molti si trovino in difficoltà in questo momento e che esprimano le proprie emozioni in modo sregolato, ad esempio iper-reagendo di fronte a stimoli positivi con pianti senza controllo. Prova a osservare cosa ti capita in quei momenti, senza cercare di fermare il pianto ma domandandoti quali sono i pensieri che lo accompagnano e quali sono le emozioni sottostanti, in modo da comprenderne meglio il significato. Vedrai che capiterà meno spesso.

È possibile che l’essere sempre stanchi, sentire il bisogno di dormire e passare improvvisamente da uno stato di distacco emotivo all’angoscia siano segnali di un disturbo d’ansia?
Credo che ragionare in termini di “disturbi” porti solo in qualche modo a svilupparne uno, come quando si cercano i sintomi di una malattia su internet e ci si convince di soffrirne. Quelli che descrivi sono dei sintomi che potrebbero essere legati a qualche aspetto ansioso, bisogna sempre però approfondirne la causa per poter dare una risposta più completa.

Come si spiega il forte senso di malinconia che si prova?
In questo momento ci ritroviamo a vivere un “lutto”. Un lutto per la nostra vita di sempre, per la nostra socialità, per la nostra libertà. I vissuti di lutto si accompagnano spesso a malinconia, per questo motivo può capitare di sperimentare un forte desiderio di ritrovare “l’oggetto perduto”. L’accettazione e il riconoscimento di questi vissuti è il primo passo per potersi mettere in moto verso un “nuovo oggetto”, la vita nella situazione attuale.

FUTURO

Come vivere il quotidiano serenamente quando manca progettualità per il futuro?
Devi vivere al meglio delle possibilità presenti. Puoi finalmente dedicare a te stesso del tempo di qualità, indipendentemente da tutto il resto. Investi su di te e programma ogni giorno qualcosa da fare per migliorare o rafforzare qualche aspetto che ritieni importante, riuscire a farlo in questo momento ti permetterà di poter mettere in campo queste risorse in futuro.

Quali sono i metodi migliori per non distrarsi dai propri obiettivi quando il futuro è sempre più incerto?
Provate facendo un elenco degli obiettivi più generali che volete raggiungere (a livello lavorativo, personale e sociale), creando ogni giorno dei micro-obiettivi da completare. Ad esempio, se volete imparare a cucinare (obiettivo generale), proponetevi di sperimentare una ricetta diversa ogni giorno (micro-obiettivo).

Mi mette paura non sapere quando tutto questo finirà. Non vedo la luce in fondo al tunnel. Come faccio?
L’incertezza è nemica dell’uomo, i vissuti di ansia e paura sono spesso legati al non sapere cosa accadrà in futuro. Impariamo a concentrarci sul momento presente e a modificare il nostro ambiente e noi stessi in modo da “incastrarci” al meglio con la situazione attuale.

Riuscirò ad abituarmi di nuovo ai ritmi frenetici che avevo? Oppure andrò a vivere al mare?
Così come stiamo cercando di adattarci al meglio alla nuova situazione, riusciremo a tornare ai ritmi di sempre. Non sarà certo un passaggio immediato, ma è una situazione che già conosciamo e che abbiamo un’idea di come possa essere affrontata, al contrario di quella attuale. Questo sicuramente ci faciliterà nel riprendere il ritmo.

Rimarrà il “segno” dopo la fine di tutto questo?
Le esperienze del nostro passato fanno di noi ciò che siamo oggi; sicuramente questa situazione lascerà un qualche tipo di segno. Ciò non costituisce per forza una cosa negativa, l’importante è sfruttare questo momento per far sì che in qualche modo il segno lasciato sia positivo, investendo sulla nostra crescita personale e dedicandoci quel tempo che prima facevamo fatica a trovare.

Continuo a concentrarmi sul dopo, sul futuro, sul domani, perdendo di vista il momento presente. Ho la sensazione di non aver sfruttato abbastanza questo momento per la mia crescita interiore, ma non so come iniziare.
Non è troppo tardi, puoi ancora sfruttare questo momento. È importante darti degli obiettivi a lungo termine ma concentrandoti su piccoli obiettivi quotidiani da raggiungere. Parti dalle cose più facili e pratiche, come ad esempio imparare a cucinare una cosa nuova ogni giorno, e passa poi ad obiettivi più impegnativi e personali, vedrai che così sarà più facile iniziare.

Temo che l’ansia sociale di cui soffro possa aumentare dopo questa situazione. Sarà così?
Il trattamento migliore per le fobie (tra cui quella sociale) è l’esposizione, cioè esporsi allo stimolo che ci provoca ansia o paura. L’esposizione deve avvenire ovviamente in modo graduale, partendo dalle situazioni meno paurose ed esponendosi via via a quelle che ci fanno più paura. Mantieniti quindi “in allenamento” esponendoti a situazioni sociali online, partendo da quelle che ti spaventano meno (ad esempio partecipare ad una conferenza come spettatore) e provando via via a esporti a situazioni più interattive, concedendoti le tempistiche di cui hai bisogno. Ciò ti permetterà di occuparti dell’ansia e di imparare a tollerarla per il futuro.

Ho il terrore che questa vita di solitudine diventi il mio futuro: niente amici, niente socialità. Mi sono abituata troppo in fretta alla quarantena?
Il futuro lo costruiamo noi stessi in base a ciò che ci fa stare meglio. È importante mantenere la strutturazione della propria vita nel modo più normale possibile, date le condizioni attuali. Mantieni le relazioni con i tuoi amici e creati dei momenti di socialità online, è questo più che mai il momento di dedicare del tempo di qualità alle proprie relazioni, non dandole più così per scontato come, magari, abbiamo fatto finora.

Ho la sensazione che non potrò più tornare alla normalità, perché?
Il fatto che la situazione si stia prolungando ci ha portato a vivere per parecchie settimane in un modo che devia da quella che è stata la nostra normalità fino a oggi, costringendoci ad adattarci a dei limiti e delle regole che prima non avevamo. Ma ciò non significa che non si sarà in grado di trovare una nuova normalità, una volta stabilizzata la situazione.

ALIMENTAZIONE

Ho sofferto di DCA per diversi anni, ma credevo di esserne uscita. Ora la quarantena sta facendo tornare a galla orribili pensieri, abitudini e atteggiamenti controproducenti. Come dovrei reagire per evitare una ricaduta?
Individuare i primi segnali è già un passo fondamentale. Quali sono i pensieri che ti genera la situazione? Appuntali in un diario e trova delle prove a sostegno o sfavore, scrivi anche quali sono le abitudini e gli atteggiamenti che provocano di conseguenza e come ti fanno sentire e ipotizza quali strategie alternative potresti trovare o hai già trovato in passato che ti hanno aiutato a uscirne. Fermarsi e “prendersi” una pausa ordinano pensieri, emozioni e comportamenti può aiutarti a individuare quelli irrazionali e disfunzionali e agire di conseguenza.

Come controllare la fame nervosa?
A volte capita di mangiare per motivi diversi dalla semplice fame. Comprendere il motivo di tale nervosismo, facendo una riflessione più approfondita su quali sono i momenti in cui più spesso si hanno gli attacchi di fame e quali pensieri e vissuti accompagnano tali episodi, può rendervi maggiormente consapevoli di quello che realmente è alla base del vostro comportamento e permettervi di intervenire su quello che è il problema reale, eliminando un modo di agire disfunzionale che semplicemente maschera quello che realmente c’è alla base.

Binge eating: come lo gestisco se in famiglia si continua a sfornare dolci e varie?
Se pensate che i vostri famigliari non vi sostengano in questo momento, il primo suggerimento è quello di confrontarvi direttamente con loro. Non date per scontato che non vi ascoltino e che non vi saranno di aiuto in questo momento, provateci prima di rinunciare a priori, potrebbero rivelarsi i vostri migliori alleati. Questo sito mostra i centri che si occupano di DCA in Italia.

Come agire in caso di DCA, intrappolati in casa col nemico (il cibo)?
I Disturbi del comportamento alimentare possono essere davvero invalidanti quando ci si ritrova chiusi in casa. Le soluzioni possono essere diverse a seconda del tipo di disturbo di cui si parla: anoressia, bulimia o binge-eating. Un supporto psicologico integrato all’intervento di un nutrizionista che possa strutturare un diario alimentare da seguire potrebbe aiutare a gestire la situazione. Non sarà mai ribadito abbastanza, ma rivolgersi a dei professionisti è sempre la soluzione giusta.

Chiederei alla psicologa qualche consiglio per tutt* coloro che stanno lottando con i disturbi alimentari e al momento si trovano scoperte sia dal punto di vista nutrizionale che psichiatrico.
Uno dei consigli che potrei dare in poche righe è quello di darsi dei micro-obiettivi da raggiungere in ogni giornata (es. non abbuffarsi in tutte le 24 ore, non mettere in atto attività compensatorie come vomito, utilizzo di lassativi), almeno per un pasto al giorno. Tenete traccia in un diario di questi obiettivi e dei progressi/difficoltà incontrati in ogni giornata e dei pensieri che li accompagnano, integrandoli con riflessioni personali a riguardo. Se ne avete la possibilità, rivolgetevi a qualcuno che possa sostenervi in questo percorso.

MISCELLANEA

Perché in questo periodo faccio molti sogni di persone che non vedo da molto tempo?
Probabilmente durante la giornata il tuo cervello è venuto in contatto e ha registrato delle informazioni che in qualche modo si ricollegano a queste persone, anche se tu non ne sei direttamente consapevole. Se passi del tempo sui social magari ti sei imbattuto in immagini o post che ti hanno ricondotto a loro. Durante il riposo queste immagini ti vengono poi riproposte sotto forma di sogni.

Da quando sono in isolamento faccio sogni molto più bui e intricati, è normale?
I sogni hanno significato solo in relazione alla mente della persona che li ha generati, perciò posso solo ipotizzare che cosa potrebbe starci dietro. Alcuni pensano che il buio nei sogni sia collegato a sentimenti di ansia e paura, emozioni che sono ben assimilabili con la condizione di isolamento, e che se ti capita di provare potrebbero essere la causa di questo incupimento. Il fatto che siano intricati potrebbe essere una rappresentazione della confusione che ti provoca l’esperienza di tali vissuti.

Dove trovare la motivazione per non mollare gli impegni quando la situazione è così incerta e non sappiamo se o quando tornerà normale?
Proprio perché il futuro è così incerto, non vale la pena sprecare tutto quello che si è costruito e progettato fino a oggi. Strutturate le giornate in modo da continuare a lavorare su voi stessi, sugli aspetti che volete migliorare e il raggiungimento degli obiettivi che vi siete prefissati, facendo qualcosa ogni giorno (anche di piccolo) che possa avvicinarvi sempre di più a quello che è il progetto di vita che vorreste in futuro o che volete per voi in questo momento.

Sono costantemente di pessimo umore e poche cose mi fanno stare bene. Perché?
È importante comprendere che cosa causa il pessimo umore ma, ancora di più forse in questo momento, concentrarsi sulle cose che fanno stare bene. Possono anche essere poche, ma ristrutturare i propri impegni e le proprie giornate in modo da potergli dedicare un tempo maggiore avrà sicuramente un impatto positivo anche sul vostro umore.

QUARANTENA

È normale respingere ed esternarsi da ogni tipo di notizia negativa, costruendosi intorno a sé una bolla?
È una delle reazioni più comuni a pensieri negativi ed eventi che non ci fanno stare bene. Evitarli non farà però che aumentare l’influenza che esercitano su di te e l’intensità delle emozioni negative associate, devi invece trovare un modo per “rompere la bolla” e fronteggiarle al meglio delle tue possibilità e risorse. Anche le emozioni “negative” sono importanti e ci aiutano, dobbiamo quindi imparare a tollerarle.

Ho paura che la quarantena cambi la mia percezione degli impegni, delle priorità e dei tempi. Può succedere?
Sicuramente questo periodo ci porta a dover fare una revisione delle nostre priorità e impegni. Il tempo e le possibilità sono diverse, hanno bisogno di essere ristrutturate. Ciò non significa che questa nuova percezione sia definitiva, bisogna sempre rimanere in una posizione di apertura verso ciò che ci riserverà il futuro.

Come aumentare l’autostima quando neanche ci dobbiamo togliere il pigiama per vivere la nostra vita quotidiana?
Ricordiamoci sempre che l’autostima non è legata semplicemente al nostro aspetto fisico, ma alla nostra persona a 360 gradi. Cogliamo l’opportunità per investire e migliorare nuovi aspetti di noi stessi, aspetti che magari abbiamo trascurato per mancanza di voglia o tempo.

Perché questa settimana mi è sembrata lunga un mese?
Credo che sia un vissuto più che comprensibile. La nostra vita è stata strutturata fino a ieri da tempi serrati ma godendo allo stesso tempo di grande libertà di movimento e azione. Ritrovarsi con così tanto tempo a disposizione ma con grandi limitazioni personali è un ribaltamento della situazione mica male. Proprio per questo è importante crearsi una nuova routine che tenga conto di questi nuovi aspetti.

Non dormo più da giorni! Come tamponare la situazione?
Per mantenere un equilibrio fisico e mentale è importante mantenere una regolarità anche nelle ore di sonno. Il nostro problema è che spesso arriviamo a fine giornata stanchi mentalmente, ma non fisicamente. Prova a stancare anche il corpo: trova un tipo di esercizio che ti permetta di stancarti sul serio adattandosi al tuo livello di preparazione fisica. Può essere qualsiasi cosa, basta che ti piaccia. Fallo preferibilmente nelle ore serali, per scaricare la tensione della giornata. Infine, fatti una bella doccia calda prima di andare a dormire; aumenterà il rilassamento e ti aiuterà la fase di addormentamento.

Più passa il tempo e meno mi pesa la quarantena, è normale?
È normale, dal momento che si sta protraendo per più tempo di quanto pensassimo e che quindi ormai ci siamo creati delle routine che seguiamo tutti i giorni. Questo ci permette, oltre a organizzare le giornate, anche a favorire l’adattamento alla situazione al meglio delle possibilità presenti.

L’incertezza di queste ultime due settimane mi sta logorando. Ho paura che i danni saranno irreversibili.
Sicuramente il nostro modo di vivere e di rapportarci subirà dei cambiamenti, questo è innegabile. Concentrarsi però troppo al futuro e a quello che potrebbe essere, proprio perché viviamo nell’incertezza, non fa altro che aumentare l’ansia sperimentata, che è sempre collegata al pensiero “E se succedesse che…?”. Devi invece rimanere legato/a al momento presente, concentrati su attività che in questo momento ti fanno stare bene e che ti permettono di trovare un equilibrio durante la giornata.

È un male non credere che tutto questo finirà presto?
Dipende dall’effetto che questo pensiero ha su di te. Sicuramente la situazione non tornerà presto alla normalità e ci sarà bisogno ancora di tempo prima di poter tornare ai ritmi e alle abitudini di tutti i giorni, è giusto esserne consapevoli e accettarlo. È importante che tu non ti faccia però sopraffare da questo pensiero e che continui a vivere legato al momento presente.

Perché ci si sente estranei alla realtà?
Viviamo in un momento di alienazione dell’uomo rispetto alla vita che abbiamo conosciuto fino a poco tempo fa. È quindi comprensibile vivere come se si fosse estranei alla realtà, essendo questa una realtà nuova, che non conosciamo e che fatichiamo a gestire. Riconoscere che in questo momento la realtà è fatta di limiti (ma anche di possibilità) e che è tutto davvero reale al momento presente può aiutare a superare il senso di estraneità e permettervi di fare vostra questa nuova vita, al meglio delle vostre possibilità.

In quarantena la mia mente reagisce in modo strano alle risate: mi è capitato più volte di trasformare una risata in pianti prolungati. Mi chiedevo se potesse essere una reazione del mio corpo allo stress, pur non avvertendo nessuna ansia.
A volte somatizziamo quello che la nostra mente fatica ad elaborare. Può essere che non sentiate un vero e proprio vissuto di ansia/tristezza/stress ma che esso si manifesti in comportamenti bizzarri, come quello descritto. Il consiglio è quello di fermarsi a riflettere su cosa potrebbe provocare questa preoccupazione/tristezza. Un approccio più consapevole alle proprie emozioni e pensieri è il primo passo per poter trovare un proprio equilibrio.

VITA SOCIALE

Col passare della quarantena mi sono ritrovata a mettere in dubbio le mie sicurezze, cioè i miei amici e gli impegni che avevo. Perché mi succede?
Parte tutto dal fatto che hai dovuto modificare l’assetto in cui avevi raggiunto la tua sicurezza. La modalità online è comunque diversa rispetto a quella irl, c’è quindi bisogno di riorganizzare tutto per raggiungere nuovamente la sicurezza che con tanta fatica si era conquistata. Le amicizie richiedono un investimento maggiore così come gli impegni che ci troviamo a dover adempiere in generale, è quindi normale mettere un po’ tutto in discussione. È però importante mantenere attive le proprie risorse e “non mollare il colpo”, per quanto questo momento ci metta in difficoltà.

È possibile che questo isolamento mi faccia perdere l’abitudine di relazionarmi con le altre persone, rendendomi apatico?
Questa quarantena cambierà inevitabilmente la nostra vita e le nostre relazioni, ma non significa che ci rinchiuderemo tutti in noi stessi e non ci relazioneremo più col mondo. Continua a mantenere le relazioni con i tuoi amici e familiari anche online e organizza dei momenti di socialità condivisa (allenamenti, giochi da tavolo online, sfide) in modo da riuscire a mantenerle vive e con una buona qualità.

Perché non impazzisco chiuso in casa da oltre un mese, dato che prima avevo una vita frenetica?
Probabilmente proprio perché la tua vita frenetica ti ha fatto sviluppare un buon senso di adattamento alle diverse situazioni. Avere imparato a gestire tanti impegni ti permette di affrontare efficacemente il tempo che adesso hai a disposizione e, questo forse un po’ inconsciamente, ti ha permesso di dare uno stop alla freneticità, godendoti davvero le cose che stai facendo adesso.

Tutti si preoccupano per me, perché vivo da sola e non vedo nessuno da più di un mese. Ma io sto bene. Come posso farglielo capire?
A volte le persone non sono proprio in una posizione di ascolto verso l’altro e tendono a rimanere legate più all’idea di come, secondo loro, gli altri stiano in determinate situazioni, piuttosto che ascoltare come realmente si sentano. Prova a iniziare tu a chiedere agli altri come stanno affrontando questo periodo e come si sentono e mostragli poi le strategie che utilizzi per mantenere l’equilibrio.

Come ci si approccia alle persone in modo vero, se neanche le si può vedere dal vivo?Paradossalmente, è proprio in questa situazione che abbiamo l’occasione di conoscere davvero gli altri. Finalmente possiamo concentrarci sull’importanza delle parole e sulla comunicazione empatica e accogliente con l’altro. Approfittane per rafforzare le tue amicizie e relazioni: adesso che “non ti rimane che parlare” hai l’occasione di conoscere le persone in modo più profondo, esplora argomenti di cui non avete mai discusso o cerca di conoscere nuovi aspetti di loro, prima di tutto svelandoti tu stesso.

Come superare questo momento se si vive da soli e si è single?
Una delle condizioni più difficili in questo momento è sicuramente quella in cui ci si ritrova da soli. Continua a mantenere una routine adattandola al momento attuale, abolisci il pigiama e vestiti bene, dedica del tempo a rafforzare/migliorare qualche aspetto di te, mangia e dormi regolarmente e mantieni le tue relazioni a distanza con videochiamate ad amici e familiari. Importante: non esitare a rivolgerti agli altri nel momento del bisogno.

Mi sto abituando a relazionarmi solo con me stessa. Se poi facessi fatica a entrare in contatto con gli altri una volta finito tutto?
Sicuramente la ripresa della normalità (che tanto normale non sarà più) ci metterà alla prova dopo mesi di reclusione in casa, e il fatto di adattarci a questa nuova situazione può generare preoccupazione per quello che sarà in futuro, ma abbi fiducia nelle tue capacità. Se prima non avevi problemi a relazionarti con gli altri, vedrai che non ne avrai nemmeno una volta sbloccata la situazione.

Era appena iniziata la mia nuova vita, tra università e città nuova. Poi è arrivato il Coronavirus e ora mi sembra di averla di nuovo persa.
Più che persa direi che la tua vita si trova “sospesa”. In questo momento, però, puoi ancora viverla al meglio delle possibilità, per aprirti già un canale per il futuro. Partecipa alle lezioni ed eventualmente organizza dei gruppi studio con i compagni con cui avevi appena iniziato a conoscerti, magari anche in maniera informale, organizzando aperitivi o cene. Questo ti permetterà, una volta ripresa la normalità, di proseguire più concretamente quanto iniziato.

Sento come se grazie a questa paura avessi trovato di nuovo la parte migliore di me. L’ansia nasce se penso che quando tornerà la normalità, andrà tutto via insieme alla routine.
I ritmi quotidiani hanno subito un brusco cambiamento e, di conseguenza, ci hanno portato a modificare la nostra vita e noi stessi. È una cosa più che positiva aver trovato addirittura la parte migliore di sé. Fate una riflessione profonda su come poter far sì che questa parte non scompaia, dedicando del tempo a curarla e farla crescere e immaginando come poter integrare il nuovo equilibrio trovato con quello che avevate prima e quello che potreste progettare tornati alla normalità.

Come aiutare le amiche che soffrono, dato che non posso stargli fisicamente vicino?
Il contatto fisico è sicuramente confortante e rassicurante nei momenti di bisogno, ma anche da lontano si può fare molto. Dimostrate agli amici la vostra disponibilità a esserci quando ne sentono la necessità, rispondendo ai loro messaggi e chiamate e, a vostra volta, contattandoli quando sentite la voglia di comunicare con loro. Questo vi permetterà di sintonizzarvi al meglio con l’altra persona e fornire un sostegno che sia di qualche utilità per l’altro.

Come aiutare un soggetto depresso e ansioso fisicamente?
La prima cosa da fare è riconoscere e accettare il fatto che l’altro abbia delle difficoltà e non irritarsi nei suoi confronti se non accetta i vostri consigli e suggerimenti. Cercate di essergli di sostegno svolgendo insieme in alcune attività che possano ridurre l’ansia e che lo stimolino in qualche modo, senza diventare troppo insistenti. La condizione fondamentale è che l’altro voglia migliorare la propria situazione, non tanto che siate voi a volerlo per lui.

RELAZIONI E SESSUALITÀ

Non ho mai voglia di fare sesso, mi masturbo svogliatamente, giusto per far passare il tempo. Quando finirà la quarantena la libido tornerà?
La libido intesa come istinto sessuale è una pulsione che è rivolta nei confronti di un oggetto esterno. È quindi possibile che in questo momento i tuoi istinti si trovino un po’ assopiti e tu faccia fatica a sperimentare l’eccitamento sessuale senza una vera ragione che lo provochi. Da quel “tornerà” ipotizzo che tu l’abbia sperimentata in precedenza, probabilmente alla ricomparsa di un oggetto di desiderio e fonte di eccitamento anche la libido si riaccenderà.

Più passano le settimane e più mi allontano dal mio ragazzo. Non riesco a capire se ancora mi manca, oppure se era solo abitudine, quella di stare insieme. Gliene parlo oppure no?
Il consiglio è sempre quello di condividere i propri pensieri col partner, ma di farlo in modo che l’altro possa davvero accogliere quello che vogliamo comunicargli. Prima di tutto quindi, devi mettere ordine nei tuoi pensieri e sentimenti e individuare che cosa ti ha fatto pensare che fosse solo abitudine e cosa, invece, ti manca maggiormente di lui. Non devi per forza trovare la risposta, ma riflettere su quale potrebbe essere. Quando avrai le idee più chiare, allora sarai pronta a esporre la questione al tuo ragazzo.

Il mio partner vorrebbe fare sesso telefonico, ma io dopo 8 ore di lavoro, il cervello stanco e la voglia di raggomitolarmi sul divano finché non sarà il momento per andare a letto, ecco, non ce la faccio. Non mi va. Come fargli capire che non è colpa sua, ma che neanche con Brad Pitt vorrei fare sesso al telefono durante questo periodo?
Direi di fargli presente il fatto che il sesso telefonico è molto impegnativo per la mente. Richiede molta immaginazione e dopo tutto il giorno passato a lavorare è normale che diventi tutto meno eccitante di quanto dovrebbe essere. Chiedigli esplicitamente di concederti i tuoi tempi, facendogli presente che non è il sesso in sè che non ti va, quanto piuttosto la modalità che lui ti richiede. Magari dal confronto può nascere un compromesso che vada bene per entrambi.

Da quando è iniziata la quarantena io e la mia ragazza viviamo in un costante stato di ansia e tensione in casa (conviviamo). Parliamo, parliamo, ma non riusciamo a uscirne. Saprebbe aiutarci?
All’equilibrio della coppia contribuisce anche l’equilibrio personale. Forse cominciare a ritagliarvi dei momenti “ognuno per sè” potrebbe aiutarvi. Dedicatevi ad attività tutte vostre e che vi rilassano e fanno stare bene, non è detto che siano le stesse per entrambi o che debbano per forza essere fatte contemporaneamente. Se trovate ognuno il proprio equilibrio sarà più semplice poi eliminare anche la tensione nella coppia.

Durante la quarantena mi capita di masturbarmi con maggiore frequenza, è una cosa salutare? A volte guardo anche video per stimolare meglio la fantasia.
La masturbazione è una pratica che, al di là dell’eccitazione sessuale, aiuta anche a modulare le emozioni negative. Se praticare l’auto-stimolazione ti fa sperimentare una sensazione di benessere e hai trovato dei momenti per praticarla, non vedo perché non farlo, anche utilizzando delle immagini. L’importante è che la tua mente e la strutturazione delle tue giornate non ruotino tutte attorno a quello e che non diventi la sola strategia che utilizzi per affrontare i vissuti di malessere.

La mia ragazza sta sviluppando dubbi sulla nostra relazione, allontanandosi da me. Come posso gestire la situazione senza vederci?
La situazione attuale può mettere a dura prova anche le relazioni più solide. Parlarne è sicuramente la cosa migliore, confrontati con la tua ragazza sui dubbi che stanno sorgendo in lei e cerca di dimostrarti comprensivo riguardo al fatto che possa trovarsi in difficoltà, accettando i suoi tempi e spazi, anche se sono diversi dai tuoi.

In un rapporto di coppia durante questo periodo, quanto le emozioni possono essere veicolate dalla situazione? Col mio partner abbiamo momenti di grande difficoltà e altri di amore totale. Come ci si deve comportare in questi casi?
Sicuramente la situazione attuale funziona un po’ come un catalizzatore delle emozioni e ce le fa sperimentare in maniera molto più intensa di quanto faremmo normalmente. È importante crearsi un nuovo modo di vivere la coppia, che tenga conto dei limiti e delle possibilità attuali, prevedendo sia momenti di condivisione ma anche, per quanto possibile, momenti solo per sé stessi (ad esempio una bella chiamata con amici/amiche).

Come possiamo gestire al meglio la relazione di coppia chiusi 24/24 in un appartamento?
È importante crearsi dei propri “spazi individuali” anche vivendo nello stesso luogo h24. Condividere in una coppia è fondamentale, ma non è necessario condividere tutto al 100%: createvi dei momenti da poter godere in solitaria, come una videochiamata con le amiche/amici, un bagno più lungo del solito o un corso online.

La quarantena mi ha fatto diventare una persona gelosa, anche se non lo sono mai stata. Ho reazioni esagerate e non riesco a pensare lucidamente. È normale?
Nelle situazioni in cui non ci è possibile condividere la nostra vita con il partner, come il periodo di quarantena impone, è possibile che si sviluppino dei sentimenti di gelosia. Bisogna sempre darsi un tempo per valutare le cose: la tua gelosia è davvero fondata? A quali pensieri e vissuti si accompagna? Parlarne apertamente con il proprio partner può essere costruttivo e rassicurante.

Come gestire una relazione iniziata poco prima della quarantena?
Nella situazione attuale le relazioni intime hanno subito una brusca svolta. Oltre alla fisicità c’è di più: imparate a conoscervi a un livello diverso, approfondendo al meglio che potete la conoscenza reciproca attraverso le parole e non i gesti. Questo è un aspetto molto importante delle relazioni, spesso sottovalutato, ma che ha bisogno di trovare spazio ora più che mai.

SUPPORTO PSICOLOGICO

Dove trovare sostegno psicologico in questo periodo? Gli studi privati sono chiusi, quelli pubblici funzionano a malapena.
Moltissimi psicologi sono passati alla modalità online (anche io stessa mi sono dovuta adattare). Non più la solita seduta in studio, ma colloqui via Skype che permettono di mettervi in contatto con chi può aiutarvi anche a distanza. Informatevi direttamente contattando gli studi di psicologia o i professionisti, scegliendo quello che vi sembra più adatto a voi o che semplicemente vi ispira di più.

Come far capire a qualcuno che curarsi anche in casa è essenziale per stare bene?
La mente e il corpo vivono in stretta connessione tra loro e, di conseguenza, il benessere di una influisce su quello dell’altro e viceversa. Mangiare sano, fare attività fisica (anche in casa) e concedersi del tempo per la cura personale permettono di sperimentare una sensazione di benessere a livello corporeo che ben si integra e sostiene quello della propria mente.

Scopro di una persona che sta subendo violenze in questo periodo. Come posso aiutarla?
Quello che puoi fare tu per questa persona, oltre a dimostrare la tua disponibilità ad aiutarla e farle sapere che le sei vicino, è quello di consigliarle di rivolgersi a un centro anti-violenza. I servizi telefonici e online sono ancora attivi, può rivolgersi agli sportelli in forma anonima e quasi tutti forniscono il servizio gratuitamente, come questo.

Quando e come ci si rende conto di avere bisogno di assistenza alla propria salute mentale?
Bisogna trovarsi in un momento della propria vita in cui si è pronti a ricevere aiuto e si è motivati a cambiare la propria condizione. Ci si trova a un punto in cui è vivamente consigliato chiedere assistenza quando si nota una compromissione significativa, sia in prima persona, sia osservata da altri, in almeno uno dei propri contesti di vita (personale, relazionale, lavorativo/scolastico) che provoca sofferenza e che non si è in grado di modificare con le risorse attuali.

Depressione + ricerca del lavoro + impossibilità di vedere il partner: come stare meglio?
Il suggerimento sembra scontato ma è doveroso da farsi: rivolgersi a dei professionisti della salute mentale è sempre una strada percorribile, soprattutto in momenti difficili come quello attuale. Questi tre aspetti immagino causino grande sofferenza, chiedere un aiuto a volte si rivela la soluzione più efficace.

Se soffri di depressione e la famiglia non aiuta, come gestisci tutto?
Bisogna concentrarsi sulle risorse che si hanno a disposizione, piuttosto che sui limiti. Una famiglia che non sostiene nel momento del bisogno (importante: accertatevi che sia davvero così) è un grosso limite, ma quali sono le risorse che puoi mettere in campo invece? Tra le proprie risorse interne, gli amici, i familiari che vivono in un altro luogo, un professionista a cui rivolgersi, le opzioni sono più di quelle che si pensa.

Come si affronta un periodo a casa quando non c’è un bell’ambiente in famiglia e soffri di depressione? Non posso vedere la mia terapista e trovo la situazione invalidante per i miei studi lavoro. Prendo anche farmaci, ma essendo tutto “troppo” mi hanno aumentato le dosi. Vorrei sapere se c’è qualcuno a cui possa rivolgermi in questo periodo così difficile.
Moltissimi terapeuti in questo periodo sono passati alla modalità on-line (me compresa). Se la tua terapeuta non prevede questa opzione, ci sono numerosi studi di psicologia e associazioni che offrono questo servizio, sul sito dell’Ordine nazionale degli psicologi potete trovare tutti i servizi attivi.

Non so se soffro di ansia o depressione, o nessuno dei due. Ho paura a fidarmi degli specialisti della mia zona, ma non posso rivolgermi altrove. Non so cosa fare, mi date un consiglio?
Bisognerebbe approfondire che cosa ti ha fatto ipotizzare di soffrire di tali disturbi e qual è il motivo per cui non ti fidi degli specialisti della tua zona. In ogni caso, esistono molti psicologi che fanno colloqui online o telefonici: questo potrebbe aiutarti a “rompere” le barriere spaziali e rivolgerti a un professionista per parlarne direttamente con lui.

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Crediti

Risposte fornite dalla Dottoressa Monica Picasso

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