hellen van meene ha fotografato adolescenti insoliti per 20 anni

E in qualche modo li fa sembrare eternamente eleganti.

di Rory Satran
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23 luglio 2015, 9:20am

"I conigli fanno bambini così velocemente che non riusciamo neanche a contarli," riflette la fotografa olandese Hellen Van Meene. Quella velocità è l'essenza del titolo della sua nuova collezione di fotografie, The Years Shall Run Like Rabbits. Scattate tra il 1994 e il 2005, la maggior parte delle immagini sono ritratti in formato quadrato di giovani donne. A volte strane, bellissime, opache, e attraenti, le foto sono composte magnificamente in un modo che viene spesso comparato ai maestri della pittura olandese. Ma Van Meene li considera più effimeri, "Si tratta della velocità della vita. E poi, quando non sei tanto felice della foto che hai fatto, non preoccuparti, il giorno dopo è diversa."

Hellen vive nel nord dell'Olanda, ma trova le sue Lolita improbabili in giro per il mondo, spesso solo camminando per le città e nei centri commerciali. Come riesce a capire se un adolescente sarà quello giusto per i suoi pezzi delicatamente composti? "Non ha nulla a che fare con l'essere belli o no; è più una questione di chimica," dice. "E può dipendere dall'umore che hanno, o i capelli, o la pelle, o se sono grassi, abbronzati, lentigginosi. È che c'è qualcosa dentro di loro che sento. È più come se stessi guardando con la pancia che con i miei occhi."

È con l'istinto che ha trovato soggetti come l'incerta pel di carota con il suo cappello ortodontico, la smodata ragazza coreana che fa un palloncino con la chewing gum, e i gemelli identici - tantissimi gemelli identici. Il filo comune, per la maggior parte, è la loro giovinezza e il loro stare nel mezzo. Come dice Hellen, "I visi sono così aperti e puoi trovare interpretazioni differenti. Preferisco i volti giovani perché sono come un libro aperto."

Una volta che ha finito il casting, è il momento di creare la messa in scena precisa. Dato che Hellen ama che le sue immagini abbiamo una qualità senza tempo, scatta in vecchie case abbandonate e mai ristrutturate in campagna, e spesso veste lei i soggetti usando camicie da notte e vestiti dei negozi di usato. "Nel mio lavoro mi piace che tu non riesca a capire dove la foto sia stata scattata. È quest'annno? O è 20 anni fa? O 40?" dice.

Le case abbandonate in cui le piace scattare sono una specie in estinzione. Ne parla con un po' di nostalgia: "Queste case stanno diventando molto rare nei Paesi Bassi. Tutti, anche le nonne, stanno diventando di moda oggi. Mi sento quasi responsabile di dover documentare questo tipo di case. A volte le cose vanno più veloci di come vorrei." L'immagine sulla copertina del libro mostra la carta da parati geometrica verde pisello di una casa a cui Hellen è passata davanti in bicicletta per anni prima di ottenere l'accesso per entrarci. E' una piccola fetta di memoria del design olandese.

Ma nonostante le sue attente pianificazioni, Hellen è ancora guidata dalla sua intuizione. E dopo 20 anni a fare foto, è sicura nel suo approccio. "Non sono una ricercatrice," dice. "Non è tipo, 'Qualcuno ha già fatto questo o quello?' Non mi importa. E' la mia invenzione. I bambini sono stati fatti, i cani, le case, lo nomini, è già stato fatto. Tutto è stato fatto. Ma non da me."

Con la loro figura perfettamente quadrata, penseresti che le sue foto sarebbero ben accolte su Instagram. Ma mentre c'è certamente un hastag #hellenvanmeene, non troverete mai la fotografa sulla piattaforma; è abbastanza contro. "Non mi piace condividere le foto con il resto del mondo in quel modo," dice Hellen. "Quando scatto una nuova foto, non la condividerò mai [subito] con qualcuno. La tengo per me come se un nuovo bambino fosse appena nato. Non voglio condividerla con il resto del mondo a meno che io non sappia che si è stabilito ed è cresciuto."

Le 183 foto nel nuovo libro di Hellen sono tutti lavori maturi, e insieme raccontano una storia coinvolgente dal finale aperto.

The Years Shall Run Like Rabbits è ora disponibile qui.

Crediti


Testo di Rory Satran
Immagini su gentile concessione di Hellen Van Meene

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