Immagini via Instagram

chi è l'artista dietro il filtro ispirato a valentino che stiamo vedendo ovunque

Dalle passerelle Haute Couture alle vostre storie su Instagram è un attimo.

di Amanda Margiaria
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02 luglio 2019, 2:11pm

Immagini via Instagram

Tra i migliori beauty look della stagione primavera/estate 19 visti sulle passerelle Haute Couture c'era quello realizzato dalla regina del make-up Path Mc Grath per Valentino. Noi di i-D commentavamo così l'etereo svolazzare di lunghissime ed elegantissime piume che incorniciavano gli occhi di Vittoria Ceretti e tutte le altre top che hanno sfilato per Valentino: "Più piume al posto delle ciglia finte per tutti, grazie." Ora, finalmente, quella richiesta è diventata realtà. Realtà virtuale. Da qualche giorno su Instagram gira infatti un filtro che riproduce perfettamente quel beauty look. A realizzarlo è stato un visual artist che conosciamo (e di cui adoriamo i lavori) già da tempo: Karol Sudolski, aka @youaremyanchorpoint.

Karol è un visual artist che crea opere digitali iper-tecnologiche basate sulle scansioni 3D. Noi di VICE lo avevamo intervistato un paio di mesi fa all'interno del progetto Featured (in collaborazione con Zalando), in cui noi di VICE abbiamo chiesto a tre artisti digitali di reinterpretare tre modelli di scarpe. In quell'occasione ci aveva spiegato: "Trovare una definizione univoca di ciò che faccio non è semplice, dato che faccio diverse cose anche piuttosto scollegate tra loro." Alla fine aveva acconsentito all'espressione visual artist, "perché anche se il concetto di artista un po’ mi mette i brividi, quello di visual racconta bene ciò che faccio, che è infatti invariabilmente visivo. Certo, poi gli possiamo affibbiare mille significati, ma la partenza è sempre e comunque una suggestione puramente estetica."

Estetica che torna in primo piano nell'ultima opera di Karol, il filtro Haute Couture. Per provarlo anche voi non dovete fare altro che seguirlo su Instagram, e vi promettiamo che sarà amore a prima vista. Anzi, a primo battito di ciglia.

Appena ci è apparso nella home, abbiamo scritto a Karol per saperne di più, sicuri che le sue sibilline risposte avrebbero aperto più interrogativi che risolto dubbi, esattamente come ogni intervista dovrebbe fare.

Com’è nata l’idea di creare un filtro Instagram che riproduce il make-up di una sfilata Haute Couture? Quando ci siamo sentiti mi hai parlato di un colpo di fortuna, raccontami meglio in che senso.
È stato esattamente un incidente molto fortunato, come ti spiegavo ieri. Tutto risale a qualche mese fa, quando avevo fatto richiesta per il Beta di instagram, ma nessuno mi ha risposto. Pensavo che la mia avventura come Miss Filter Maker 2019 fosse morta in partenza, ancor prima di iniziare. Poi una sera a tradimento, arriva un'e-mail mi conferma: sono a bordo, anche io ora posso caricare i miei filtri su Instagram. In quel momento avevo sul desktop delle immagini di ricerca e una di queste era uno scatto di Vittoria Ceretti (che, devo ammetterlo, in quel momento non avevo idea di chi fosse) con il make-up di Valentino Haute Couture primavera/estate 19 (altra cosa che ignoravo completamente all'epoca). Era in gara con un sacchetto di plastica e uno specchio rotto, anche loro in bella vista sul mio dekstop, e ovviamente ha vinto lei.

Come ci si approccia invece alla creazione stessa di un filtro IG? Intendo dire: come passi dall’idea “uhm sarebbe bello trasformare questa cosa in un filtro” a me che clicco “follow” e ho quelle pazzesche ciglia finte sul viso?
In molti casi non si ha una reference precisa per la creazione di un filtro: te lo immagini e correggi il tiro componendolo nel programma di sviluppo. In questo caso c’era un precedente reale, e volevo fosse il più simile possibile all’effetto creato dalla make-up artist in passerella. Quindi oltre a creare una fisica credibile al movimento delle piume (che è un workaround, quindi tutto una grande bugia), anche la resa del materiale piuma ha richiesto un grande lavoro. Poi, alla fine, metà di questo sforzo si è volatilizzato nel nulla con la compressione video delle storie Instagram, ma io so che sotto c’è una ricerca maniacale.

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Immagini via @youaremyanchorpoint

In quanto visual artist che si serve delle tecniche di resa in 3D, in che modo le tue capacità pregresse ti hanno aiutato nel mondo del filtri IG?
Molto meno di quanto si possa pensare in un primo momento. Di solito lavoro in ambienti completamente diversi, non mi curo del peso dei modelli né delle ore di render. Questa volta ho dovuto invece ottimizzare pesi e complessità, quindi è facendo e sbagliando e provando che ho imparato un sacco di cose durante questo progetto. In questo caso mi è stato utile uno dei miei più grandi talenti: tirar fuori i dettagli barando.

Era il tuo primo filtro in assoluto? O ne avevi già creati altri?
È il mio primo filtro funzionante sotto tutti i punti di vista e rifinito nei dettagli più minuti. Avvo fatto altre prove sparse, non era il mio primo tentativo, quindi disseminate qua e là per mio computer ci sono unità 00, molto diverse e molto più digitali, per quanto sia buffo da dire.

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Io l’ho provato in un lunedì mattina dopo una notte praticamente insonne, completamente struccata, eppure mi ha fatto sentire, non te lo nascondo, un po’ meno cessa. Questo effetto è durato molto più dei 15 secondi della mia storia, e ripensandoci mi rendo conto che non c’è esempio migliore per spiegare come le tecnologie stanno modificando la nostra percezione della bellezza. Io mi sentivo quella che vedevo sullo schermo, non quella con occhiaie e capelli in disordine che ero in realtà. Sei d’accordo? Anche per te ormai ci identifichiamo maggiormente in chi siamo online che davanti allo specchio?
Penso che lo specchio social ci permetta di barare un po’ e avvicinare la nostra immagine all’idea che abbiamo di noi stessi. Ci aiuta a fare quel passettino in più verso la persona che vorremmo essere, ma che per evidenti limiti umani non possiamo diventare. Effettivamente questo filtro ha un leggero effetto di miglioramento della pelle, che è molto soft ma dà come risultato finale una grana più omogenea e luminosa, ma non è niente che una buona angolazione rispetto alla finestra non posso fare. Quindi, insomma, è solo un piccolo aiutino, ma per quanto piccolo l'aiutino c'è, anche se spero non si noti troppo.

L’ultima volta che abbiamo parlato mi hai detto che non diventeremo avatar di noi stessi, perché in fondo cerchiamo da sempre di hackerare il nostro corpo. Quello che succederà, però, è che diventeremo una versione più elaborata della nostra persona. Pensi che anche un filtro Instagram sia un passo verso questo futuro all’insegna del biohacking?
Beh, i filtri sono sicuramente il biohacking dell’universo Instagram. Ma pensa che sogno sarebbe se il telefono fosse un'interfaccia attraverso la quale aggiornare i nostri filtri nella vita reale, trasformandoci e modificando i nostri connotati anche irl. In generale, penso sia un passo per abituarci a giocare con il nostro aspetto senza particolari conseguenze e/o rischi. Con i filtri possiamo cambiare, sperimentare, mutare. È facile perché è temporaneo, ed è proprio questa la sua forza più grande.

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Altro filtro che siamo certi amerete, altra intervista su Instagram, filtri e via dicendo:

Crediti


Intervista di Amanda Margiaria
Immagini via Instagram e su gentile concessione di Karol Sudolski

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