​a bordo dell'equality bus con adwoa aboah

La fondatrice di Gurls Talk e cover star di i-D ha organizzato un bus che, sabato scorso, da NYC ha raggiunto la Women's March di Washington. Flynn Roddam era lì per documentare l'intera esperienza.

di i-D Staff
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24 gennaio 2017, 12:35pm

Alle 5 del mattino a New York, un gruppo di persone assonnate è salito su di un bus diretto alla Women's March di Washington. Non ci conoscevamo, ma il viaggio di dieci ore ci ha permesso di fare amicizia velocemente. Adwoa Aboah aveva organizzato il viaggio con il suo movimento GURLS TALK, una piattaforma che permette alle donne di esprimersi in un ambiente aperto e sicuro. Molte delle ragazze (e dei ragazzi) erano timidi in principio, ma l'entusiasmo contagioso di Brandee Brown, Kesewa Aboah e Binx Walton li ha presto conquistati. In men che non si dica l'intero bus stava ballando. Quando siamo arrivati alla meta, ci siamo trovati davanti a una quantità impressionante di persone. Abbiamo iniziato a ballare e a mischiarci alla folla, e ci siamo persi.

Una volta che le persone hanno iniziato a camminare non si sono mai fermate. La musica era trascinante e noi ballavamo facendoci largo tra la folla. L'energia era palpabile e continuava ad attrarre persone nel nostro corteo. Tra questi, un padre di famiglia di mezza età che ha confessato: "finalmente. Questo è ciò che aspettavo." Ogni persona con la quale ho parlato era mossa da una splendida ragione per marciare. Mi ha toccato particolarmente la storia della mia amica  Victoria Lampley Berens, che ha perso la madre a dicembre, dopo una lunga e straziante lotta contro il cancro. Temevo non sarebbe arrivata, ma quando l'ho vista non ho potuto fare a meno di sentirmi infinitamente orgogliosa di lei. Lei, che marciava in onore di tutte le donne della sua vita.

È stata una giornata molto lunga, con tanti canti e tanto cameratismo. Quando tutto è finito, eravamo in uno stato di euforia. Si è trattato di un'esperienza indimenticabile e davvero toccante.

"Questa marcia è per l'unità, la sorellanza e la conoscenza di se stessi." Adwoa Aboah

"La parte migliore è stata quando ho deciso di tirare fuori il mio stereo portatile. Tutti ballavano. Tutti cantavano. Persone che non conoscevo mi sorridevano, perché, anche se non avevano idea del motivo per il quale ero lì, sapevano che eravamo tutti uniti da una causa comune. Mi sono sentita parte di qualcosa di meraviglioso." Adesuwa Aighewi

"La marcia ha dimostrato quanto grande sia la forza delle persone quando decidono di unirsi per battersi per i propri diritti. Essere circondata da così tante donne diverse e meravigliose provenienti da tutto il mondo ha marcato uno dei momenti più straordinari della mia vita. Il sistema deve cambiare e la miglior cosa che ha portato questa presidenza è l'unione tra persone che combattono per la stessa causa." Chloe Caillet

"In quanto canadese che vive a New York da 7 anni, non posso votare né qui, né nel mio Paese d'origine. È frustrante non poter partecipare attivamente alla politica. Unirmi alla marcia è stato un modo per riappropriarmi della mia voce e per dare supporto a chi condivide il mio spirito." Julia Baylis

"È stato fantastico vedere persone di tutte le età. In particolare le signore più anziane che sorreggevano cartelloni sui quali si leggeva 'ora hai fatto incazzare la nonna.'" Heidi Gaudet

"Sto marciando perché è importante esprimere il proprio diritto di parola e fare in modo che le diverse opinioni vengano ascoltate." Kesewa Aboah

"Sto marciando con mia mamma, che mi ha insegnato ad ammirare le donne. Mi ha sempre raccontato con gioia come ha partorito mio fratello a casa, in modo del tutto naturale, o come ballava danze africane quando era incinta di me al nono mese. Sono esperienze che solo le donne possono fare. Mia madre continua ad essere una fonte di amore e positività nella mia vita e mi ispira quotidianamente quando fa cose come realizzare cappelli per il Pussyhat Project." Marco Diaz-Lundquist

"Un mese e quattro giorni fa mia madre ha perso una lunga battaglia contro il cancro. Quando Adwoa mi ha invitata ho deciso di affrontare un viaggio di 18 ore fino a Washington D.C.  per marciare in onore di mia madre e per fare parte di qualcosa di molto più grande che il mio dolore e il mio lutto. Ho marciato per la mia famiglia, per coloro che ci hanno lasciato troppo in fretta, per i miei futuri figli e per i loro figli. Un grazie immenso ad Adwoa Aboah e Gurls Talk per aver organizzato questa esperienza fantastica dall'inizio alla fine." Victoria Lampley Berens

"Mi ha commosso vedere persone tanto diverse unirsi per un comune scopo. Mi ha ricordato che faccio parte di una comunità forte e coesa." Asli Baykal

Crediti


Testo e foto Flynn Roddam

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