Fotografia di Mitchell Sams

gareth pugh s/s 19: un meraviglioso tributo a judy blame

"Judy non scendeva a compromessi, era impossibile da gestire e orgogliosamente anti-establishment. Era un estremista creativo."

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17 settembre 2018, 2:22pm

Fotografia di Mitchell Sams

"Perché non possiamo darci una seconda possibilità?" si chiedeva la voce di Freddie Mercury nel buio, cavernoso spazio dell'Old Selfridges Hotel. Così si è aperta la sfilata Gareth Pugh primavera/estate 19, che è stata una vertiginosa, roboante celebrazione degli outsider di Londra, dei suoi creativi e dei suoi pazzi visionari. Un mix di riottosi club kid degli anni '80, anticonformisti e chiunque ancora si diverta a rimanere in discoteca fino alle prime luci dell'alba.

Il mood, la colonna sonora, gli abiti e i modelli non hanno lasciato spazio a fraintendimenti: tutto ruotava intorno all'energia dirompente della vita notturna queer e della sua capacità di anticipare i trend. Un casting genderfluid, una reinterpretazione delle ballroom e un finale con una modella fintamente incinta hanno celebrato la cultura del vogueing, trasformando la sfilata in un sabato sera di festa, più che in un evento della London Fashion Week. Certo, da uno show creato con l'intenzione di onorare la memoria dell'indimenticato e indimenticabile Judy Blame.

In passerella, anfibi con zeppe vertiginose dall'aria militaresca hanno marciato su uno spesso strato di terra; forse un messaggio di vita, crescita e fertilità legato a nuove possibilità ed energie, ma anche a un editoriale di Judy per i-D di qualche anno fa, come ha confermato lo stilista nel backstage.

Ogni look stupiva ancor più di quello precedente, se possibile. I completi formali erano rivisitati, le spalle rese ancora più ampie, i tessuti tagliati. Le stampe erano d'impatto e cupe, ma anche indisciplinate. Maschere e perizomi e cinture davano l'impressione di entrare in un party techno di 24 ore, mentre cappotti in pyrex, minigonne in ecopelle arancioni, bottoni e spille non facevano che rafforzare questa impressione.

"Judy non scendeva a compromessi, era impossibile da gestire e orgogliosamente anti-establishment. Era un estremista creativo," si legge nella nota di sfilata. Che non scende a compromessi, impossibile da gestire e orgogliosamente anti-establishment. Questo è stato lo spirito di Gareth Pugh primavera/estate 19.

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Crediti


Testo di Ryan White
Fotografia di Mitchell Sams.

Questo articolo è originariamente apparso su i-D UK.