su grindr arrivano etero, bisex, transessuali e cisgender, ma perché?

Se un'app specificatamente queer decide di 'aprirsi' a chiunque, non perde la sua specificità?

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dic 11 2017, 6:15pm

La scorsa settimana Grindr ha annunciato una serie di modifiche che mirano a rendere l'app d'incontri queer più inclusiva. Sebbene sia presente una 'tribù trans' già dal 2013, i nuovi cambiamenti amplieranno ulteriormente i confini di Grindr verso gli utenti GNC (gender non-conforming) e nonbinari, offrendo diverse opzioni per quanto riguarda l'identità di genere, così come nella sezione FAQ e aggiungendo la possibilità di inserire manualmente un'"etichetta" alternativa se non ci si riconosce in nessuna di quelle presenti. Anche le donne cisgender potranno d'ora in poi usare l'app. È una decisione radicale, non solo necessaria, ma anche sensata viste le critiche di discriminazione ricevute in passato—critiche che sta affrontando in modo deciso, comunque.

"Rendere Grindr un posto ancora più inclusivo nei confronti delle persone transessuali è un processo che abbiamo avviato da tempo," ci spiega il Vice Presidente della sezione Marketing dell'app Peter Sloterdyk via e-mail. "Abbiamo inserito la 'tribù trans', ma ci siamo resi conto che non è abbastanza. Durante il nostro Pride Party annuale più persone transessuali ci hanno raccontato le loro esperienze su Grindr e lì abbiamo capito che ci voleva un cambiamento più radicale. Volevamo fare le cose per bene, e l'unico modo era quindi chiedere ai diretti interessati, cioè alla comunità transessuale."

"Questo desiderio di inclusività è ammirabile, così come lo è aver riconosciuto l'esistenza del problema e la voglia di Grindr di risolverlo collaborando proprio con i suoi utenti trans. Rimane tuttavia una domanda in sospeso: se un'app specificatamente queer decide di 'aprirsi' a chiunque, non perde la sua specificità? Oggi anche le persone etero possono incontrare altri etero su Grindr, e questo potrebbe dar fastidio agli altri utenti. "Grindr si concentra sulla comunità LGBTQI+ e su tutte le identità che questo acronimo include," ha dichiarato Sloterdyk quando gli abbiamo chiesto chiarimenti riguardo la recente svolta di Grindr. "Non vediamo l'ora di poter osservare dove questa nuova opzione ci porterà."

"Rimane tuttavia una domanda in sospeso: se un'app specificatamente queer decide di 'aprirsi' a chiunque, non perde la sua specificità?"

Per Mads, studente non binari*, questi cambiamenti sono i benvenuti: "credo sia una buona idea, perché tutti vogliamo essere noi stessi in ogni aspetto delle nostre vite, applicazioni di sesso occasionale e incontri incluse," mi scrive via email. "Inoltre, crea automaticamente più possibilità di trovare ed entrare in contatto con persone simili a noi; cosa estremamente importante specialmente per chi vive in una piccola città." La diffusione di Grindr in paesi in cui l'omosessualità è ancora perseguibile per legge (più di 70 in tutto il mondo) è un altro fattore da non sottovalutare: in questi luoghi, l'app permette la nascita di comunità queer che altrimenti sarebbero soffocate da leggi retrograde e violenze sociali non punite o punibili.

L'applicazione è inoltre un paradiso relativamente sicuro per le donne come l'autrice e attivista transessuale Juno Roche, il cui libro d'esordio Queer Sex arriverà in libreria nell'aprile 2018. Ai suoi occhi, i cambiamenti sono appropriati al momento culturale che stiamo vivendo e rappresentano il primo passo verso uno "spazio più sicuro, sessualmente aperto e inclusivo dove le persone finora emarginate possano entrare in contatto."

Grindr ha inoltre fatto passi in avanti anche per quanto riguarda l'educazione sessuale e la prevenzione, permettendo ai suoi utenti di dichiarare quando hanno fatto l'ultimo controllo medico e offrendo una vasta gamma di risposte relative le malattie sessualmente trasmissibili nella sezione FAQ. Un esempio? Con 'livello non rilevabile' si intende in medicina la soglia sotto la quale attraverso l'atto sessuale è impossibile trasmettere al proprio partner la malattia sessualmente trasmissibile di cui si soffre, perché le cure hanno appunto portato il virus a un livello non—secondo quanto dichiarato dall'ente americano US Centers for Disease Control.

Juno ha tuttavia alcuni dubbi sui cambiamenti di Grindr, temendo in particolare che l'ampliamento dei confini causerà l'inizio delle discriminazioni tipiche di altre piattaforme anche su quest'app. "È un modo per rendere le nostre subculture più conosciute, certo, però su altre piattaforme, come ad esempio Tinder, mi sono presa un bel po' di merda onestamente. Questo non vuol dire che io faccia del sesso decente solo attraverso Grindr, ma che quest'app è un posto sicuro, dove nessuno mi insulta per la mia transessualità né mi chiama puttana per aver contratto il virus dell'HIV."

"Avere l'HIV ed essere transessuale sono due caratteristiche che rendono il rifiuto piuttosto comune su altre piattaforme. Su Grindr, almeno, ho una 'tribù' su cui fare affidamento."

Sebbene tutti possano ovviamente contrarre il virus dell'HIV, il posto tragicamente speciale che questa malattia occupa nella storia queer significa che l'importanza di queste discussioni si fa ancora più vitale nelle comunità LGBTQI+. "Credo che le donne cisgender potrebbero usare questi spazi, perché la sicurezza che io, in quanto donna transessuale, vivo su Grindr sembrerà loro un paradiso," spiega Juno, "ma sono preoccupata dalla decisione, non lo nascondo: ho paura che la comunità che si è creata su quest'app si disperda nel nulla. Usando altre app d'incontri mi sento un visitatore che può essere allontanato in ogni istante: avere l'HIV ed essere transessuale sono due caratteristiche che rendono il rifiuto piuttosto comune su altre piattaforme. Su Grindr, almeno ho una 'tribù' su cui fare affidamento.

D'altro canto, l'inclusione delle donne cisgender potrebbe favorire la distruzione dell'innegabile misoginia ancora diffusa nella comunità gay. Mentre le conversazioni sulle donne nei gay bar e la 'validità' delle donne drag queen (spolier: anche le donne e le persone non binarie possono essere drag queen!) continuano a essere caratterizzate da pregiudizi e stereotipi, questi nuovi cambiamenti sottolineano un fatto spesso dimenticato: le donne queer esistono. Sebbene abbia una solida relazione con una donna, Louise Kealy si identifica come bisessuale e userebbe volentieri Grindr se fosse single. "Credo sia un passo in avanti molto positivo," commenta Louise riferendosi alla novità in casa Grindr. "Conosco un sacco di persone che hanno vissuto episodi di transfobia e capisco che quest'apertura potrebbe portare casi simili anche su Grindr, ma da qualche parte dobbiamo pur iniziare."

È importante sottolineare che gli uomini eterosessuali usano già l'applicazione per trovare donne transessuali, mentre gli uomini transessuali possono tecnicamente usarla, ma solo se gay o bisessuali. Sono sì etichette importanti in questo contesto, ma sono numerosi gli studi che indicano i millennials come la generazione più queer di sempre. Sorge quindi spontaneo chiedersi se questi cambiamenti non siano l'ennesima prova che oggi le persone si concentrano sempre meno sulla definizione della propria identità e orientamento sessuale. Ancor di più, questa nuova inclusività potrebbe davvero ridurre il problema della discriminazione nella comunità gay e permettere a quelle più genericamente queer di rafforzarsi. Dopotutto, perché gli etero dovrebbero iniziare a usare un'app che si concentra sulla comunità queer, quando le opzioni a loro disposizione sono pressoché infinite? In definitiva, mentre i giovani di oggi stanno continuando ad ampliare i loro orizzonti e ridurre contemporaneamente la necessità di etichette, questo nuovo approccio al mondo degli incontri queer sembra insomma appropriato e necessario. È letteralmente, citando il popolare meme, il futuro che i liberali vogliono.