Magdalena Joanna Wittchen su gentile concessione di Parfums Christian Dior

incontriamo gli studenti selezionati dal premio fotografico di dior beauty

Se a sceglierti per il tuo lavoro come fotografo è Dior, beh, forse qualcosa da dire ce l'hanno.

di Ryan White
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16 luglio 2019, 11:49am

Magdalena Joanna Wittchen su gentile concessione di Parfums Christian Dior

“Tutti noi siamo stati giovani e combattivi un tempo," ha detto Peter Philips, Creative and Image Director di Dior Makeup, mentre contemplava l’orizzonte dal tetto di un piccolo hotel ad Arles, nel sud della Francia. “Dior ha molte idee, conoscenze ed esperienze da condividere con i giovani creativi, è stimolante sia per noi che per loro."

Così Peter ha spiegato il motivo dietro al nuovo progetto del brand: il premio The Art of Colour, creato in collaborazione con l’École Nationale Supérieure de la Photographie di Arles e sostenuto da LUMA Arles, e un festival annuale di fotografia. Dopo essere entrato nell’azienda, ormai cinque anni fa, Peter ha sempre cercato di unire l’eredità lasciata da Dior alla celebrazione dei giovani talenti emergenti. Nato ad Antwerp, in Belgio, ha studiato graphic design a Bruxelles prima di tornare a casa per darsi al fashion. Presto è diventato uno dei più grandi talenti dell’avanguardia nordeuropea – al fianco di Raf Simons, Willy Vanderpierre, Olivier Rizzo –, creando una nuova visual identity per il brand. Dopo circa vent’anni trascorsi a dare vita ai look più amati nella storia della moda, dalle sfilate alle copertine e alle campagne promozionali, Peter ora si sta dedicando alle nuovissime generazioni, con l’aiuto del suo network e dei suoi partner da tutto il mondo: l’obiettivo è quello di assicurare ai giovani quelle occasioni che un tempo permisero anche a lui di raggiungere i suoi obiettivi.

“L’anno scorso abbiamo pubblicato un libro, si trattava di un tributo a Christian Dior dal punto di vista di Dior Beauty”, racconta Peter, “Ho iniziato a lavorare al libro e alla mostra per rendere omaggio ai direttori creativi che mi hanno preceduto, Serge Lutens e Tyen, e hanno lavorato qui circa 40 anni.The Art of Colour vuole mostrare al mondo che nel DNA di Dior ci sono passione, colore e coraggio".

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Gangao Lang su gentile concessione di Parfums Christian Dior

Quest’anno il premio si è focalizzato su una serie di fotografe donne che hanno cercato di ridurre il gender gap e l’iniquità che continuano a intaccare l’industria della moda. “Da Dior non dobbiamo dimenticare che stiamo gestendo un brand”, ha affermato Peter, “The Art of Colour è stato anche un modo per mostrare al mondo che non siamo solo maestri del colore, dei pensieri forti e della creatività. L’idea è nata e… perché non dare un’opportunità, una piattaforma ai giovani talenti? In questo momento la questione femminile è centrale anche per noi, proprio perché, alla radice del problema, c’è il fatto che non ci siano abbastanza donne in determinati ruoli".

Ognuno dei 10 laureati che hanno partecipato al premio è stato invitato a mostrare le sue fotografie all’interno del prestigioso festival. Dopodiché una giuria, che comprendeva Peter e il fotografo francese Dominique Issermann, ha decretato il vincitore, a cui spettano 10.000€ e una collaborazione con Dior. Ve lo sveliamo: Gangao Lang del Shanghai Institute of Visual Arts ha stracciato la concorrenza con una serie di ritratti evocativi della sua migliore amica, che celebrano la bellezza interiore ed esteriore.

Quindi, quale potrebbe essere la partnership ideale tra un fotografo e un make-up artist? “La fiducia”, ha risposto Peter, “È tutta una questione di fiducia. Ci sono alcuni fotografi per i quali faccio dei lavori che non farei per altri. Bisogna andare per tentativi, cercando di capire il punto di vista del fotografo, come lavora e quali sono i suoi valori. Questo è il motivo per cui certi fotografi che mi ingaggiano e altro no. Si tratta di una relazione principalmente basata sulla fiducia”.

Mentre il loro lavoro è in mostra, dal 1 luglio al 22 settembre, alla Grande Halle a Parc des Ateliers di Arles, abbiamo incontrato due laureati provenienti dal London Royal College of Art per discutere del loro lavoro, dei loro progetti e di come hanno elaborato il tema di quest’anno.

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Magdalena Joanna Wittchen su gentile concessione di Parfums Christian Dior

Ana Pinto

Quando hai iniziato a scattare fotografie? Ho studiato video e fotografia al college, ma devo dire che non è stato molto stimolante allora e il desiderio di creare progetti più seri è venuto dopo. Ho persino pensato di tornare a studiare. Com’è stato studiare al RCA?È stato fantastico! Posso ricevere tutto il supporto di cui ho bisogno, e da parte di qualcuno di esperto che è lì apposta per guidarmi. Credo che il mio lavoro si sia evoluto in modo molto positivo. Il tuo lavoro come si relaziona al tema Woman - Woman Faces? Il brief era un po’ nuovo per me, ma ero davvero interessata a partecipare al contest, così ho provato a seguire il tema adattandolo al progetto di cui mi sto occupando in questo periodo e al mio approccio, stile, gusto. È stato abbastanza semplice. Ho usato la mia stanza come uno studio e ho chiesto a due donne di farmi da modelle, il set era piuttosto intimo. Ho studiato il colore e la luce e modi per creare un senso atemporale. Sono immagini con un’estetica molto cinematografica e rétro.

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Magdalena Joanna Wittchen su gentile concessione di Parfums Christian Dior

Come si relaziona, invece, il tuo progetto col tema più ampio The Art of Colour? Il colore è davvero importante nei miei lavori, quindi è stato facile per me interiorizzare il tema. Ho cercato di concentrarmi sul blu e il rosso. Cosa vuoi trasmettere con la tua fotografia? Mi interessano i concetti di desiderio e felicità. Rifletto sulla relazione tra le noi e certi oggetti, tecnologie, volontà e sentimenti. Allestisco il set pensando a questo scopo. Cosa credi che renda un’immagine emotivamente forte? Se stimola l’immaginazione del fruitore, portandolo a crearsi una sua visione dell’immagine, allora è fatta.

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Magdalena Joanna Wittchen su gentile concessione di Parfums Christian Dior

Magdalena Joanna Wittchen

Quando hai iniziato a scattare fotografie? Ho per lo più un background da pittrice, con una laurea al Chelsea College of Art. Mi sono anche dedicata un po’ alla scultura. Ho iniziato un corso di fotografia solo al secondo anno del master. Il background di belle arti e scultura ha definito il modo in cui scatti le tue fotografie? Certo, credo che il fatto di aver scoperto la fotografia tardi e senza avere basi tecniche e teoriche mi ha costretta a darmi da fare, soprattutto quando sono arrivata al secondo anno. La mia fotografia è decisamente influenzata dalla pittura, in particolare dai dipinti classici degli antichi maestri. Vuoi parlarci un po’ del tuo progetto per la mostra? Ho lavorato su questo progetto da dicembre, ma il tema e il modo in cui ho lavorato sono stati continuativi. Gli ho dato un taglio femminile. Fotografo per lo più donne.

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Magdalena Joanna Wittchen su gentile concessione di Parfums Christian Dior

Dove hai scattato queste immagini? Queste serie le ho tutte scattate alla stazione di Holloway. Non uso un treppiede, né luce, né modelle, quindi devo trovare la location perfetta, con lo sfondo perfetto, con la giusta luce e la giusta folla; da tutto ciò cerco di mantenere una certa distanza, ma non sono nascosta, magari sono dall’altra parte della strada, sotto a un lampione, e le persone non se ne accorgono né ci fanno caso, nessuno è mai venuto da me a chiedermi cosa stessi facendo. A volte le persone guardano dritto in camera, ma non ho mai avuto problemi. Come ti senti in questa posizione? Senti di avere un certo potere? Adoro lavorare la notte, da sola. Per me Londra è il posto più sicuro al mondo. Quando tornavo a casa in Polonia per le vacanze estive e uscivo, non mi sentivo a mio agio né al sicuro a girare per le strade di notte. Cosa vuoi esprimere tramite le tue fotografie? Beh, tu cosa ci vedi?

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Magdalena Joanna Wittchen su gentile concessione di Parfums Christian Dior


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Crediti


Testo di Ryan White
Fotografia di Ana Pinto e Magdalena Joanna Wittchen

Questo articolo è originariamente apparso su i-D UK

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