Andreea indossa camicia NLST.

in vena di nudo

La pratica del fotoritocco non è sempre negativa, ma dove possiamo tracciare la linea di divisione tra chi propone una visione artistica e chi spaccia idee omogenee di bellezza?

di Bertie Brandes
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02 gennaio 2015, 9:55pm

Andreea indossa camicia NLST.

Se non lavorate con il vostro volto o non avete una presenza online curata e impeccabile (vi sto guardando, tutorial di Photoshop su YouTube), probabilmente non avrete molta esperienza diretta in fatto di fotoritocco. Invece, la maggior parte delle persone sa di cosa sto parlando grazie a degli errori:  terribili cover di riviste in cui le braccia delle celebrity spuntano dal loro torace o servizi di moda in cui le cosce delle top model sono state entusiasticamente sezionate e ricostituite. Nonostante la sua ubiquità, il fotoritocco e il dimagrimento digitale delle modelle hanno una reputazione piuttosto cattiva e per una buona ragione. È difficile immaginare che molte persone non siano d'accordo con il fatto che l'eccessivo ritocco delle modelle e delle celebrity sia un aspetto particolarmente negativo dei media. South Park ha dedicato a questo un intero episodio, quindi non è di certo un'opinione della nicchia. L'idea che le donne dovrebbero essere ritoccate con forme spesso anatomicamente impossibili è sicuramente preoccupante. Nel suo libro del 2009, One Dimensional Woman, la femminista Nina Power scrive che Photoshop ha trasformato "la fotografia di moda in qualcosa che ti viene voglia di leccare, e non di emulare". Così mentre ci sono alcuni fotografi e designer che hanno fatto di questa sorta di lucentezza malata il loro marchio di fabbrica, lei ha assolutamente ragione nel sostenere che i corpi delle donne sulle riviste e sulle pubblicità sono spesso irriconoscibili e assomigliano di più a delle fresche ciambelle glassate. Il fotoritocco non ha una grande reputazione e probabilmente non dovrebbe averla; è difficile essere a favore di una pratica che sembra avere come obiettivo principale quello di voler omogeneizzare la bellezza.

Ronja indossa T-shirt Scout Vintage. Orecchini dello stylist.  

Anya indossa giacca Levi's.

Detto questo, ci dovrebbe essere più considerazione su quest'argomento e non solo un grugnito di disapprovazione o una petizione su Change.org. Dal punto di vista creativo non c'è davvero niente di sbagliato nel ritocco delle foto, e mentre in sostanza ogni fotografia che vedete nelle riviste di moda è stata photoshoppata, questo avviene spesso semplicemente per far risaltare i colori o la texture della fotografia che altrimenti andrebbero persi. E l'idea di perdere qualcosa è interessante anche per altri versi. Le fotografie digitali sono spesso troppo piatte, troppo reali. Forse con il fatto che la magia di girare un film diventa sempre più costosa, i fotografi sono alla ricerca di modi alternativi per sperimentare su immagini digitali super-trasparenti e raffinate. Per quanto mi riguarda, il fotoritocco diventa un problema solo quando l'immagine finale sta palesemente tentando di ingannare o manipolare il suo pubblico. Aiuta a farci riflettere sul dialogo tra il fotografo e chi guarda le sue foto, ma la cosa più importante è già solo il rifletterci in sé. Nonostante il più delle volte la cosa più facile sia evitare di farlo. È sbagliato ignorare le sfumature solo perché è più facile avere un parere che non impegna. Il ritocco istintivo ai fini di promuovere ideali apparentemente naturali e ambiziosi è indegno. Ma la storia non finisce qui.

Tra un incavo dei seni infinito e un girovita ritagliato grottescamente c'è un argomento davvero convincente a favore del fotoritocco. Può essere considerato sgradevole allungare e dimagrire i corpi in modo digitale, ma non censurare la visione di ogni artista o fotografo per adattarlo a principi culturali accettabili? Si parla molto di come le immagini ritoccate stiano danneggiando l'accettazione del proprio corpo nelle giovani donne, ma il fotoritocco e l'alterazione dell'immagine vanno oltre il catalogo di Victoria's Secret.

Mona indossa top vintage Hysteric Glamour e dei suoi orecchini.

Matilda indossa giacca Kaufman's Army & Navy. Orecchini Maria Tash. 

Jac indossa T-shirt Melet Mercantile. Orecchini Maria Tash.

Certo, manipolare la foto del corpo di una donna alla ricerca di un'immagine assolutamente aspirazione ai fini di vendere i propri prodotti è grave, ma il ritocco ai fini di perseguire un'idea creativa che sostituisca in qualche modo il capitalismo è tutta un'altra cosa. Lontano dal mainstream, gente come Jeff Koons, Nick Knight o, più recentemente, PC Music hanno accettato Photoshop come parte del loro patrimonio artistico. Nelle loro mani l'omogeneità può diventare auto-consapevole e divertente, e le immagini ritoccate o ri-immaginate in via digitale sono un elemento essenziale per la loro estetica.

Chiaramente la questione è più complessa di costringere semplicemente tutti a mettere un timbro rosso su tutto ciò che non viene direttamente dalla chiavetta USB del fotografo. In primo luogo, c'è differenza tra alta moda e pubblicità altamente commerciale, che deve essere presa in considerazione. Perché appena si comincia a controllare come tutto dovrebbe essere fatto è probabile che le nostre intenzioni liberali si pieghino facilmente a quelle conservatrici. Se sembro una di quelle persone che si rifiuta di riconoscere l'effetto che i media possono avere sull'autostima delle persone, ora è probabilmente arrivato il momento di dire che mi sono trovato dalla parte sbagliata del fotoritocco e mi ha fatto schifo.

Karmen indossa T-Shirt Melet Mercantile. Orecchini Maria Tash.

Sophie indossa jumper Levi's. Orecchini Maria Tash.

Ysanny indossa T-shirt vintage What Goes Around Comes Around. 

Sebbene io sia in favore della libertà creativa e pensi che l'idea di avere disclaimer su tutte le fotografie ritoccate sia troppo estremo, quando si tratta di manipolazione insensata sulle immagini, non c'è dubbio che qualcosa deve cambiare. Diverse volte, in qualche laboratorio da qualche parte, qualcuno ha deciso di snellire il mio naso, usando quella che mi è sembrata una striscia di ombra pomeridiana. È stato strano e anche un po' imbarazzante, e nonostante l'immagine sia appesa su una parete di casa di mia nonna, un paio di settimane fa lei mi ha detto che in realtà non mi assomiglia per niente e che ne vuole una nuova. Sono d'accordo. Quando avevo 11 anni, insieme al mio miglior amico ci mettevamo lo scotch sul naso prima di andare a letto con la speranza di svegliarci con il naso all'insù e assomigliare alle vespe. Ovviamente questa è una fase che passa crescendo (e si stacca dopo circa quattro minuti) e a vent'anni non mi interessava più. Fino a quando qualcuno ha deciso di prendersi cura di me, e nonostante sia stato fatto ai fini di avere un'immagine "migliore", non ho potuto fare a meno di sentirmi un po' come il mostro di Frankenstein con il rossetto. Penso che l'eccesso di ritocco ci stia trasformando di nuovo in adolescenti imbarazzati.

Credo che alla fine si tratti del modo in cui pensiamo al concetto di bellezza. Per me la bellezza a che fare con la varietà, e se il ritocco vuol dire spingere idee omogenee ai fini di una bellezza aspirazionale, allora ci deve essere abbastanza varietà da controbilanciare tale estetica. Invece di limitarci a richiamare le persone che fanno cose con le quelli non siamo d'accordo, sforziamoci di abbracciare un concetto più ampio di bellezza. Se gli alieni oggi venissero sulla terra e cercassero di capire l'umanità attraverso i media, penserebbero che siamo tutti color miele, snelli e pronti-per-la-spiaggia. In realtà, siamo grumosi, lentigginosi, grassi e assolutamente unici. E questa è una cosa bellissima. Praticamente, grazie a Dio lo scotch non ha cambiato il mio naso. E non mi ha nemmeno soffocato. 

@BertieBrandes 

Crediti


Testo Bertie Brandes
Foto Matt Jones
Styling Havanna Laffitte
Capelli Marco Braca da Kramer + Kramer
Make-up Itsuki da BRIDGE Artists per La Mer
Assistente stylist Rochelle Adam
Assistente capelli Rieko Shiba
Assistente make-up Arisa.
Stampa Lovely NYC
Scatti ai Jack Studios di New York 
Modelle Anya L, Ysaunny Brito e Sophie Touchet da The Society. Mona Matsuoka, Andreea Diaconu, Karmen Pedaru, Jacquelyn Jablonski, Jac Jagaciak e Ronja Furrer da IMG. Matilda Lowther da Select. 

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