donatella versace difende la propria campagna autunno/inverno 16

'Niente di ciò che faccio passa inosservato.'

di Tish Weinstock
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13 giugno 2016, 9:04am

Image via Instagram

A meno che in occasione dell'estate non vi siate presi una pausa da internet, avete probabilmente visto quanto clamore ha suscitato la campagna di Versace autunno/inverno 16. Scattata da Bruce Weber, la campagna comprende una foto in cui Gigi Hadid stringe la mano di un avvenente uomo mentre cammina in compagnia di due bambini. Fin qui, tutto normale. Invece di apprezzare questa rappresentazione di una famiglia multi razziale, in certi commenti si è parlato di "discriminazione positiva" da parte del marchio, come se la presenza di persone di colore fosse una cosa fatta per dovere, più che per una sincera solidarietà. Altri hanno messo in evidenza quanto si tratti di una famiglia surreale, anche perché Hadid compirà 21 anni il prossimo aprile. (Anche se, solo perché tiene la mano dei bambini, non vuol dire che siano suoi).

Tutte queste critiche la dicono lunga a proposito dei pregiudizi sull'idea di famiglia, su cosa è considerato normale e cosa è visto come "diverso". Parlando con The Telegraph, Donatella Versace giustifica la sua scelta dicendo: "Il mio nome è Versace, niente di ciò che faccio passa inosservato. È nella mia natura. Ho realizzato questa collezione ispirandomi alla vita vera di Versace e alla complessità della vita delle donne. Lavorano, si prendono cura della loro famiglia, viaggiano, passano il tempo con gli amici, tutto in un solo giorno." 

Crediti


Testo Tish Weinstock

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