L'Integrazione Film Festival torna a dare respiro a un settore rimasto in apnea per mesi

Dal 20 al 24 ottobre in versione ibrida in presenza e in streaming!

di Benedetta Pini
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19 ottobre 2020, 2:30pm

Avrebbe dovuto svolgersi lo scorso aprile, ma a causa dei motivi che ormai conosciamo fin troppo bene è stata rinviato in autunno, in una versione ibrida in presenza e online: dal 20 al 24 ottobre, tre giornate di proiezioni ed eventi in sala tra Bergamo e Sarnico e una in streaming (il 23), con gli interventi degli ospiti, tra registi e attori, tutti in video conferenza e tutti i film in programma visionabili online tramite la piattaforma iff-filmfestival.com. “L'integrazione è un tema complesso che riguarda la dimensione personale e collettiva, economica e sociale, storica e culturale. Ma, proprio per questa peculiarità intricata ed eterogenea, l'arte rappresenta spesso il primo, se non l'unico, linguaggio possibile con cui affrontarla evitando il conflitto.” dichiara Marzia Marchesi, Assessora alla Pace del Comune di Bergamo

In uno dei territori più colpiti dall’emergenza sanitaria dovuta al covid-19, la 14esima edizione dell’Integrazione Film Festival - IFF assume per Bergamo e dintorni una valenza più importante che mai, dando nuovo spazio e respiro a un settore rimasto in apnea per mesi. “Il tema del ‘noi’ che esploriamo può essere di utilità alla ‘prossimità sociale’ auspicata in un tempo come questo, caratterizzato dal distanziamento. Ci servirà per interrogarci su nuove declinazioni di integrazione, su quali puntini della ‘i’ del nostro logo (inclusione, identità, intercultura) saranno necessari per il futuro, migliore, che ci aspetta,” afferma il direttore del festival Giancarlo Domenghini.

“L'integrazione è un tema complesso che riguarda la dimensione personale e collettiva, economica e sociale, storica e culturale. Ma, proprio per questa peculiarità intricata ed eterogenea, l'arte rappresenta spesso il primo, se non l'unico, linguaggio possibile con cui affrontarla evitando il conflitto.” Dietro alle 22 opere selezionate, infatti, c’è la volontà di indagare i temi dell’inclusione, dell’identità e dell’intercultura come elementi chiave dell'integrazione tra persone di diversa appartenenza culturale o provenienza. Racconti cinematografici che arrivano da tutto il mondo, dall'Italia alla Turchia, dalla Francia alla Svizzera, agli Stati Uniti, all’Uruguay, mostrando un’ampia varietà di esperienze di integrazione e convivialità.

“È solo attraverso un impegno profondo e costante che possiamo sostenere un vero cambiamento, superare gli stereotipi e aprire le nostri menti alle tante provenienze culturali e nazionali di cui sono fatte le nostre società contemporanee,” spiega Nadia Ghisalberti, Assessora alla Cultura del Comune di Bergamo. In questo senso, segnatevi subito il film del regista italiano di origini egiziane Mohamed Hossameldin, che torna al festival portando (fuori concorso) Il passo (Italia, 2017, 19’), un film che racconta la difficoltà di operare nel mondo dello spettacolo per le danzatrici che indossano il velo. Un’opera che sembra provocatoriamente chiedere: le scuole di danza sono pronte ad includere questa diversità?

Per il programma e le informazioni dettagliate sul Festival vai sul sito iff-filmfestival.com. L'ingresso è libero e gratuito, previa prenotazione. In caso vengano presi provvedimenti restrittivi non prevedibili, il programma resterà invariato e il Festival si svolgerà completamente in streaming.

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