i-D premiere: Vipera è la nuova indefinibile scommessa della musica italiana

Un po' Frusciante, un po' Battiato, un po' in inglese un po' in italiano, Vipera è indescrivibile—così abbiamo lasciato che fosse direttamente lei a parlarvi di sé.

di Benedetta Pini
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17 febbraio 2021, 10:18am

Fotografia di Bruno Raciti

Vipera è Caterina Dufi, classe 1998. Vive e studia a Bologna, l’eterna città adolescente affetta dalla sindrome di Peter Pan. È la città dei fuori corso al DAMS, delle canne lasciate a metà in casa e delle balotte in piazza Verdi, con la Peroni in una mano e la chitarra nell'altra. Ma è anche la città dei graffiti, della scena rap più incazzata degli anni '90 e dei giovani che vogliono combattere a colpi di scritte sui muri, saggi filosofici e teorie femministe intersezionali il turbocapitalismo e l'avanzata della globalizzazione.

Di fatto, Bologna non ne ha mezza di crescere, e neanche Vipera. O meglio, “cresco ogni volta che mi sposto,” ci dice “ma mantengo una certa giovinezza, e la terrò sempre come condizione interna.” E di spostamento in spostamento, di crescita in crescita, Vipera sta costruendo un immaginario tutto suo, ibrido ed evocativo, che oscilla tra musica e arte visiva.

id premiere vipera as with fire
Fotografia di Federico Rizzo

Per quanto appena appena nato, il progetto ha già un'estetica e un’intenzione ben precisa. Prima di tutto, commistiona l’italiano e l’inglese, un po’ come Flavio Giurato e un po’ come Battiato, di cui vuole emulare l’efferatezza. E poi pesca a piene mani dal Frusciante di Niandra LaDes, dalle sonorità di Mount Eerie e dalle visioni aride del litorale adriatico di Umberto Palazzo.

Tutto questo è confluito nel singolo di debutto As With Fire, uscito il 5 febbraio per Dischi Sotterranei:

A metà tra un dialogo a due voci e una spassionata confessione di amore e insofferenza, cerca di comprendere la trama di una relazione che si fa teatrale per l’occasione del canto. Un fuoco comune che scioglie e ustiona, che in una semplice apnea può essere attutito, rimescolate poi le carte ricomincia il gioco.

Progetto enigmatico e allusivo, rarefatto e pervasivo, Vipera è praticamente impossibile da definire, e questo singolo non fa che riempirci di curiosissimi punti di domanda per l’EP d’esordio, in uscita nelle prossime settimane. Intanto, qui sotto trovate in anteprima per noi di i-D il videoclip di As With Fire. E, ancora più sotto, qualche risposta alle infinite domande che si creeranno nella vostra testa guardandolo.


Ciao! Come ti senti in questo periodo?
In questo momento un vento forte di tramontana attraversa pure i sassi. Mi sento come una foglia abbastanza pesante.

Ti ricordi l'ultimo sogno che hai fatto? Se sì ti va di raccontarcelo?
Ho sognato una grande prateria, e man mano che la scorrevo con gli occhi depennavo i prati visitati.

In che modo la pandemia, a livello sia pragmatico che emotivo e psicologico, sta influendo sulla tua pratica artistica?
Tutto questo che ci circonda al momento apre spazi impensabili. Ma come mi annoio…

Ma facciamo qualche passo indietro e guardiamo al passato. Dove sei cresciuta? E com'è stato crescere dove sei cresciuta?
Sono cresciuta dove sono nata. A Lecce, dono e condanna, diceva uno. Regna una certa staticità, ma è bello se sei capace ad aspettare.

Quando hai individuato la tua passione per la musica?
Ho capito che la musica poteva essere un buon mezzo comunicativo ed espressivo circa tre anni fa. Tuttavia mi sento davvero alle prime armi, specialmente conoscendo musicisti veri. Imparerò?

id premiere vipera as with fire
​Fotografia di Bruno Raciti

Oggi, come mantieni un equilibrio tra il tuo percorso musicale e le pressioni, gli obblighi e i doveri di questo momento della tua vita, su tutti la scuola?
Cerco di osservare il mondo con una certa scaltrezza, di trovare dappertutto cose utili e di ispirazione, mi organizzo per difendermi al meglio che posso. Bisogna pur essere funamboli, ma tra i panni stesi ai fili ad asciugare chi è che ci riesce?

È uscito da pochi giorni il tuo singolo d'esordio, As With Fire, quali sono le reference musicali di questo brano?
Vari autori hanno esercitato su di me parecchio fascino: Aldous Harding, John Frusciante, Flavio Giurato, Jo Chiarello.

Che significato racchiude e che stato d'animo vuole trasmettere?
As With Fire è una piccola anticipazione, un sasso scagliato nell’acqua sperando in una scia a forma di quadrato, un enigma. Posso dire che il brano parte da una cosa vera, dalla quale poi scappa. Fa ciurma coi fuggiaschi, che sono gli altri brani. Essenzialmente, ho cercato di allontanarmi dall’ispirazione, salutandola educatamente.

I tuoi testi passano dall'italiano all'inglese, e lo fanno in modo inaspettato e al contempo estremamente fluido. Come mai questa scelta?
È una ricerca che conduco da tempo e che parte da esperienze poetiche, più che musicali. Un atto d’amore tra parole, come il video lo è tra immagini. Tutto si assomiglia, ancora non è la stessa cosa, ma si sta mirando a quello.

Che valore hanno per te i testi di una canzone, in che modo interagiscono con la parte sonora e da cosa trai ispirazione per scriverli?
I testi valgono come linea melodica, la voce come strumento, siamo in musica e forse sarebbe fuori luogo parlare di poesia. L’interazione tra parole e musica è il vero testo, la trama.
L’ispirazione poi è una cosa che arriva se la chiedi, quindi tutto scrive per me se mi dispongo a leggere.

id premiere vipera as with fire
Fotografia di Federico Rizzo

Credi che il futuro dell'arte sia nella collaborazione, nella comunità e nell'unione?
Il futuro dell’arte è il suo presente. Credo, sì, in una collaborazione attiva.

Il featuring dei tuoi sogni?
Luciano Berio?

Tre progetti musicali italiani ancora semi-sconosciuti da seguire assolutamente?
Il quadro di Troisi, Alberto Almas, che sono già noti ma spaccano. Poi freschi freschi: gli And Hospital.

Il videoclip di As With Fire è intimo e travolgente allo stesso tempo, sembra veramente la concretizzazione audiovisiva perfetta del tuo brano… Com'è nato? E quanto sei intervenuta nella realizzazione?
Merci! È nato dalla fruttuosa collaborazione con Caterina Algardi. Quest’estate abbiamo deciso di girarci, e girare il Salento alla ricerca di putti e madonne, volute barocche e mare calmo. Mattia Della Pietra ha curato il montaggio, seguendo sempre un criterio musicale che è stato necessariamente anche visivo.

Crediti

Testo di Benedetta Pini
Fotografie di Bruno Raciti e Federico Rizzo

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